Diritto e Fisco | Articoli

Posso non andare a testimoniare?

2 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 marzo 2017



La testimonianza nel processo civile e i doveri del testimoni. È necessario presentarsi, è obbligatoria la verità.

Provare le proprie ragioni di diritto è essenziale per vincere una causa e per ottenere determinati effetti favorevoli a seguito della stessa. Ovviamente non sempre è possibile dimostrare il tutto attraverso dei documenti (cosiddetta prova scritta o documentale). Per questo motivo, nella pratica è assai frequente il ricorso alla prova testimoniale (per un’ulteriore approfondimento dell’argomento potete leggere la prova testimoniale nel processo civile).

In buona sostanza, si ricorre a una o più persone che hanno assistito a determinati accadimenti (ad esempio, l’incidente d’auto, il litigio violento tra marito e moglie, il versamento di una somma di denaro in contanti, ecc). Attraverso il racconto delle stesse, sarà consentito provare le ragioni a sostegno della propria azione giudiziaria.

Detto ciò, per indicare una persona come testimone in un processo civile (per un risarcimento, per la separazione o il divorzio, per una questione condominiale, ecc) è necessario il suo consenso?

Per fare il testimone devo dare il mio permesso?

Assolutamente no. Se una parte di un procedimento, ritiene che avete assistito a fatti rilevanti ai fini del buon esito di un’azione giudiziaria oppure per contrastare e contraddire la versione della controparte, egli potrà tranquillamente nominarvi quale testimone, senza il vostro permesso.

Ovviamente, di fatto, sarà l’avvocato interessato che, secondo tempi e modalità stabilite dalla legge, indicherà, durante il procedimento in corso, il vostro nominativo e il vostro indirizzo, seguendo le istruzioni ricevute in tal senso dal proprio cliente. Il legale in questione dovrà inoltre precisare anche i capitoli di prova, cioè le domande specifiche a cui dovrete rispondere.

Posso non andare a testimoniare?

Abbiamo visto che, quando una persona è ritenuta informata sui fatti di un causa, essa può essere indicata e citata, a libera scelta delle parti, quale testimone nel processo in questione.

In particolare, all’occorrenza è fissata dal giudice competente un’apposita udienza, dove dovrà essere ascoltato il testimone citato.

Questi è formalmente informato “dell’appuntamento” con un atto inviatogli, tecnicamente definito intimazione a testimoniare. In tale documento, il testimone leggerà dove, quando e a che ora presentarsi, il procedimento a cui fa riferimento la sua testimonianza e le parti dello stesso. Nell’intimazione a testimoniare non troverete, invece, i capitoli di prova, cioè le domande a cui rispondere: esse vi saranno poste soltanto davanti al giudice o in presenza degli avvocati di entrambe le parti.

Se nonostante tale avviso formale, il testimone non compare, magari semplicemente perché impossibilitato, il giudice, su richiesta delle parti in causa ed in particolare di quella che ha maggiore interesse alla testimonianza, rinvia la causa ad un’udienza successiva, per consentire la comparizione del testimone anzidetto.

Il descritto scenario si ripeterà, inevitabilmente, anche la volta successiva, se il testimone non dovesse essere presente, nonostante abbia ricevuto una formale e regolare intimazione a comparire.

Il giudice, a seguito dell’assenza del testimone regolarmente citato potrà disporre l’accompagnamento coattivo del medesimo (ad esempio, tramite la forza pubblica) per l’udienza successiva, stabilendo persino una sanzione pecuniaria a carico dello stesso [1].

Tuttavia, nella pratica, tali provvedimenti vengono assunti soltanto dopo ripetute assenze e non sempre all’accompagnamento coattivo è affiancata e prevista la sanzione pecuniaria (in altri termini, si tratta di una facoltà non sempre esercitata).

In conclusione non potete sottrarvi al dovere di testimoniare.

Sono obbligato a rispondere alle domande?

Durante l’udienza in cui testimonierete dopo essere stati identificati e dopo che vi sarete impegnati formalmente a dire la verità e a non nascondere nulla di vostra conoscenza, sarete chiamati a rispondere sulle domande oggetto della testimonianza e indicate negli atti di causa.

In tale circostanza, però, non sarete obbligati ad affermare ciò che non sapete oppure non ricordate (quindi se non ricordate i fatti oggetto delle domande oppure non siete a conoscenza di quanto vi viene prospettato, potete anche dichiarare non ricordo e/o non so). Tuttavia, sarete obbligati a dire la verità e a non nascondere niente. In caso contrario potreste essere accusati del reato di falsa testimonianza [2].

Finita la deposizione, essa vi sarà riletta e, dopo vostra conferma e sottoscrizione, su autorizzazione del giudice, potrete tornarvene a casa.

note

[1] Art 255 cod. civ.

[2] Art. 372 cod. pen.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI