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Che cosa rischia chi non paga le tasse

2 marzo 2017 | Autore:


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Sanzioni amministrative, multe e perfino il carcere: ecco cosa può succedere a chi commette il reato di evasione fiscale. Quali sono i tempi di prescrizione?

«Di certo ci sono tre cose nella vita», recita un vecchio adagio: «La morte, la madre e le tasse». Negare la prima è inutile, per ovvi motivi. Così come appare abbastanza ovvia anche la seconda. La terza, però, è la certezza meno «assoluta», anzi la più traballante delle tre. Altrimenti non si spiegherebbe come, soltanto nel 2016, quasi 300 miliardi di euro che dovevano finire nelle casse dello Stato si siano volatilizzati altrove.

Non pagare le tasse è, a volte, un vizio più che una necessità. Non si parla soltanto di chi lavora in nero per garantire la pagnotta alla famiglia: si parla anche di chi, con quei soldi in nero o mascherando la dichiarazione dei redditi, si vuole permettere una vita al di sopra delle proprie possibilità. Ma che cosa rischia chi non paga le tasse e, anziché tre, ha solo due certezze assolute nella vita?

Chi è l’evasore fiscale che non paga le tasse

La prima considerazione appare alquanto chiara: non pagare le tasse comporta il reato di evasione fiscale. Ma non tutti gli evasori sono uguali: pensate che il Governo Renzi individuò ben 19 tipi di evasori: quello che lavora in nero, quello che imbosca i soldi in qualche paradiso fiscale, quello che non rilascia lo scontrino, quello che emette delle fatture false, quello che non dichiara la seconda casa (magari servendosi di un prestanome o intestandola al figlio), quello che scommette e vince in qualche gioco d’azzardo illegale, quello che apre una Onlus ma in realtà si intasca i soldi, e così via. Ogni scusa è buona per non pagare le tasse. Chiaro che, se si viene scoperti dall’occhio vigile dello Stato, si rischia di versare lacrime e sangue. In quantità variabile, a seconda dell’entità dell’evasione.

La legge, infatti, sancisce quando non pagare le tasse merita una sanzione amministrativa, cioè un’ammenda, o una sanzione penale, vale a dire una multa o, addirittura, il carcere. Nella maggior parte dei casi, ricevere uno o l’altro tipo di sanzione dipende dalla cifra evasa, cioè da quanti soldi di tasse non sono stati pagati.

Prima di vedere che cosa si rischia a non pagare le tasse a seconda dei vari tipi di evasione, è doveroso premettere che nel febbraio 2016 è stato depenalizzato il reato di omesso versamento dei contributi previdenziali per un importo inferiore a 10.000 euro annui [1].

Vediamo adesso, nel dettaglio, che cosa si rischia a non pagare le tasse, secondo quanto disposto dalla legge [2].

La dichiarazione fraudolenta

Consiste nella falsificazione delle dichiarazioni dei redditi o Iva inserendo elementi fittizi (cioè la falsa fatturazione) o alterando le scritture contabili. Viene commesso reato se:

  • l’evasione supera i 30.000 euro per ciascuna delle singole imposte;
  • il reddito non dichiarato supera il 5% del totale o 1,5 milioni di euro.

Che cosa si rischia? La reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.

La dichiarazione infedele

A differenza di quella precedente, la dichiarazione infedele – pur riportando volutamente e consapevolmente dei dati non corretti – non ha un impianto fraudolento. Si commette reato se:

  • l’evasione supera i 150.000 euro;
  • il reddito non dichiarato supera il 10% del totale o 3 milioni di euro.

Che cosa si rischia? La reclusione da 1 a 3 anni.

La dichiarazione omessa

Come lo stesso nome indica, si tratta della mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi, dell’Iva e del modello 770 dei sostituti di imposta entro 90 giorni dalla scadenza. Si commette reato se l’imposta evasa supera i 50.000 euro.

Che cosa si rischia? La reclusione da 1 a 3 anni.

Per l’omesso versamento di Iva e di ritenute certificate, la soglia di punibilità è stabilita in 250.000 euro.

L’emissione di fatture false

Qui non si tratta di scrivere il falso su una fattura vera ma di inventarsi di sana pianta una fattura o una ricevuta per un’operazione mai fatta in modo da consentire ad un terzo l’evasione dell’imposta sui redditi o dell’Iva, indipendentemente dall’uso che se ne fa e dall’importo.

