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Se il vicino solleva polvere: cosa prevede la legge?

2 marzo 2017


Se il vicino solleva polvere: cosa prevede la legge?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 marzo 2017



Sollevare polvere nell’ambito di lavori di ristrutturazione è reato, ma può anche essere condizione per ottenere un risarcimento del danno.

Immaginiamo che il nostro vicino di casa abbia iniziato dei lavori di ristrutturazione, delegando una ditta di costruzioni. Quest’ultima, attraverso i propri incaricati, avvia la demolizione dell’intonaco da alcune pareti, costruisce un cartongesso ed abbatte un muro. Per fare ciò, i suoi operai sollevano un gran quantitativo di polvere: polvere che entra in casa nostra e che, da diversi giorni, ci costringe a rimanere con le finestre e le porte chiuse. Ma nonostante queste precauzioni il nostro appartamento è continuamente sporco e, oltre a respirare un’aria totalmente insalubre, siamo costretti a pulire incessantemente la superficie dei mobili, della cucina e il pavimento. Così intimiamo al nostro vicino di interrompere i lavori o di prendere le dovute precauzioni, ma questi non ne vuol sapere. A suo dire è normale che, in presenza di opere di ristrutturazione, si alzi un po’ di sporcizia; peraltro, a tutto voler concedere, ad essere responsabile sarebbe la ditta di costruzione, tenuta a provvedere al contenimento della polvere. Chi ha ragione? La risposta è in una sentenza di ieri della Cassazione [1]. State a sentire cosa dice.

La legge [2] prevede che, durante i lavori di demolizione si deve provvedere a ridurre il sollevamento della polvere, irrorando con acqua le murature ed i materiali di risulta. In caso contrario, il titolare della ditta di costruzioni commette un vero e proprio reato, ossia una violazione di carattere penale per la quale è punito con l’arresto da 4 a 8 mesi o l’ammenda da 2.192,00 a 8.768,00 euro. Quindi, se il vicino solleva polvere ci si può difendere andando innanzitutto a sporgere querela contro la ditta di costruzioni che sta provvedendo ai lavori.

Non solo. Se vogliamo escludere il penale, da un punto di vista civilistico, il nostro codice attribuisce una «responsabilità oggettiva» al titolare dell’immobile che si sia valso, per proprie esigenze, dell’ausilio di ditte terze, stabilendo, peraltro, l’obbligo di risarcimento del danno per tutte le immissioni di rumori, polveri e fumi intollerabili [3]. Quindi, in questo caso, se il nostro vicino di casa solleva polvere, possiamo chiedergli i soldi che abbiamo dovuto spendere per pulire ogni giorno la nostra casa, eventualmente con una ditta di pulizie o ricorrendo all’aiuto di una collaboratrice domestica, nonché l’indennizzo per il disagio sopportato e per l’eventuale danno alla salute conseguente all’inalazione di sostanze nocive come, ad esempio, detriti di intonaco, calce, cemento, ecc.

note

[1] Cass. sent. n. 10005/17 del 1.03.2017.

[2] Art. 153 co. 5 e 159, co.2 lett. c) d.lgs. 81/2008.

[3] Art. 844 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Poi però l’azienda di nettezza urbana usa i “soffiatori” per spostare la polvere (fogliame et simila) da un punto all’altro e tutto va bene. Grazie “legge”!!

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