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Autovelox scout speed, ci vuole il cartello stradale?

27 febbraio 2017


Autovelox scout speed, ci vuole il cartello stradale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 febbraio 2017



La multa rilevata con l’autovelox montato dentro l’auto di polizia è nulla se manca il cartello che avvisa gli automobilisti del controllo elettronico della velocità.

In tema di multe con autovelox scout speed, i giudici stanno mostrando orientamenti tra loro contrastanti: da un lato c’è chi – come il tribunale di Firenze – ritiene che l’utilizzo di questo particolare strumento di controllo elettronico della velocità debba essere comunicato agli automobilisti mediante l’apposita segnaletica stradale (al pari di qualsiasi altro autovelox); dall’altro lato c’è chi – come il tribunale di Rovigo – ritiene che l’avviso preventivo non sia necessario e che, quindi, le multe siano valide anche se l’automobilista si trova, sul più bello, fotografato dalla telecamera. Ora, in questa lunga diatriba, si inserisce anche il giudice di Pace di Belluno [1] che sposa l’interpretazione favorevole agli automobilisti, decretando la nullità delle contravvenzioni effettuate con l’autovelox scout speed senza il cartello stradale.

Cos’è lo scout speed?

Abbiamo già parlato, su queste stesse pagine, dell’autovelox scout speed: si tratta di un particolare strumento di controllo elettronico velocità, oggi particolarmente usato per via della facilità del suo impiego, che viene montato sull’auto della polizia mentre questa è in movimento e percorre le strade di propria competenza. In tal modo lo scout speed riesce a fotografare le targhe delle auto in entrambe le direzioni di marcia; le multe vengono poi compilate successivamente all’interno dell’ufficio e recapitate a casa dei proprietari dei mezzi.

È possibile fare ricorso contro l’autovelox scout speed?

Sicuramente è possibile fare ricorso contro l’autovelox scout speed se questo non è stato sottoposto a revisione annuale. Si tratta di rispettare l’obbligo di taratura periodica richiesto da una recente sentenza della Corte Costituzionale. L’automobilista ha diritto di richiedere, all’amministrazione di competenza, copia della certificazione con cui viene attestato il controllo dello strumento. Egli può in ogni caso fare ricorso sollevando l’eccezione di difetto di taratura: spetta poi all’ente che ha emesso la multa dimostrare il contrario e esibire una copia autentica dell’attestato.

L’autovelox scout speed deve essere segnalato con il cartello stradale?

Sull’obbligo di segnalazione dell’autovelox scout speed non c’è uniformità di vedute e, pertanto, sarebbe opportuno un chiarimento della Cassazione. Secondo il giudice di Pace di Belluno è «vessatorio» lo scout speed se utilizzato per rilevare la velocità dei veicoli dopo essere stato montato sulla pattuglia dei vigili o della Stradale, ma senza risultare segnalato né ben visibile. Le conseguenti multe sono nulle e non vanno pagate, essendo detto accertamento contrario alle garanzie previste dalla legge in materia in favore dei conducenti.

Non è tanto un problema di privacy degli automobilisti per via della foto scattata loro “sul più bello” (difatti la telecamera a infrarossi non consente di filmare le persone a bordo del mezzo multato). È piuttosto il fatto che il decreto del ministero dei Trasporti, con cui nel 2007 [3] è stata regolata la misurazione della velocità «a inseguimento» in base agli strumenti conosciuti all’epoca, richiede l’immediata contestazione dell’infrazione al mezzo lanciato oltre i limiti. Insomma, la polizia – secondo le istruzioni ministeriali – può sì filmare in movimento le auto, ma poi deve fermarle subito e constare immediatamente la violazione. Laddove ciò non avvenga, è necessario avvisare gli automobilisti.

Secondo la sentenza in commento, lo scout speed è sicuramente un valido ausilio per elevare le multe nei confronti delle auto senza l’assicurazione obbligatoria o che non hanno provveduto alla revisione obbligatoria per legge. Ma se l’autovelox scout speed viene usato per controllare il rispetto dei limiti sulle strade crea disparità di trattamento rispetto agli accertamenti effettuato con autovelox e telelaser, accertamenti che – come noto – devono essere comunicati con «sufficiente anticipo» ai conducenti mediante il classico cartello stradale. Insomma, non si può discriminare l’automobilista che incappa nella multa con lo scout speed rispetto a quello che invece incontra il classico treppiedi o il box ai margini della strada, visto che si tratta, sostanzialmente, di strumenti identici. Senza dimenticare che esistono anche i cartelli stradali temporanei e che oggi anche le auto della Municipale hanno display luminosi con i quali si potrebbe avvisare che a bordo c’è lo scout speed.

note

[1] G.d.P. Belluno, sent. n. 146/16.

[2] C. Cost. sent. n. 113/2015.

[3] Min. Trasporti decr. del 15.08.2007.

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