Che cosa si rischia? La reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.

L’occultamento o la distruzione di documenti contabili

Il reato di commette quando si fanno sparire in qualche modo (momentaneo o definitivo) delle scritture contabili o altri documenti di cui è obbligatoria la conservazione, allo scopo di evitare durante un eventuale controllo la ricostruzione dei redditi o del volume d’affari.

Che cosa si rischia? La reclusione da 6 mesi a 5 anni.

Quando si commettono tutti questi reati per non pagare le tasse, il carcere diventa una certezza se l’imposta evasa supera il 30% del volume d’affari o i 3 milioni di euro. In questi due casi, infatti, non viene applicata la sospensione condizionale della pena: la porta della galera si chiuderà alle spalle dell’evasore.

Da sottolineare anche il fatto che chi non paga per impossibilità economiche (perché nullatenente) non subisce alcuna sanzione di tipo personale o restrittivo. Il debitore, insomma, è esposto solo con il suo patrimonio presente e futuro.

Non pagare le tasse: i tempi di prescrizione

Sui tempi di prescrizione per i reati di evasione fiscale, cioè per non pagare le tasse, commessi dopo il 2011 prevedono due casi:

  • la prescrizione è di 6 anni per i casi specifici di omesso versamento, per le indebite compensazioni o per la sottrazione fraudolenta all’obbligo di pagamento dei tributi;
  • la prescrizione è di 8 anni per tutte le altre situazioni, ma può arrivare a 10 anni se si verificano degli atti che interrompono il periodo di prescrizione stesso.

Dal 2016, inoltre, è stato modificato l’approccio con l’Iva: con un semplice verbale, si può azzerare e far ripartire la prescrizione. Il rischio, quindi, è che non si arrivi mai al termine.

Per quanto riguarda il reato tributario, la prescrizione per un accertamento diventa effettiva al 31 dicembre dell’ottavo anno. Ad esempio, se dovevo presentare la dichiarazione nel 2016, la decadenza sarà dopo il 31 dicembre del 2024. Ma di fronte all’ipotesi di omessa dichiarazione, la prescrizione è di 10 anni.

Se dai controlli emerge un’ipotesi di reato, la prescrizione raddoppia.

note

[1] Dlgs. n. 8/2016.

[2] Dlgs. n. 74/2000 modificato da Dl. N. 138/2011 e Dlgs. n. 158/2015.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. Ok, voi avete esposto tutti i problemi a non “pagare” o varie opzioni… ma ora pongo una domanda, ma prima ripeto alcune cose che voi sicuramente conoscete,
    a parte la costituzione che dice, e cito, “Articolo 53 –
    Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
    Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.” dice che sono tenuti… concorrere… in ragione…
    e seconda cosa art. 54 Codice penale… e cito…
    “Articolo 54 – Stato di necessita`.
    In vigore dal 1 luglio 1931
    Libro 1 – Dei reati in genere Titolo 3 – Del reato Capo 1 – Del reato consumato e tentato
    LIBRO PRIMO. Dei reati in generale – TITOLO TERZO. Del reato – CAPO PRIMO. Del reato consumato e tentato
    Stato di necessita`
    Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sè od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, nè altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.
    Questa disposizione non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al
    pericolo. La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche se lo stato di necessità è determinato dall’altrui minaccia; ma, in tal caso, del fatto commesso dalla persona minacciata risponde chi l’ha costretta a commetterlo.”

    Lo stato volente o nolente causa situazioni estreme, fino ad arrivare al suicidio e atti estremi di persone disperata, ora ci sono persone che sono state ridotte a farsi debiti con le banca per pagare le tasse. Vi sembra normale? O arrivare a fine anno e dopo aver fatto tutti gli f24 necessari, non aver i soldi per comprare i libri ai figli, non poter regalare una vacanza, non poter fare regali di compleanno, non poter pagare bollette facilmente etc etc…

    ORA LA DOMANDA A CUI VORREI UNA RISPOSTA È… QUALE LEGGE C’È CHE DICE CHE SONO OBBLIGATO A PAGARE LE TASSE, A FARE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI… “Mi può citare la legge che OBBLIGA al pagamento dei tributi fiscali?”

    Cordiali saluti e aspetto risposte.

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