Rottamazione liti fiscali in arrivo

28 febbraio 2017


Rottamazione liti fiscali in arrivo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 febbraio 2017



Sconto del 50% a chi rinuncia alla causa in corso contro il fisco: arriva l’operazione «rottamazione bis».

Troppe cause contro il fisco intasano i tribunali e “tengono in ostaggio” i giudici, finendo per costituire un prezzo che lo Stato non può permettersi. Così il Governo, dopo aver approvato la rottamazione delle cartelle di pagamento, ora sta elaborando la fase due della sanatoria, quella estesa cioè al contezioso: in arrivo la rottamazione delle liti fiscali, grazie alla quale chi ha una causa contro l’Agenzia delle Entrate o contro Equitalia e vi rinuncia otterrà uno sconto del 50%. In questo modo dovrebbe essere messa una pietra sopra tutto l’arretrato giudiziale. A dirlo è stato il viceministro all’Economia Luigi Casero nel corso dell’apertura dell’anno giudiziario tributario 2017.

Con l’occasione della nuova rottamazione delle liti fiscali, l’esecutivo punta a una vera e propria riforma. Il primo passo è quello di estendere l’ambito di applicazione della mediazione tributaria, portando la soglia minima entro cui far scattare il previo tentativo di conciliazione da 20 a 50mila euro. L’obbligo riguarda – lo ricordiamo – non solo gli atti dell’amministrazione finanziaria, come avvisi di accertamento, ma anche le cartelle di pagamento, i fermi e le ipoteche.

Si pensa poi alla trasformazione delle Commissioni in tribunali tributari con due giudici togati e uno laico e, per il giudizio di legittimità, all’istituzione di una sezione bis tributaria in Cassazione con la chiamata di 50 giudici ausiliari.

Il viceministro ha poi dato parlato di una rottamazione delle cause contro il fisco che consentirebbe, a chi ha già depositato l’atto di ricorso contro cartelle, avvisi di pagamento, intimazioni, accertamenti, fermi e ipoteche, pignoramenti, rimborsi, ecc. di chiudere la partita con uno sconto che può arrivare al 50%. «Si tratta di una norma “one shot” e dunque da valutare attentamente ai fini dei saldi di finanza pubblica». Piuttosto si potrebbe porre il tema della rottamazione delle liti in termini di «equità fiscale», aggiunge il viceministro, spiegando che oggi «chi rottama la cartella entro il 31 marzo ha più vantaggi rispetto a coloro che si trovano a dover attendere la fine del contenzioso».

Sono ben 468.839 le cause attualmente pendenti contro il fisco italiano di cui solo 50mila ferme in Cassazione. Per un totale di 32 miliardi di euro “bloccati” riferiti solo al 2016, anche se le liti in attesa di giudizio presentano un valore molto più elevato. Attualmente, «quattro su dieci sono ricorsi in materia tributaria», ha detto il primo presidente della Cassazione. Il tutto poi può trasformarsi in una condanna per lo Stato a pagare i danni per la non ragionevole durata del processo: «Oggi una lite fiscale non si chiude prima di 5 anni».

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