Business | Articoli

Furto di identità su Facebook: carcere

30 Novembre 2016
Furto di identità su Facebook: carcere

Sostituirsi a qualcuno sui social è furto di identità, qualsiasi sia la ragione per la quale ciò viene fatto: il caso di 20 giovani che dovranno rispondere del reato.

Il furto di identità viaggia anche e soprattutto su Facebook.

Qualche tempo fa si faceva fingendo di essere qualcun altro al telefono, oggi la tecnologia corre e rende tutto più semplice, nessuna necessità di cambiare la voce o imitare atteggiamenti del malcapitato, basta una foto e un profilo del tutto simile a quello del bersaglio per fingersi un’altra persona e – potenzialmente – metterla nei guai.

Ecco perchè nella Procura della Repubblica di Udine c’è un fascicolo aperto a nome di 20 ragazzi – donne e uomini – che da qualche tempo si “divertivano” a creare profili falsi insultando conoscenti e mettendo in cattiva luce altre persone per il gusto – a loro dire – di farsi qualche risata.

Il furto di identità è reato? Quando si configura?

Ma il furto di identità è un reato e oggi si può configurare anche a seguito di sostituzione ad un’altra persona attraverso un profilo social.

Il reato di furto di identità è regolato dal codice penale [1] e consiste nell’ottenere indebitamente le informazioni personali di un soggetto al fine di sostituirsi in tutto o in parte allo stesso e compiere azioni illecite in suo nome o ottenere credito tramite false credenziali.

I dati che configurano la frode sono:

  • Nome, cognome, indirizzo
  • Il codice fiscale
  • Il numero di telefono di casa
  • Luogo e data di nascita
  • Numero della carta di credito
  • Gli estremi del conto corrente
  • Altre informazioni quali: nomi dei genitori, luogo di lavoro, nome dei figli, del cane, ecc.

La Cassazione si è pronunciata numerose volte al riguardo, ritenendo che la condotta di chi crea ed utilizzi account o caselle di posta elettronica servendosi dei dati anagrafici di un terzo soggetto, inconsapevole, è in grado di indurre in errore, non il fornitore del servizio, bensì l’intera platea di utenti, i quali, convinti di interloquire con un soggetto, si troveranno ad interagire, invece, con una persona diversa [2].

La Polizia avverte sui rischi dei Social

Sul profilo Facebook della Polizia postale, Una vita da social, si mette l’utente in guardia rispetto all’importanza di questo reato: “Quando l’identità di un cittadino venga rubata attraverso la creazione di un profilo – fb o di qualsiasi altro social network – in tutto simile a quello originale“.

Le indagini a cui ci siamo riferiti in questo caso, condotte dalla Polizia di Stato, sono ancora alla fase preliminare, ma hanno già portato a una serie di perquisizioni e sequestri.Del resto, è difficile immaginare che scherzi del genere possano rimanere a lungo nascosti e impuniti.

Per sapere come comportarsi, consigliamo l’approfondimento pubblicato già qualche tempo fa sul nostro portale.


note

[1] Cod. Pen. Art. 494.

[2] Cass. sent. n. 46674/2007.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube