Disoccupazione cococo: aumentano i beneficiari

1 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 marzo 2017



Dis-Coll strutturale dal 1° luglio 2017 ed estesa ai collaboratori assegnisti di ricerca, dottorandi e borsisti.

Diventa strutturale, dal 1° luglio 2017, la Dis-coll, cioè l’indennità di disoccupazione destinata ai lavoratori parasubordinati, o cococo: in pratica, la prestazione sarà prevista in modo stabile, proprio come la Naspi, la disoccupazione a cui hanno diritto i dipendenti, senza che sia necessaria una proroga periodica della misura.

Aumentano, inoltre, i beneficiari: assegnisti di ricerca, dottorandi e borsisti, che rivendicano da anni il diritto all’indennità di disoccupazione Dis-Coll, possono infatti fruire finalmente della misura, grazie a un recente emendamento al decreto Milleproroghe.

Era in effetti un’esclusione incomprensibile quella di assegnisti, dottorandi e borsisti: gli ideatori del Jobs Act, nel non prevedere la disoccupazione per queste categorie, si giustificavano negando che le attività fossero realmente lavorative, nonostante questi lavoratori fossero equiparati in tutto e per tutto ai cococo, anche nel pagamento dei contributi alla Gestione separata.

Le attività svolte da assegnisti, borsisti e dottorandi, peraltro, sono indispensabili: oltre un terzo del personale accademico è composto da queste figure, senza le quali gli atenei e gli enti, con pochissime risorse finanziarie e limitati dal blocco del turn-over, non potrebbero garantire gran parte delle proprie attività di ricerca e didattica. Era dunque indispensabile garantire una tutela adeguata.

Ma qual è la tutela offerta dalla Dis-Coll? Facciamo un passo indietro per cercare di capirlo.

Dis-Coll: come funziona

La Dis-Coll, a differenza della vecchia  indennità una tantum per i collaboratori (un importo erogato una volta sola in misura fissa, al termine del rapporto di collaborazione), è una vera e propria indennità di disoccupazione, erogata sino a un periodo massimo di 6 mesi e proporzionata ai contributi versati sino all’anno solare precedente. Non tutti i collaboratori parasubordinati, però, possono fruirne, ma soltanto gli iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata che versano il contributo aggiuntivo per la disoccupazione, se raggiungono determinati requisiti contributivi.

Ma procediamo per ordine e vediamo chi ha diritto alla Dis-Coll, quanto dura il sussidio e come si calcola.

Dis-coll: chi ne ha diritto

Possono beneficiare della Dis-coll, come già detto, i lavoratori parasubordinati iscritti alle Gestione separata dell’Inps in modo esclusivo. Si tratta dei cosiddetti cococo o collaboratori, che versano l’aliquota complessiva del 32,72% all’Inps. Grazie alle recenti modifiche della disciplina, potranno beneficiare dell’indennità anche assegnisti di ricerca, dottorandi e titolari di borsa di studio.

L’estensione della platea e la proroga a tempo indeterminato della Dis-Coll, però, comporteranno il pagamento di un’aliquota aggiuntiva sino allo 0,51% in più.

Non hanno diritto a percepire la disoccupazione, invece, coloro che non risultano iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, come i pensionati e gli iscritti ad altre casse: questi, difatti, non versano l’aliquota aggiuntiva, ma hanno un’aliquota pari al 24%.

Restano esclusi anche gli iscritti alla Gestione separata con partita Iva aperta (anche se parasubordinati, difatti, sono obbligati a chiudere la partita Iva per beneficiare della Dis-coll) ed i liberi professionisti (ai quali si applica, dal 2017, l’aliquota del 25,72%). Fuori dalla platea, infine, amministratori,  sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica.

L’accesso alla Dis-coll non è precluso, invece, ai lavoratori pubblici: i cococo impiegati presso le pubbliche amministrazioni, dunque, in quanto non esclusi dalla normativa, possono pienamente beneficiare della disoccupazione per i parasubordinati.

Dis-coll: requisiti

Per beneficiare della Dis-coll è necessario possedere lo stato di disoccupazione; in particolare, si è in possesso dello stato di disoccupazione se:

  • il collaboratore è privo d’impiego;
  • il collaboratore ha reso la Did, dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro ed alla partecipazione alle misure di politica attiva: la Did può essere resa all’Inps, anche in via telematica, assieme alla domanda Dis-coll, o presso un centro per l’impiego, o, ancora, tramite il portale Anpal.

