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Bolletta luce e gas: cosa si rischia se si paga in ritardo

16 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 marzo 2017



Quanto costa pagare in ritardo una bolletta? Possono sospendere la fornitura? E come si può evitare di andare oltre la scadenza della fattura?

La buona notizia è che se la bolletta della luce o del gas si paga in ritardo, non oltre i 10 giorni dalla scadenza, non viene tolta la fornitura. Quella meno buona è che all’importo della bolletta bisognerà aggiungere gli interessi più le spese postali per il sollecito. Non si può avere tutto nella vita. L’importante è avere la memoria per ricordarsi quando bisogna pagare le bollette. Se non abbiamo nemmeno quella, tanto vale domiciliare le bollette in banca. Un pensiero (ed una sanzione) in meno. Vediamo cosa si rischia se si paga in ritardo la bolletta e cosa fare per evitare di andare oltre la scadenza.

Cosa si rischia se si paga in ritardo la bolletta di luce e gas

Quando è finita nel dimenticatoio, se si paga in ritardo la bolletta della luce o del gas o, comunque, quando non viene rispettata la scadenza del pagamento, l’utente riceve una raccomandata con un sollecito. Nella lettera è indicato il termine ultimo di pagamento e le modalità per comunicare l’avvenuto pagamento. Ma anche il giorno in cui è prevista la sospensione della fornitura della luce o del gas (comunque non prima di 10 giorni dalla data di scadenza della bolletta) ed i costi per la sospensione e la riattivazione della fornitura.

La sospensione della fornitura di luce e gas, però, non può avvenire se:

  • il gestore non ha contestato le bollette scadute nel periodo in cui è in corso una precedente procedura di mora;
  • il mancato pagamento della bolletta non è imputabile all’utente (ad esempio se non è stata inviata la raccomandata con il sollecito oppure per un motivo non indicato sul contratto);
  • la data in cui è prevista la sospensione della fornitura è un giorno festivo.

Bolletta luce e gas pagata in ritardo: quali sanzioni

Se si paga in ritardo la bolletta della luce o del gas, il gestore può applicare un interesse di mora pari al 3,5% più il tasso fissato dalla Banca Centrale Europea nel periodo intercorso tra la scadenza della bolletta e la data di effettivo pagamento. Ad esempio: se la Bce fissa in quel lasso di tempo il tasso di riferimento al 2,5%, l’utente che paga in ritardo la bolletta della luce o del gas dovrà aggiungere all’importo arretrato il 6%. A meno che la dimenticanza sia stata un episodio isolato: se l’utente è a posto con tutte le bollette e paga in ritardo solo una, per i primi 10 giorni dopo la scadenza dovrà pagare soltanto il tasso di interesse legale. A tutto ciò possono essere aggiunte le spese postali per l’invio del sollecito di pagamento.

Infine, se l’utente ha sottoscritto un contratto nel mercato libero e non rispetta la scadenza di una bolletta della luce o del gas, dovrà pagare solo gli interessi di mora e le spese eventualmente indicate sul contratto di fornitura.

Come evitare di pagare in ritardo la bolletta di luce e gas

Per evitare il rischio di pagare in ritardo la bolletta di luce e gas, la soluzione migliore (oltre a segnare la scadenza sull’agenda o allenare la memoria) è quella della domiciliazione bancaria. L’importo della bolletta verrà scalato direttamente dal conto corrente o dalla carta di credito. L’unico pensiero dell’utente sarà quello di archiviare la bolletta.

Se, invece, il mancato pagamento delle bollette risponde a motivi economici (ad esempio perché l’importo è troppo oneroso in alcuni periodi dell’anno e si somma ad altre spese fisse), è possibile rateizzare i pagamenti. L’Authority, infatti, riconosce agli utenti il diritto di pagare le bollette di luce e gas (purché non siano mensili) a rate entro i 10 giorni successivi alla scadenza della fattura, cioè entro 30 giorni dalla data di emissione (e non più entro 20 giorni come prima) [1]. C’è da sottolineare, inoltre, che il gestore ha l’obbligo di proporre la rateizzazione al cliente, ad esempio nei casi in cui vengano richiesti degli importi o dei consumi non registrati per malfunzionamento del contatore non imputabile all’utente.

note

[1] Delibera Aeegsi n. 258/2015/R/com.

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