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SUB_CAT Sostituire la caldaia spetta al proprietario o all’usufruttuario?

SUB_CAT Pubblicato il 9 marzo 2017

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Un articolo per comprendere a chi tocchi, tra nudo proprietario e usufruttuario, provvedere alla sostituzione della caldaia ormai inservibile.

 Soprattutto nei casi di genitori anziani si ricorre sovente alla costituzione, in favore degli stessi genitori, del diritto di usufrutto (a loro riservato per tutta la durata della vita) su di un immobile (di solito la casa di famiglia) del quale i figli restano nudi proprietari.

La sequenza di atti necessari per giungere al risultato appena indicato prevede che, precedentemente alla costituzione dell’usufrutto, i genitori abbiano donato ai figli la nuda proprietà di quello stesso immobile di cui immediatamente dopo (usualmente nell’ambito di un unico atto rogato da un notaio) essi stessi si riservano l’usufrutto.

Per la più chiara comprensione del fenomeno, occorre dire che il diritto di usufrutto attribuisce a chi ne sia titolare il diritto di godere della cosa e di trarre da essa qualsiasi utilità con l’unico limite di non poterne mutare la destinazione economica (l’usufruttuario non potrebbe, ad esempio, trasformare un giardino in un parcheggio senza il consenso del nudo proprietario).

Contemporaneamente il proprietario del bene oggetto di usufrutto viene definito nudo proprietario in quanto per tutta la durata dell’usufrutto (che non può superare la durata della vita dell’usufruttuario o i trent’anni, se usufruttuaria è una persona giuridica, cioè un’associazione o una società) non gode dei diritti che spettano al proprietario (godere ed usare della cosa) dei quali tornerà titolare nel momento in cui l’usufrutto verrà a cessare.

I rapporti tra nudo proprietario ed usufruttuario sono disciplinati dal codice civile [1] oltre che, naturalmente, dalle norme contrattuali che le parti avranno liberamente concordato.

Per quanto attiene specificamente alle riparazioni che durante l’usufrutto sarà necessario effettuare, la legge [2] stabilisce che:

  • le spese e, in genere, gli oneri relativi alla custodia, amministrazione e manutenzione ordinaria della cosa sono a carico dell’usufruttuario;
  • sono pure a carico dell’usufruttuario le riparazioni straordinarie rese necessarie dall’inadempimento degli obblighi di ordinaria manutenzione;
  • le riparazioni straordinarie sono a carico invece del proprietario (l’usufruttuario, però, dovrà corrispondere al proprietario, durante l’usufrutto, l’interesse delle somme spese per le riparazioni straordinarie;
  • se il proprietario rifiuta di eseguire le riparazioni poste a suo carico o ne ritarda l’esecuzione sena giusto motivo, è in facoltà dell’usufruttuario di farle eseguire a proprie spese. Le spese saranno poi rimborsate dal proprietario al termine dell’usufrutto senza interesse e a garanzia del rimborso l’usufruttuario avrà diritto di ritenere l’immobile riparato (cioè di conservarne legalmente il possesso senza essere obbligato alla sua restituzione finché non gli verranno rimborsate le spese).

Sulla base delle regole, appena indicate, fissate dalla legge (che le parti, però, sono libere di modificare nel contratto che ha stabilito l’usufrutto) si può ben dire che la manutenzione ordinaria della caldaia spetti senz’altro all’usufruttuario, mentre le riparazioni straordinarie di essa e, a maggior ragione, la sostituzione integrale della caldaia (per vetustà ad esempio) spetti al nudo proprietario, a meno che riparazioni straordinarie e/o sostituzione non siano state causate da un difetto, da parte dell’usufruttuario, della manutenzione ordinaria che egli è tenuto ad eseguire.

note

[1] Artt. da 978 a 1020 del Cod. civile.

[2] Artt. 1004, 1005 e 1006 Cod. civile.


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