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Che cosa si rischia a lavorare in nero

16 Marzo 2017 | Autore:
Che cosa si rischia a lavorare in nero

Il lavoratore non rischia se non beneficia di ammortizzatori. Altrimenti scattano arresto e sanzioni. Va peggio all’imprenditore. Ed i pensionati e le colf?

Datori di lavoro ma anche lavoratori. Ci vanno tutti di mezzo quando si si scopre un’attività in nero. Le sanzioni sono sempre più pesanti sia per chi paga una persona senza contratto (e quindi risparmia su tasse e contributi) sia per chi si presta a fare qualsiasi cosa pur di portare qualche soldo a casa, a costo di non accumulare alcunché per la pensione o, in alcuni casi, di venire sfruttato. Vediamo, allora, a che cosa vanno incontro entrambi, cioè che cosa si rischia a lavorare in nero.

Lavoro in nero: che cosa rischia il lavoratore

Per sapere che cosa rischia il lavoratore in nero, bisogna capire qual è stata la sua azione, diciamo così, «scorretta». Ad esempio, se risulta all’Inps o al Centro per l’impiego come disoccupato ma, in realtà, lavora in nero può essere accusato di reato di falsa dichiarazione, ovvero di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico [1]. Che cosa rischia? La reclusione fino a 2 anni.

Inoltre, se come finto disoccupato ha percepito l’indennità di disoccupazione o altri ammortizzatori sociali pagati dallo Stato, rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni [2]. Ma se ha percepito in questo modo meno di 3.999,96 euro dovrà pagare «solo» una sanzione amministrativa compresa tra 5.164 e 25.822 euro [3]. Il limite massimo della sanzione è il triplo di quello che ha incassato come disoccupato pur svolgendo un lavoro in nero.

Ma c’è di più. Per chi ha avuto degli ammortizzatori sociali e, nel frattempo, abbia svolto un’attività in nero è prevista la decadenza del beneficio: niente più disoccupazione, mobilità o quant’altro. Oltretutto l’Inps (oppure l’Ente che abbia erogato la prestazione) si può riservare il diritto di chiedere al lavoratore la restituzione delle somme pagate ed il risarcimento del danno.

C’è, però, un caso in cui il lavoratore in nero non rischia nulla. Succede quando, nel momento in cui viene accertato il suo rapporto di lavoro, sia dimostrato che non percepisce alcuna indennità di disoccupazione o non beneficia di alcun ammortizzatore sociale. A questo punto, chi lavora in nero non solo non rischia alcunché ma addirittura potrebbe guadagnarci: la sua posizione potrebbe essere regolarizzata una volta che saranno verificati i suoi crediti di lavoro. La patata bollente passerebbe, dunque, al datore di lavoro.

Lavoro in nero: che cosa rischia l’imprenditore

Il datore di lavoro è quello che ha più da perdere quando chiama qualcuno nella sua azienda per lavorare in nero. Rischia una sanzione da 1.500 a 36.000 euro, ridotta se, precedentemente, c’è stata una violazione regolarizzata.

Nello specifico, cosa rischia il datore di lavoro?

  • se ha impiegato un lavoratore in nero fino a 30 giorni, una sanzione da 1.500 a 9.000 euro;
  • se l’ha impiegato fra 31 e 60 giorni, una sanzione da 3.000 a 18.000 euro;
  • se ha fatto lavorare in nero qualcuno per più di 60 giorni, rischia una sanzione da 6.000 a 36.000 euro.

Il tutto con una maggiorazione che parte dal 20% nel caso in cui a lavorare in nero sia uno straniero o un minorenne. Le sanzioni non sono cumulabili con quelle per omessa comunicazione di assunzione, mancata consegna del contratto al lavoratore, ed omesse registrazioni sul Libro unico del lavoro.

Altra aggravante è quella di avere nell’organico più del 20% dei lavoratori in nero. In questo caso, il datore di lavoro rischia la sospensione dell’attività.

Se a lavorare in nero è un pensionato, che cosa rischia?

