Nuova responsabilità dei medici: cosa cambia per i malati

28 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 febbraio 2017



Sicurezza delle cure e responsabilità professionale: ecco la nuova legge. Cambiano prescrizione e contenziosi. Medici più tutelati grazie anche alle polizze.

È diventato legge il Ddl che regola la sicurezza delle cure e la responsabilità di medici ed infermieri nei confronti dei pazienti. Nuove norme che, da una parte, puntano a garantire maggiori tutele per i malati e, dall’altra, a bilanciare in tribunale il rapporto tra operatori sanitari ed assistiti in caso – vero o presunto – di malasanità. A questo proposito, il Governo dichiara palesemente la sua intenzione di risparmiare sui contenziosi, dove oggi si spendono circa 10 miliardi di euro per la difesa dei camici bianchi. La legge interessa chiunque lavori in campo sanitario, sia nelle strutture pubbliche sia in quelle private (compreso il medico che svolge nel suo studio la visita specialistica a pagamento). Ma con la nuova responsabilità dei medici cosa cambia per il malato? Vediamo.

Che cosa cambia nella sicurezza delle cure

Con la nuova legge sulla responsabilità dei medici, verrà attivato in ogni Regione un centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza delle cure del paziente. Il suo compito sarà quello di raccogliere dei dati su rischi ed eventi negativi, oltre che sulle cause, l’entità, la frequenza ed i costi del contenzioso. Dati che finiranno sul tavolo dell’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità, che, a sua volta, verrà istituito dal ministero della Salute con decreto. L’Osservatorio avrà anche un ruolo propositivo: dovrà, infatti, elaborare dei progetti per la sicurezza delle cure e per la formazione del personale.
Entro sette giorni, la direzione sanitaria sarà obbligata a trasmettere la documentazione richiesta. Inoltre, devono essere pubblicati sui siti Internet delle strutture sanitarie i dati riguardanti i risarcimenti erogati negli ultimi 5 anni per casi di malasanità.

La nuova responsabilità professionale: che cosa cambia

Una delle novità più importanti della legge che stabilisce nuove norme sulla responsabilità dei medici è l’introduzione nel codice penale della «Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario» [1]. Che cosa cambia? L’operatore sanitario (il medico o l’infermiere) non è più punibile se l’evento di malasanità si verifica a causa di imperizia e il professionista abbia rispettato le raccomandazioni previste dalle linee guida validate da società scientifiche accreditate e pubblicate online dall’Istituto superiore di sanità. In altre parole: il camice bianco non è punibile se rispetta i protocolli ma non è ancora del tutto preparato per svolgere il suo lavoro in maniera perfetta. Questo potrà anche essere determinante nella valutazione del giudice che dovrà decidere su una richiesta di risarcimento.

Nel codice penale viene inserito il nuovo articolo 590-sexies – «Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario» – che esclude la punibilità, nel caso in cui l’evento si sia verificato a causa di imperizia e il professionista abbia rispettato le raccomandazioni previste dalle linee guida validate da società scientifiche accreditate, pubblicate online dall’Istituto superiore di sanità.

Questo da un punto di vista penale. Da un punto di vista civile, invece, la responsabilità della struttura sanitaria – pubblica o privata che sia – si conferma contrattuale anche per eventuali danni provocati da condotte dolose o colpose dei camici bianchi. Cioè, per quegli episodi in cui viene provocato un danno in maniera involontaria. Così come rientra in ambito contrattuale la responsabilità di un professionista che abbia lavorato nel rispetto di un obbligo con il malato. Il termine di prescrizione slitta a 10 anni.

Non è più nella sfera contrattuale, invece, la responsabilità civile di medici ed infermieri quando vengono chiamati in causa per un episodio di malasanità. L’onere della prova sarà a carico del paziente e la prescrizione viene fissata a 5 anni. L’entità del risarcimento sarà quella conforme alle tabelle riportate sul codice delle assicurazioni private.

Malasanità: come fare un’azione di responsabilità civile

La nuova legge sulla responsabilità dei medici prevede che, in caso di contenzioso, ci sia, innanzitutto, un tentativo di conciliazione al quale sono tenute a partecipare entrambe le parti ed insieme a loro anche le rispettive compagnie di assicurazioni. La conciliazione verrà gestita da un consulente tecnico di ufficio, il quale proporrà un accordo in base alle perizie.

