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Ape social per gli addetti ai lavori faticosi, come ottenerla

1 marzo 2017 | Autore:


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In arrivo il decreto attuativo sull’Ape sociale: tutti i requisiti per gli addetti ai lavori faticosi, pesanti e rischiosi.

Procedura più semplice per gli addetti ai lavori faticosi che chiedono l’anticipo pensionistico a carico dello Stato, cioè l’Ape sociale: per provare che gli ultimi 6 anni della propria carriera sono stati impegnati in lavori faticosi, pesanti o rischiosi, difatti, basterà una dichiarazione del datore di lavoro sulla tipologia del contratto e la mansione svolta.

In pratica, per il lavoratore sarà sufficiente ottenere una certificazione aziendale, che sarà poi verificata sulle banche dati di Inps, Inail e ministero del Lavoro.

Si fa più “leggero”, poi, il requisito previsto in merito allo svolgimento continuativo, negli ultimi 6 anni di lavoro, di attività gravose: saranno difatti riconosciute alcune franchigie, per garantire che chi ha cambiato ruolo solo per qualche mese negli ultimi anni di lavoro non perda il requisito.

Ma facciamo un passo indietro e vediamo come funziona l’Ape sociale e quali sono le attività gravose che danno diritto al beneficio.

Ape sociale: come funziona

L’Ape sociale, come l’Ape ordinaria, o volontaria, è un anticipo pensionistico: consiste, cioè, nella possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi, rispetto ai requisiti di età previsti per la pensione di vecchiaia (dal 2018, pari a 66 anni e 7 mesi per tutti), ossia di ritirarsi a 63 anni di età.

L’assegno che viene erogato dall’uscita dal lavoro sino alla maturazione dei requisiti della pensione di vecchiaia, però, non è ottenuto, come nell’Ape volontaria, con un finanziamento bancario, ma è erogato direttamente dallo Stato. Inoltre, a differenza dell’Ape, l’Ape sociale ammonta all’intera futura pensione del beneficiario e non a una sua percentuale, ma sino a un tetto massimo di 1.500 euro mensili.

Ape sociale: requisiti

Per ottenere l’Ape sociale bisogna appartenere a una delle seguenti categorie:

  • disoccupati per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, che non percepiscono da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione spettante; chi appartiene a questa categoria deve possedere almeno 30 anni di contributi;
  • lavoratori dipendenti, o autonomi, che assistono al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave; anche per questa categoria è necessario il possesso di 30 anni di contributi;
  • lavoratori dipendenti o autonomi con una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%; sono necessari anche in questo caso almeno 30 anni di contributi;
  • lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti (cioè ai lavori appositamente elencati da un noto decreto del 2011 [1]), o che svolgono da almeno 6 anni in via continuativa un’attività gravosa.

Attività gravose: quali sono

Vediamo ora quali sono, nel dettaglio, i lavoratori addetti ad attività gravose che hanno diritto all’uscita anticipata con l’Ape sociale:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Per ottenere l’Ape sociale, però, non basta aver svolto negli ultimi 6 anni di vita una di queste attività in modo continuativo: è necessario, difatti, possedere almeno 36 anni di contributi.

Se possiedono meno di 36 anni di contributi, ma almeno 63 anni di età, hanno comunque la possibilità di richiedere l’Ape volontaria come la generalità dei lavoratori: l’anticipo pensionistico volontario, però, comporta delle trattenute sulla pensione, perché non è a carico dello Stato, ma del cittadino, che ottiene il trattamento anticipato con un prestito bancario. Inoltre, bisogna possedere almeno 20 anni di contributi.

Addetti ad attività gravose: quota 41

Ad ogni modo, per gli addetti alle attività faticose e pesanti le possibilità di uscita anticipata non si limitano all’Ape sociale e volontaria, ma si estendono alla cosiddetta pensione anticipata quota 41: si tratta della possibilità di pensionarsi, a prescindere dall’età, con 41 anni di contributi, anziché con 42 anni e 10 mesi (41 e 10 mesi per le donne), come avviene per la pensione anticipata ordinaria.

Bisogna però essere anche lavoratori precoci, cioè possedere almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima del compimento di 19 anni di età.

Beneficiano della quota 41, comunque, non solo i lavoratori precoci addetti ad attività faticose e pesanti, ma anche le altre categorie destinatarie dell’Ape sociale, fermo restando il requisito dei 12 mesi di contribuzione da lavoro versati prima del 19° anno di età.

Addetti ai lavori usuranti e ai turni notturni

Gli addetti alle attività usuranti, così come elencate dal decreto del 2011 in materia [1] e gli addetti al lavoro notturno possono beneficiare anche di un’ulteriore forma di pensionamento anticipato: per loro, difatti, è ancora in vigore la pensione di anzianità con le quote.

Per sapere, nel dettaglio, quali sono i requisiti necessari e quando inviare la domanda all’Inps: pensione anticipata lavori faticosi, quando inviare la domanda.

note

[1] D.lgs 67/2011.

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1 Commento

  1. Buona sera.
    il mio nome e Silvana, domanda anche i cuochi anno diritto alla legge come lavoro usurante?
    Distinti saluti.
    Silvana Serra.

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