Non solo stranieri, minorenni o disoccupati: spesso anche i pensionati cercano di arrotondare l’assegno mensile dell’Inps con qualche lavoretto in nero. Sappiano, però, che se vengono scoperti potrebbero essere costretti a pagare all’Agenzia delle Entrate l’importo Irpef non versato. In pratica, il reddito percepito «sotto banco» viene aggiunto a quello della pensione e, sul totale, si calcola l’aliquota Irpef da pagare.

Peggio ancora se il pensionato ha un’attività propria in nero (un artigiano, ad esempio). Lavorando per altre aziende diventa colpevole di evasione totale. Così, oltre all’Agenzia delle Entrate, busserà alla sua porta anche l’Inps per i contributi non versati.

Che cosa rischia la colf che lavora in nero?

Avere in casa una colf che lavora in nero per noi ha delle pesanti conseguenze sia per chi la chiama sia per la stessa lavoratrice domestica. Se lei riceve già un trattamento assistenziale o un assegno di disoccupazione, il rischio è quello spiegato sopra (sanzioni e restituzione delle somme percepite con gli interessi fino ad arrivare al risarcimento del danno all’Ente erogatore, reclusione fino a 2 anni per falso ideologico, ecc.). Inoltre, anche in questo caso l’Agenzia delle Entrate potrebbe farsi sentire per pretendere le tasse che la colf non ha pagato.

Il suo datore di lavoro, invece, rischia di dover pagare le sanzioni civili al tasso del 30% su base annua calcolate sulla somma dei contributi non versati con un minimo di 3.000 euro. Se, in più, la colf è una cittadina extracomunitaria priva di permesso di soggiorno, il suo datore di lavoro rischia l’arresto da 3 mesi a 1 anno e un’ammenda fino a 5.000 euro.


note

[1] Art. 483 cod. pen.

[2] Art. 316 ter cod. pen.

[3] D.P.R. n. 445/2000.

Autore immagine: 123rf.com


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7 Commenti

  1. Bongorno suno una rubens a fato un an o pa per 6mese di desocupato nu a arivato anche ora a arivato in decembrie una ricevota di fiare recursu am fato nu mea arivato niente ci dea fiare nu mea arivato la dezocupatione gratie volio una resposta bunagornata…

  2. Bongorno volio una richesta per dezocipatione nu mia arivato de un an o va mia arivato una recevuta di fiare recurso in decembrie nu mia arivato piu gratie

  3. Scusatemi, ma se nessuno ti aiuta come in molti casi ed è successo a noi e per di tutto? Ci metto dentro tutti comuni e avvocati . ! E ci mettiamo anche gli imbroglioni che dicono di aiutarti e poi ti rubano il poco che ti rimane???

    1. morale della favola se il lavoratore fa il furbo lo sbattono dentro! il datore di lavoro sanzione amministrativa mah….

  4. siamo in Italia e quindi e’ normale che ti piglino per il culo
    potessi rinuncerei alla cittadinanza e li manderei tutti aff……..

  5. Sono tutte BALLE, alla Dea demolizione di Mortara utilizzano decine di persone di colore, persino irregolari in nero pagate 4 euro all’ora, per smembrare le auto demolite, LO SANNO TUTTI GdF, Polizia Locale, ASL, nessuno fa niente……

  6. L’articolo spiega che non vi si debba percepire alcuna forma di reddito, altri ammortizzatori sociali e non dovremmo aver fatto richiesta di disoccupazione. Ma nel caso in cui vi siano familiari all’interno del nucleo familiare che rientrano in una o in tutte le 3 categorie sopra citate? influenza anche me?
    Per esempio: mio fratello percepisce reddito di cittadinanza, mia sorella è disoccupata, un altro mio fratello è minorenne, mia madre è assistita da degli ammortizzatori sociali, mio padre è impiegato ma percepisce uno stipendio misero tanto che il nostro isee non supera i 1000 € e io risulto universitario ma non alcuna forma di aiuto e neanche ho fatto richiesta di disoccupazione. Cosa succede se dovessi lavorare in nero?

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