Diritto e Fisco | Articoli

Adottato e famiglia d’origine: quali diritti successori?

18 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 marzo 2017



Sono stato adottato nel 1969 da conoscenti della mia famiglia biologica, ma mantengo, per volere di mio padre naturale, il doppio cognome. Dopo 40 anni ho saputo che però non è mai stato dichiarato il mio  stato di abbandono: ho diritto di ereditare dalla mia famiglia di origine?  

Ai fini di una più circoscritta risposta al quesito sarebbe stato utile visionare il provvedimento di adozione, nonché i documenti acquisiti dal lettore tramite successive ricerche.

In ogni caso, anche una disamina generale in tema di adozione e relativi effetti sul piano dei diritti successori degli adottati, potrà essere utile al lettore per comprendere quale dei casi esposti sia riferibile al suo.

 

Le varie forme di adozione

Prima della entrata in vigore della (ormai abrogata) legge del 1967 che ha disciplinato la cosiddetta adozione speciale [1], la materia dell’adozione era regolata dall’istituto dell’affiliazione mediante cui non veniva ad instaurarsi alcun rapporto di filiazione tra adottato e adottante (più correttamente: affiliato e  affiliante) ed era sempre revocabile.

Al contrario, la cosiddetta adozione ordinaria (oggi sostituita da quella legittimante) era prevista:

  • solo per le persone maggiorenni,
  • oppure per i minorenni, ma con il limite che l’adottante non avesse altri figli e che avesse superato i 50 anni di età (non doveva, peraltro, trattarsi necessariamente di una coppia di coniugi).

Per tale adozione [2] – oggi riservata ai soli casi di adozione di maggiorenni – la legge non richiedeva il presupposto attualmente richiesto (e richiamato dal lettore) quali l’accertato stato di abbandono del minore finalizzato alla sua adottabilità. Anzi, tale requisito poteva ritenersi escluso per definizione, atteso che attraverso l’adozione ordinaria il bambino si trovava «già inserito in un nuovo nucleo familiare che ha assunto la responsabilità di educarlo e tenerlo presso di sé» [3].

Con specifico riferimento alle leggi in tema di adozione di minori e ai loro effetti sul piano successorio, fa però – come accennato – da spartiacque la legge del 1967 [1].

Tale legge, che ha introdotto l’istituto della cosiddetta “adozione speciale” di minori, faceva cessare ogni legame tra l’adottato e la famiglia biologica e richiedeva quali presupposti:

  • il vincolo matrimoniale degli adottanti da almeno 5 anni;
  • la presenza di condizioni familiari morali e materiali della nuova famiglia che consentissero di educare, istruire e mantenere il minore;
  • un’età degli adottanti superiore di almeno 20 e non più di 45 anni rispetto all’età dell’adottando;
  • uno stato di abbandono del minore ingiustificato.

Ciò premesso, per capire come va affrontato il problema dei rapporti (anche successori) dell’adottato con la famiglia di origine occorre distinguere tra i casi di adozione avvenuti prima della legge del 1967 e quelli successivi ad essa.

Diritti successori dell’adottato prima della legge del 1967

In particolare, per le adozioni anteriori al 1967, l’adottato mantiene lo status di figlio con i genitori biologici; ciò in quanto l’adozione può essere regolata solo ed esclusivamente dalle norme del codice civile allora vigenti e non dalla attuale legge sulla adozione legittimante [4]. Legge quest’ultima che:

  • esclude i diritti successori dell’adottato nei riguardi della famiglia biologica, in quanto lo parifica in tutto e per tutto a un figlio legittimo (meglio: nato nel matrimonio);
  • non ha efficacia retroattiva: dunque non è applicabile alle adozioni avvenute prima della sua entrata in vigore.

Ciò trova conferma anche in una pronuncia del Tribunale di Bari [5] che ha chiarito come l’adozione del minore, avvenuta ai sensi dell’allora vigente codice civile [2] non comporta la perdita dei rapporti e dei diritti ereditari dell’adottato nei confronti della propria famiglia d’origine. Tale adozione, infatti, non deve ritenersi una adozione legittimante (quale oggi è) bensì una adozione ordinaria (ormai abrogata); adozione che comportava l’assunzione del doppio cognome da parte del figlio e la conservazione dei rapporti con la famiglia d’origine.

A quanto appena detto, tuttavia, sussiste una sola eccezione, rappresentata da una norma della legge del 1983 [6] che – nell’introdurre l’adozione legittimante come quasi unica forma di adozione del minore (fatta eccezione per l’adozione in casi particolari) – ha anche preso in considerazione i minori già adottati in base alla previgente disciplina: per questi ultimi la legge ha consentito ai genitori adottanti, per un periodo transitorio di 3 anni dalla entrata in vigore della nuova legge, di richiedere al Tribunale per i minorenni l’ estensione degli effetti dell’adozione legittimante nei confronti del figlio adottato. Per cui, in mancanza di questa estensione non si può ritenere in alcun modo applicabile in modo retroattivo la successiva disciplina e l’adottato perde il diritto di ereditare nei confronti della famiglia biologica.

Diritti successori dell’adottato dopo la legge del 1967

Al contrario, per le adozioni (quale quella riguardante il lettore) successive alla legge del 1967, vi è la cessazione di tutti i rapporti giuridici con la famiglia di origine, salvo i vincoli matrimoniali [7]; ciò in quanto tale legge ha voluto creare i presupposti dell’attuale adozione legittimante che recide ogni legame tra la famiglia biologica e quella adottiva.

Questo implica che la nuova famiglia diviene l’unica famiglia del minore, e cessa ogni rapporto (anche di tipo successorio) con la famiglia d’origine. Fa eccezione il caso di adozione dopo la maggiore età perché in tale ipotesi l’adottato mantiene il rapporto giuridico (anche di tipo ereditario) con la famiglia biologica, oltre a quello con la famiglia degli adottanti.

 

note

[1] L.5 giugno del 1967.

[2] Art. 291 e ss. cod. civ. del 1942.

[3] Cass. sent. n. 6124/1987.

[4] L. 4 maggio 1983, n.184 e succ. modifiche.

[5] Trib. Bari, 12 novembre 2007.

[6] Ai sensi dell’art 79 L. n. 184/1983.

[7] Ai sensi dell’art. 27 L. 184/1983 «Con l’adozione cessano i rapporti dell’adottato verso la famiglia d’origine, fatti salvi i divieti matrimoniali».


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI