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Naspi 2017, come funziona la disoccupazione

28 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 febbraio 2017



Disoccupazione Inps per i lavoratori dipendenti: come ottenerla, requisiti, quando e come richiederla, a quanto ammonta, novità 2017.

La Naspi è la nuova indennità di disoccupazione, introdotta dal governo Renzi a partire dal primo maggio 2015 e valida per i lavoratori dipendenti. Questa prestazione di assicurazione sociale per il lavoro ha sostituito l’Aspi e la Mini Aspi (che a loro volta hanno sostituito i vecchi trattamenti DS e DS a requisiti ridotti) e spetta a tutti i cittadini che, involontariamente, hanno perso l’impiego (ad esempio per licenziamento o per scadenza del contratto a termine).

La Naspi è erogata direttamente dall’Inps, dietro richiesta del lavoratore, che deve aver perso la propria occupazione da non più di 68 giorni. Ma vediamo, nel dettaglio, come funziona il trattamento, quando se ne ha diritto, a quanto ammonta, quando si sospende e quando decade. E quali sono, inoltre, le novità per il 2017.

Naspi 2017: chi ne ha diritto

Hanno diritto alla Naspi tutti i lavoratori privati dipendenti, racchiudendo in questa categoria anche gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa. Sono, invece, esclusi da questa prestazione sociale i dipendenti a tempo indeterminato delle amministrazioni pubbliche, gli operai agricoli, i collaboratori a progetto (co.co.co. e co.co.pro.) oltre che tutti quei cittadini che attivano rapporti di lavoro occasionale e che, perciò, vengono retribuiti con i voucher, in quanto non assicurati contro la disoccupazione.

Naspi 2017: requisiti

Vediamo, nel dettaglio, quali sono i requisiti per poter fruire della nuova disoccupazione Naspi:

  • perdita involontaria dell’occupazione, come licenziamento o scadenza del contratto: ci sono, però, dei casi particolari in cui, nonostante la perdita del lavoro non sia volontaria, il sussidio può essere richiesto ugualmente, come le dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità; può, inoltre, ottenere la Naspi anche chi ha cessato il rapporto di lavoro per risoluzione consensuale, se si tratta di risoluzione interna alla procedura conciliativa per licenziamento;
  • possesso dello stato di disoccupazione;
  • possesso di almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione (non 4 anni solari, ma 48 mesi, contando a ritroso dalla fine del contratto di lavoro);
  • possesso di almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile (anche in questo caso non deve essere contato l’anno solare, in corso o precedente, ma ci si riferisce ai 12 mesi precedenti alla cessazione, individuabili contando a ritroso dalla data di licenziamento); per chi, invece, ha il contratto di lavoro domestico, al posto delle 30 giornate è richiesto il requisito di 5 settimane lavorate per almeno 24 ore.

Nel calcolo delle settimane di contributi o in quello delle giornate di lavoro non possono essere contati i periodi già indennizzati, ma determinati periodi possono essere neutralizzati (in pratica, i periodi neutri vengono “saltati”, e si continua a contare a ritroso, come se non esistessero).

Naspi 2017: come si contano i periodi non lavorati

Vediamo, in sintesi, come considerare, ai fini della Naspi, i principali periodi non lavorati:

  • Cig, Cig in deroga e Cigs a zero ore: la cassa integrazione a zero ore è considerata neutra ai fini del calcolo, pertanto si deve ampliare l’arco dei 48 mesi da contare a ritroso, sino a ricostruire i 48 mesi al netto della Cig a zero ore e di altri eventi neutri;
  • lavoro all’estero in Paesi non convenzionati: il periodo è da considerarsi neutro se il Paese estero non risulta aver stipulato convenzioni bilaterali con l’Italia in materia contributiva;
  • sono da considerarsi neutri anche i seguenti periodi:
    • aspettativa sindacale e chiamata a ricoprire cariche pubbliche elettive;
    • malattia non integrata dal datore di lavoro;
    • permessi e congedi Legge 104 (per assistenza di familiari con handicap grave);
  • Aspi, Mini Aspi o disoccupazione ordinaria/a requisiti ridotti già godute: le settimane di contributi già indennizzate con disoccupazione ordinaria con requisiti normali (DS o AspI ) sono escluse dal computo; tuttavia, se il trattamento non è stato goduto in misura intera, sarà ridotto il totale delle settimane da escludere, in proporzione al rapporto tra la disoccupazione fruita e quella spettante;
  • periodi d’inoccupazione: i periodi non assicurati non sono neutri, pertanto non danno luogo all’ampliamento dei 48 mesi.

Naspi 2017: come si calcola

Per determinare l’assegno mensile di disoccupazione, bisogna munirsi di calcolatrice e pazienza, dato che i passaggi da eseguire sono diversi: bisogna innanzitutto prendere in considerazione l’imponibile degli ultimi 48 mesi, dividerlo per le settimane di contributi e moltiplicarlo per 4,33:

  • se il risultato è inferiore a 1.195 euro, l’assegno ammonterà al 75%;
  • oltre 1.195 euro, l’assegno sarà così composto: 75% di 1.195 euro, più il 25% della differenza tra 1.195 euro ed il maggior importo, sino ad un limite massimo di  1.300 euro.

Naspi 2017: come si fa la domanda

Per richiedere la Naspi si potrà utilizzare, alternativamente, una delle seguenti procedure:

  • portale web dell’Inps, sezione Servizi per il cittadino, Invio di domande di prestazione a sostegno del reddito (qualora in possesso di Pin personale o identità unica digitale Spid);
  • contact Center Inps, chiamando il numero 803.164;
  • tramite un qualsiasi patronato.

Il termine per inviare la domanda è di 68 giorni dalla perdita dell’occupazione. Il trattamento, se la domanda è inviata nei primi 8 giorni dalla cessazione del rapporto, entrerà in vigore dopo 8 giorni dalla perdita dell’occupazione, diversamente decorrerà dalla data della domanda, se successiva.

Naspi 2017: quando si perde

La decadenza dalla Naspi si verifica nelle seguenti ipotesi:

  • attività lavorativa in forma autonoma o d’impresa non comunicata all’Inps;
  • raggiungimento dei requisiti per la pensione;
  • rioccupazione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o a tempo determinato superiore a 6 mesi, se il reddito annuo supera 8.000 euro;
  • attività di lavoro occasionale accessorio (buoni lavoro o voucher), con reddito annuo superiore a 7.000 euro;
  • attività di lavoro autonomo con reddito annuo superiore a 4.800 euro;
  • mancata partecipazione o irregolare partecipazione, senza giustificato motivo, ad un’ iniziativa di politica attiva del lavoro (incontri di orientamento, formazione, tirocini…);
  • rifiuto di un’offerta di lavoro congrua ( si considera adeguata quando la retribuzione supera di almeno il 20% l’importo lordo della Naspi);
  • diritto all’assegno ordinario d’invalidità (categoria IO).

Naspi 2017: quando si sospende

L’indennità Naspi è sospesa d’ufficio dall’Inps, invece, nel momento in cui sopraggiunga un rapporto di lavoro subordinato a termine, inferiore ai 6 mesi, con reddito superiore a 8.145 euro. In questo caso, l’indennità è sospesa per tutta la durata del rapporto, e riinizierà al termine del lavoro.

Naspi 2017: quando si riduce

L’indennità Naspi è ridotta nei casi di:

  • nuovo rapporto subordinato a tempo indeterminato, a termine, o della durata maggiore di 6 mesi, con reddito inferiore a 8.000 euro: in questo caso la Naspi è ridotta dell’80% del reddito derivante dal nuovo impiego;
  • nuovo reddito da lavoro autonomo o d’impresa, non superiore ai 4.800 euro annui: anche in quest’ipotesi, l’indennità è ridotta dell’80% delle entrate presunte.


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13 Commenti

  1. BUONGIORNO. Sto cercando lavoro. Vivo con i miei genitori da 29anni. Non ho mai avuto un lavoro fisso sempre giornaliero. Vorrei sapere se c’é Qualche opportunitâ di lavoro. Vivo in sardegna

    1. SI certo,lasci la mammina e vai in Germania,Austria,Irlanda,dove piu t piace,e d sicuro. Trovi un lavoro!!!

      1. c’è chi non puo partire per diverse ragioni, il lavoro è un diritto a casa tua! ha scritto che ha sempre lavorato da “giornaliero” sai che vuol dire? vuol dire che tu paul sei un coglione, vergognati e vai tu in germania a lavorare cosi poi scopri come funziona realmente il loro mercato del lavoro invece di ascoltare le cazzate che senti al tg. vergognati tu e l’altro coglione che ride sotto.

    1. mi chiarite cortesemente se si ha diritto alla disoccupazione naspi anche in caso di perdita del lavoro per licenziamento, da parte del datore di lavoro, per giusta causa.

  2. Non ho capito se si ha diritto alla disoccupazione Naspi anche in presenza di licenziamento per giusta causa.
    Grazie per il chiarimento.

  3. Buon giorno volio fare una domanda o lavorato ca badanta 8 anni mi volio lecinziare per problemi dI salute come facio sabere a ricevere tutti drite

  4. Ciao a tutti vorrei sapere se con tre mesi di lavoro e un assicurazione partime ho diritto alla disoccupazione.grazie

  5. Per disabili non ce una risposta . disocupati sono lasati a murire. Grazie A chi posso rivolge . consulente non ce.

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