Sono compatibili con la Dis-coll l’impiego subordinato inferiore o pari a 5 giorni (in questo caso l’indennità è sospesa e riprende a decorrere terminato il rapporto)e l’attività lavorativa autonoma, parasubordinata o di lavoro accessorio, entro il rispetto di precise soglie di reddito.

In particolare, i limiti sono:

  • possesso di un reddito sino a 8000 euro per il nuovo lavoro parasubordinato (in questo caso l’indennità è ridotta in misura pari all’80% del nuovo reddito);
  • possesso di un reddito sino a 4800 euro per la nuova attività di lavoro autonomo (anche in questo caso l’indennità è ridotta in misura pari all’80% del nuovo reddito);
  • possesso di un reddito sino a 7000 euro netti per il lavoro accessorio, retribuito con i voucher: in quest’ipotesi, la riduzione pari all’80% del reddito non è effettuata sotto i 3000 euro netti.

Per ottenere l’indennità di disoccupazione per parasubordinati (cococo), è poi necessario possedere, oltre allo stato di disoccupazione (la perdita della collaborazione deve essere dunque involontaria), dei precisi requisiti di contribuzione, pari a 3 mesi di contributi accreditati dal 1° gennaio dell’anno precedente sino  al giorno in cui cessa il rapporto lavorativo, rapportati sul minimale di 15.548 euro.

A causa delle recenti modifiche, però, il requisito contributivo potrebbe cambiare.

Dis-coll: ammontare dell’indennità

Per calcolare la Dis-Coll, è necessario prima determinare il reddito medio mensile del lavoratore: esso è pari all’imponibile previdenziale relativo all’anno in corso ed all’anno precedente, diviso per il numero di mesi di contributi, o loro frazione.

Una volta ottenuto l’imponibile Dis-Coll, si potrà quantificare l’indennità, pari al 75% dell’imponibile, sino ad un massimo di 1.195 euro; oltre tale soglia, l’indennità andrà determinata incrementando l’imponibile del 25% della differenza tra quest’ultimo e la retribuzione media, sino ad un massimo di 1.300 euro.

 

Dis-coll: quanto dura

La Dis-coll ha una durata pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell’anno solare precedente la fine del rapporto di collaborazione e il termine del rapporto stesso, sino a un massimo di 6 mesi.

Ai soli fini della durata non sono contati i periodi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione. Se la prestazione è fruita solo parzialmente, in occasione della presentazione di una nuova domanda di Dis-coll non saranno computati, ai fini del calcolo della durata, un numero di mesi di contribuzione pari al doppio dei mesi di prestazione fruiti.

 

Dis-coll: come inviare la domanda

La domanda per ottenere la Dis-coll si può inviare tramite web, utilizzando i servizi Inps per il cittadino, tramite contact center Inps Inail, oppure tramite patronato.

Per inviare la domanda online, si deve:

  • innanzitutto, possedere il codice Pin personale per accedere al sito dell’Inps o l’identità unica digitale Spid;
  • bisogna poi entrare, con le credenziali, nella sezione del portale dell’Inps “Servizi per il cittadino”, all’interno della sezione Servizi Online;
  • a questo punto, si deve scegliere la sezione “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito”;
  • a questo punto, si deve cliccare sulla voce Dis-coll;
  • si deve poi compilare il form di domanda Dis-coll, raggiungibile tramite il percorso “Dis-coll, Invio domanda”;
  • terminata la compilazione del form, si può scegliere se inviare subito la domanda, o salvarla e tornare a modificarla in un secondo momento; se si sceglie di inviarla subito, non si potrà più cambiarla.

Se non si possiede il codice Pin per i servizi dell’Inps, si può inviare la domanda Dis-coll mediante un qualsiasi patronato. In questo caso, si deve compilare il modello cartaceo di domanda Dis-coll, codice SR 154, scaricabile anche dal sito dell’Inps, sezione modulistica, ed il mandato al patronato.

note

[1] Inps, Circ. n. 74/2016.

[2] MLPS, Interpello n. 31/2015.


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