Per quanto riguarda l’azione di rivalsa, va esercitata soltanto in casi di dolo o di colpa grave ed entro un anno dall’avvenuto pagamento. Ma l’azione di rivalsa è esclusa se il camice bianco non è stato parte del giudizio.

Responsabilità dei medici: arrivano le polizze

Con la legge sulla nuova responsabilità dei medici, le strutture sanitarie sono obbligate ad assicurarsi sia verso i pazienti sia verso gli operatori. Le polizze devono coprire pure la responsabilità extracontrattuale verso medici ed infermieri, nel caso i malati vogliano agire contro di loro. L’assicurazione è obbligatoria verso terzi anche per chi esercita la professione sanitaria in uno studio privato o in regime di libero professionista. Così come per chi opera all’interno di una struttura sanitaria per un’obbligazione contrattuale assunta con il paziente.

Infine, deve firmare una polizza assicurativa per colpa grave chiunque sia passibile di azione da parte della Corte dei Conti per danno erariale o rivalsa.

Restando in tema: anche il settore sanitario, come quello automobilistico, avrà la sua polizza di responsabilità civile, cioè la possibilità di un’azione diretta sulla compagnia di assicurazioni della struttura sanitaria o del libero professionista. Tenendo conto, però, del fallimento del tentativo obbligatorio di conciliazione e del limite pecuniario dell’importo per il quale è stata sottoscritta la polizza.

Nel codice penale viene inserito il nuovo articolo 590-sexies – «Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario» – che esclude la punibilità, nel caso in cui l’evento si sia verificato a causa di imperizia e il professionista abbia rispettato le raccomandazioni previste dalle linee guida validate da società scientifiche accreditate, pubblicate online dall’Istituto superiore di sanità.

La responsabilità della struttura sanitaria o sociosanitaria, pubblica o privata, anche per danni derivanti dalle condotte dolose o colpose dei professionisti, è di tipo «contrattuale» e, pertanto, il termine di prescrizione è a dieci anni. Anche la responsabilità del professionista che agisca in accordo diretto con il paziente è contrattuale (si pensi al dentista che riceve al proprio studio). Invece, la responsabilità civile degli operatori sanitari chiamati in causa è di tipo extracontrattuale, con una prescrizione di 5 anni ed onere della prova a carico del paziente.

Prima di esercitare un’azione di responsabilità civile, chi ritienga di aver subito un danno dovrà comunque tentare una conciliazione con la partecipazione anche dell’assicurazione; in caso contrario non si può agire in causa. Il tentativo di conciliazione sarà “diretto” da un consulente tecnico d’ufficio (Ctu). In caso di mancato accordo o accordo non raggiunto entro 6 mesi si può andare in causa.

note

[1] Art. 590-sexies cod. pen.


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6 Commenti

  1. “la prescrizione slitta a 10 anni”?
    e prima a quanto slittava la prescrizione dell’azione contrattuale?
    solo responsabilità extracontrattuale del medico dipendente?
    Sicuri di aver letto il testo giusto?

  2. Sicuramente una grande conquista per i medici: per prima cosa il fatto che la responsabilità debba essere dimostrata dal paziente è un enorme passo avanti. Inoltre il medico, anche se non esperto MA che dichiari di aver rispettato le linee guida NON E’ punibile: questo è il principale vantaggio, dato che la colpa grave non si verifica mai, cioè si verifica solo se il medico VOLONTARIAMENTE si discosta dalle linne guida (quindi mai). Le polizze ci sono già per le aziende e comunque non è vero che costano così tanto come si racconta.

  3. i medici di un ospedale di palermo a operato mia sorella per bai pass gastro intestinale la paziente per una imperizia e deceduta con un mese di agonia e torture per 2 interventi successivi per tentare no per salvarla ma per occultare le prove della mala sanità
    l’autopsia a confermato il danno .
    non vantatevi del passo avanti per la tutela dei medici.se non si sa fare il proprio lavoro bisogna non farlo .

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