Libretti al portatore anonimi, estinzione obbligatoria

28 febbraio 2017


Libretti al portatore anonimi, estinzione obbligatoria

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 febbraio 2017



Estinzione automatica entro il 31 dicembre 2018 per tutti i libretti al portatore anonimi; tutti i limiti alla circolazione del contante, degli assegni bancari, postali e circolari.

Entro il 31 dicembre 2018 dovranno essere estinti tutti i libretti al portatore anonimi. Lo prevede il decreto legislativo che recepisce la IV direttiva antiriciclaggio approvato nel consiglio dei ministri del 23 febbraio e trasmesso ieri alla camera dei deputati. Nella norma dedicata alle limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore si stabilisce testualmente che « A decorrere dall’entrata in vigore della presente disposizione è ammessa esclusivamente l’emissione di libretti di deposito, bancari o postali, nominativi ed è vietato il trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore che, ove esistenti, sono estinti dal portatore entro il 31 dicembre 2018».

Addio, quindi, libretti al portatore anonimi. Tra poco meno di due anni, l’unico modo per poter consentire il deposito di somme di denaro su libretti di risparmio al portatore sarà quello di intestarli a una persona, che dovrà risultare con il proprio nome e cognome, al fine di evitare elusioni alla normativa sul riciclaggio e sull’evasione fiscale.

Il decreto ribadisce poi il divieto di circolazione del denaro contante per somme superiori a 3.000 euro. In particolare viene messo «fuori legge» il trasferimento di contanti e titoli al portatore in euro (o in valuta estera), effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi (siano esse persone fisiche o giuridiche), quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a 3mila euro. Il trasferimento superiore al predetto limite, a prescindere dalle ragioni, è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono artificiosamente frazionati. Dunque, da 3mila euro in su i pagamenti possono avvenire solo tramite banche, Poste italiane S.p.a., istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento. Il trasferimento effettuato per il tramite degli intermediari bancari e finanziari avviene mediante disposizione accettata per iscritto dagli stessi, previa consegna ai medesimi intermediari della somma in contanti. A decorrere dal terzo giorno lavorativo successivo a quello dell’accettazione, il beneficiario ha diritto di ottenere il pagamento nella provincia del proprio domicilio.

Arriva poi il capitolo assegni, anch’esso copioso di previsioni e novità sempre in materia di lotta al riciclaggio.

Si parte con gli assegni bancari o postali. Questi sono rilasciati dalle banche e da Poste Italiane S.p.A. muniti della clausola di non trasferibilità. Il cliente può richiedere, per iscritto, il rilascio di moduli di assegni bancari e postali in forma libera, ossia senza la clausola di non trasferibilità.

In ogni caso, gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a mille euro devono sempre essere «non trasferibili» e recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario.

Gli assegni bancari e postali emessi all’ordine del traente possono essere girati unicamente per l’incasso a una banca o a Poste Italiane S.p.A.

Veniamo poi agli assegni circolari, vaglia postali e cambiari. Anche questi sono emessi con l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

Il rilascio di assegni circolari, vaglia postali e cambiari, di importo inferiore a mille euro può essere richiesto, per iscritto, dal cliente senza la clausola di non trasferibilità.

Il richiedente di assegno circolare, vaglia cambiario o mezzo equivalente, intestato a terzi ed emesso con la clausola di non trasferibilità, può chiedere il ritiro della provvista previa restituzione del titolo all’emittente.

Per ciascun modulo di assegno bancario o postale richiesto in forma libera ovvero per ciascun assegno circolare o vaglia postale o cambiario rilasciato in forma libera è dovuta dal richiedente, a titolo di imposta di bollo, la somma di 1,50 euro.

C’è infine spazio per il divieto di conti e libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia. Si stabilisce che l’apertura di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia è vietata.

Nell’ambito della regolamentazione del gioco è stabilito che i distributori e esercenti di gioco su rete fisica dovranno identificare e verificare il cliente che richiede o effettua operazioni di gioco per importo pari o superiore a 2 mila euro. I gestori dei casinò verificano la clientela qualora il valore delle transazioni effettuate per l’acquisto o il cambio dei gettoni, o l’incasso delle vincite avvenga per importi pari o superiori ai 2 mila euro. I gestori delle case da gioco soggette al controllo pubblico procedono all’identificazione del cliente fin dal momento dell’ingresso dello stesso nel locale.

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