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Cartella esattoriale nulla se l’avviso di ricevimento è in fotocopia

1 marzo 2017


Cartella esattoriale nulla se l’avviso di ricevimento è in fotocopia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 marzo 2017



L’Agente della riscossione che voglia dimostrare l’avvenuta notifica della cartella di pagamento deve produrre l’originale della cartolina con l’attestazione di consegna della raccomandata. 

Le fotocopie contestate non hanno alcun valore, ivi comprese quelle dell’avviso di ricevimento di una raccomandata. Pertanto, se il fisco vuole dimostrare di aver notificato, nei confronti di un contribuente, una cartella esattoriale, deve depositare l’originale della cartolina di ritorno. Solo se il contribuente non contesta la fotocopia questa può essere considerata una valida prova; diversamente è come “carta straccia”. A chiarirlo è stata la Cassazione in una recente sentenza [1]. Ma procediamo con ordine.

Immaginiamo di chiedere all’esattore delle tasse (Equitalia o, dal 1° luglio 2017, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione) un estratto di ruolo onde verificare se abbiamo debiti con l’erario. Dalla stampa che ci viene rilasciata compaiono gli estremi di alcune cartelle che, in verità, riteniamo di non aver mai ricevuto. Così impugniamo l’avviso di ruolo davanti al giudice, sostenendo che nulla, in proposito, ci è mai stato notificato. Si costituisce in giudizio l’Agente della riscossione, producendo una fotocopia dell’avviso di ricevimento della raccomandata con cui il postino – a suo dire – ci avrebbe consegnato il plico. Noi, però, prontamente – e secondo la strategia processuale suggeritaci dal nostro avvocato – contestiamo tale copia fotostatica e pretendiamo l’originale. Cosa succede in questi casi?

Secondo la Suprema Corte, la fotocopia può essere prova documentale solo se non contestata dall’avversario processuale. Diversamente, in presenza di un espresso disconoscimento, la copia non assume alcun valore ed è necessario produrre l’originale del documento.

Lo stesso discorso vale per qualsiasi tipo di raccomandata. Facciamo un altro esempio (che corrisponde, peraltro, alla vicenda decisa dalla Cassazione). Immaginiamo di ricevere una cartella esattoriale per un accertamento fiscale che riteniamo mai notificatoci. Così impugniamo la predetta cartella per mancata conoscenza dell’atto prodromico (appunto l’accertamento fiscale dell’Agenzia delle Entrate), la cui conoscenza ci avrebbe concesso di pagare spontaneamente, senza subire aggravi di sanzioni e interessi. Il fisco, per tutta risposta, ci presenta una fotocopia dell’avviso di ricevimento relativo alla raccomandata dell’accertamento fiscale. Anche in questo caso, se disconosciamo la fotocopia, l’amministrazione sarà tenuta a produrre l’originale della cartolina di ricevimento; diversamente, non dovremo pagare alcunché e vinceremo la causa. È, del resto, lo stesso codice civile [2] a stabilire l’irrilevanza della fotocopia contestata.

La questione è estremamente attuale posto che spesso le amministrazioni perdono gli originali delle attestazioni di notifica e, queste, restano conservate negli archivi dei computer in formato digitale o in copia fotostatica. Il risultato è che tali documenti non hanno alcun valore di prova e il contribuente che, anche solo strumentalmente, ne contesti la conformità all’originale, può vincere il ricorso.

In sintesi, la fotocopia dell’avviso di ricevimento di una qualsiasi raccomandata non fornisce la prova dell’avvenuta notifica dell’atto, in caso di disconoscimento e contestazioni di controparte.

Al contrario la fotocopia non autenticata si ha per riconosciuta, tanto nella sua conformità all’originale quanto nella scrittura e sottoscrizione, se la parte non la disconosce in modo specifico e non equivoco alla prima udienza o comunque nella prima risposta successiva alla sua produzione.

note

[1] Cass. sent. n. 5077/2017.

[2] Art. 2712 cod. civ.


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1 Commento

  1. Il postino, in momentanea assenza nell’abitazione del contribuente, dice di aver lasciato nella cassetta postale l’avviso per il ritiro della raccomandata contenente una cartella esattoriale. Trascorso il termine di legge la cartella viene consegnata al Comune che la pone in pubblicazione. Dopo tre anni, in modo del tutto casuale, Equitalia rilascia un estarttodi ruolo notificato tre anni prima. Il tutto ad insaputa del contribuente. La CTP di Sassari ha dato ragione ad Equitalia e l’agenzia delle Entrate ha incassato due volte la stessa imposta.

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