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Addio social card e Sia, arriva il reddito d’inclusione

28 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 febbraio 2017



Delega anti povertà: addio al Sia e alla social card, arriva il nuovo Rei, reddito d’inclusione per le famiglie.

Archiviare le misure di assistenza transitorie e frammentarie in favore di una prestazione stabile e unica: è questo lo scopo della Delega anti povertà, attualmente in fase di discussione.

In particolare, la Delega vuole introdurre, al posto del Sia e della social card, il Rei, il reddito d’inclusione: si tratta di una prestazione mensile che inizialmente sarà assicurata a circa 400.000 famiglie, collegata allo stato di assoluta povertà.

La misura sarà molto simile al Sia, in quanto anche per ricevere il Rei sarà necessario un reddito Isee non superiore a 3000 euro. Ancora non è stato chiarito se la misura, come il Sia, sarà condizionata dalla ricerca attiva di lavoro, dalla formazione e riqualificazione di tutti i membri del nucleo familiare beneficiario: la risposta parrebbe affermativa, in quanto lo scopo delle prestazioni a sostegno del reddito è quello d’includere nella società i cittadini più poveri, dandogli modo di partecipare attivamente al mercato del lavoro. Un sostegno fine a sé stesso, come un’elemosina, avrebbe invece un’utilità molto limitata.

Per capire come funzionerà il Rei, allora, cerchiamo di capire come funziona il Sia, cioè la misura che sarà sostituita dal reddito d’inclusione, quali sono i requisiti per averne diritto e qual è il programma da rispettare.

Sia: come funziona

Il Sia, il sostegno all’inclusione attiva, è un beneficio economico disponibile per le famiglie in situazione di povertà che abbiano, all’interno del proprio nucleo, un componente disabile, una donna in gravidanza o un figlio minore.

Non si tratta di una misura meramente assistenziale, perché, come accennato, per ottenere l’agevolazione è necessario che tutti i membri della famiglia beneficiaria partecipino attivamente a un programma di formazione, di riqualificazione e di ricerca attiva di un impiego.

Il Sia viene erogato attraverso una carta prepagata, come la social card, che può servire ad acquistare generi alimentari, beni di prima necessità e medicinali, o a pagare le bollette.

Sia: ammontare

Il Sia, nel 2017, ammonta, a seconda della consistenza della famiglia, da un minimo di 80 euro a famiglia a un massimo di 400 euro mensili. Gli stessi importi dovrebbero valere anche per il nuovo Rei, con possibilità di essere integrati dalle Regioni.

Sia: requisiti

Per ottenere il Sia, il reddito (ai fini Isee) del nucleo familiare non deve superare 3.000 euro all’anno, non bisogna essere proprietari di beni di valore (ad esempio, non devono esserci autoveicoli nuovi acquistati da meno di un anno) e, soprattutto, l’intera famiglia deve partecipare a un programma di inclusione attiva: deve, cioè, aderire a un progetto che prevede la formazione e la riqualificazione di tutti i componenti del nucleo e la ricerca attiva di lavoro.

Gli stessi requisiti dovrebbero essere applicati anche al nuovo reddito d’inclusione: in pratica, se uno dei membri della famiglia non cerca attivamente lavoro o non segue il programma di formazione, non solo perde il diritto alla prestazione, ma lo fa perdere anche agli altri familiari.

Per conoscere nel dettaglio i requisiti necessari e vedere come si calcola il punteggio del nucleo familiare per avere diritto al beneficio, si veda: Sia: domanda, requisiti e punteggi per la nuova social card.

 

Sia: il progetto di presa in carico della famiglia

Sino ad ora sono stati veramente pochi i progetti d’inclusione attivati, a causa di problemi organizzativi. Con l’emanazione della nota ministeriale del 27 gennaio scorso [1], però, il Ministero del lavoro stabilisce delle tempistiche certe sulla sottoscrizione e l’attivazione dei programmi, chiarendo che:

  • i nuclei familiari che hanno presentato richiesta di beneficio entro il 31 ottobre 2016 e che sono stati ammessi al Sia devono sottoscrivere il progetto entro il 31 marzo 2017;
  • i nuclei familiari che hanno presentato richiesta di beneficio successivamente al 31 ottobre 2016 e che sono stati ammessi al Sia devono sottoscrivere il progetto entro 60 giorni, dalla fine del bimestre successivo a quello di presentazione della domanda.

Sia: le attività obbligatorie per la famiglia

Firmando il progetto, i membri della famiglia beneficiaria del Sia si impegnano a svolgere determinate attività, come:

  • presentarsi alle convocazioni dei servizi sociali del Comune responsabili del progetto; il preavviso, per le convocazioni, va da un minimo di 24 a un massimo di 72 ore;
  • cercare attivamente lavoro;
  • aderire a iniziative per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro;
  • aderire a iniziative di carattere formativo o ad altre iniziative di politiche attive o di attivazione;
  • accettare le offerte di lavoro congrue;
  • assicurare la frequenza e l’impegno scolastico;
  • mettere in atto comportamenti di prevenzione e cura volti alla tutela della salute.

In caso di reiterati comportamenti inconciliabili con gli obiettivi del progetto da parte dei componenti del nucleo familiare beneficiario e nei casi stabiliti dai singoli provvedimenti comunali, i Comuni possono revocare o escludere il beneficio.

Insomma, se si saltano gli appuntamenti, non si cerca lavoro o non si accettano le offerte, o, ancora, non si seguono le attività formative o si trascura la propria salute, tutta la famiglia perde i soldi. Lo stesso avverrà quando il Sia non ci sarà più e sarà sostituito dal Rei.

note

[1] Mlps, nota prot. 629 del 27/01/2017.

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4 Commenti

  1. Ma per esempio ad uno come me che ho 61 anni e senza lavoro e convivo con la mia compagna invalida. al 75% e non ho figli minore posso parecitare?

    1. Franco mi scusi ma uno come lei a 61 anni dovrebbe andare in pensione, e dovrebbero adottare misure diverse per agevolare chi è prossimo alla pensione.

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