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Spese mediche per i figli, valgono le cure omeopatiche?

2 marzo 2017


Spese mediche per i figli, valgono le cure omeopatiche?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 marzo 2017



La medicina omeopatica e alternativa non può prevalere sulle cure prescritte dal servizio sanitario nazionale in caso di aggravamento della malattia del figlio minore.

In caso di coniugi separati, se tra questi sorge un conflitto sulle cure mediche da assicurare al figlio, bisogna preferire la medicina tradizionale alle cure omeopatiche. È quanto chiarito dal tribunale di Roma con una recente ordinanza [1].

Immaginiamo una coppia di coniugi separati. Uno dei figli sta male e ha bisogno di cure. Senonché, uno dei genitori suggerisce di tentare con la medicina omeopatica perché più economica e meno dannosa per la salute del piccolo rispetto ai tradizionali farmaci. L’altro, invece, preferisce la medicina “ordinaria” e vorrebbe affidarsi a uno specialista del settore. Tra i due nasce un conflitto. Come si risolve? In casi come questi a decidere sarà il giudice, su ricorso di uno dei due genitori. In particolare, il tribunale dovrà preferire, tra le due, la soluzione più conveniente per il minore. E la soluzione migliore per i ragazzi è la medicina tradizionale rispetto a una cura omeopatica. Questo, almeno, secondo i giudici romani.

La vicenda

Il caso concreto riguarda la cura per una otite, poi degenerata in ipoacusia, da garantire alla figlia di una coppia sposata. Il padre della piccola riteneva doversi seguire le cure prescritte dall’ospedale che aveva visitato la piccola; la madre, invece, convinta dal proprio medico di fiducia, preferiva sottoporre la minore a cure omeopatiche. Di fronte all’aggravamento della bambina, acquisita la consulenza di un medico, il Tribunale di Roma ha disposto che la minore dovesse seguire le cure prescritte dall’ospedale pediatrico Bambin Gesù per l’otite. Contestualmente ha autorizzato «il genitore più diligente» rispetto alla medicina tradizionale, a recarsi agli appuntamenti con la minore, anche in assenza dell’altro. Il tutto, con divisione delle spese al 50% tra i due ex coniugi.

«In caso di dissenso tra i genitori – si legge ancora nell’ordinanza – si autorizza uno dei due a sottoscrivere i necessari consensi, per sottoporre la minore ad accertamenti o cure disposte dai sanitari dell’ospedale pediatrico».

Prevale la cura del servizio sanitario nazionale

In buona sostanza, il principio applicato dal tribunale è quello della prevalenza delle prescrizioni della medicina tradizionale, per come disposta dal servizio sanitario nazionale, rispetto alla medicina alternativa.

Se uno dei due coniugi si oppone a tale soluzione, il codice di procedura civile [2] prevede appositi rimedi. Uno dei due genitori può presentare ricorso al giudice. Il Tribunale convoca le parti e adotta i provvedimenti opportuni nell’interesse del minore: non può optare per una terza via, ma deve scegliere una delle due soluzioni suggerite dai genitori. In caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle cure mediche, il giudice può:

1) ammonire il genitore inadempiente;

2) disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore;

3) disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti dell’altro;

4) condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 euro a un massimo di 5.000 euro a favore della Cassa delle ammende.

note

[1] Trib. Roma, ord. del 16.02.2017.

[2] Art. 709 ter cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com

Tribunale Roma, Sezione 1 civile

Ordinanza 16 febbraio 2017

Data udienza 16 febbraio 2017

Integrale

Famiglia – Minori – Tutela della salute – Cure mediche – Prescrizioni del giudice

TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA

SEZIONE PRIMA CIVILE

VERBALE UDIENZA del 16/02/2017

Oggi dinanzi al Giudice dr.ssa (…) all’udienza del 16/02/2017, nel procedimento RG n. (…) sono comparsi

Per (…) presente personalmente, l’Avv. (…) Per (…) presente personalmente l’Avv. (…),

è presente la CTU dott.ssa (…) sono altresì presenti i CTP dott.ssa (…) dott.ssa (…).

La CTU dichiara: “Ho saputo che la bambina ha avuto una diagnosi di otite a settembre e una di ipoacusia a gennaio, temo che potrebbe essere necessario nominare un tutore vista la rigidità dei genitori, i genitori sono incapaci di collaborare, sembra che ciascuno decida per la figlia autonomamente con il rischio che gli interventi non coordinati producano danni per la bambina, ora abbiamo iniziato un percorso con i genitori e sembra che le cose stiano andando meglio. Successivamente alla mia istanza ho chiesto di chieda al medico di base di determinare la causa della febbre ma non ha detto nulla. La minore ha mostrato una grande necessità di riferirsi a entrambi i genitori.”

L’avv. (…) del resistente rappresenta che la bambina non e stata vaccinata e chiede l’intervento del giudice per superare i contrasti tra i genitori relativi alla vaccinazione della figlia.

La ricorrente dichiara: “la controparte ha gonfiato la situazione della minore, guardando la seconda cartella del Bambin Gesù emerge che la ipoacusia è migliorata, nella seconda cartella non e prescritto l’antibiotico, quindi a mio avviso la bambina e migliorata. La bambina non sta facendo le cure prescritte dal Bambin Gesù ma sta facendo altre cure omeopatiche prescritte da un pediatra privato scelto da me. La bambina non ha eseguito le vaccinazioni”.

Il resistente dichiara: “non vengo coinvolto nelle decisioni che attengono alla salute della minore; la bambina ora non segue la cura prescritto dal Bambin Gesù. Ho serie preoccupazioni perché quando (…) è con la mamma io non so cosa succede, se non con i racconti di (…) sono preoccupato perché temo che quando sta con lei non segua le cure, i racconti che mi fa la bambina sono molto preoccupanti, la bambina ha il 40% dell’udito compromesso. Temo che la ricorrente stia frequentando con la bambina la comunità HARE KRISIINA senza il mio consenso.”

Il GI

Dispone che la minore esegua immediatamente le cure prescritte dall’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù per l’otite, i genitori dovranno congiuntamente rivolgersi per la prosecuzione della cura per la ipoacusia rilevata all’Ospedale pediatrico Bambin Gesù recandosi alle visite insieme con autorizzazione al genitore più diligente a recarsi agli appuntamenti con la minore anche in assenza dell’altro: le visite potranno essere prenotate dal genitore più diligente autorizzandolo a prenotare le visite in regime di intra moenia in caso di urgenza e ponendone i costi al 50% a carico di ciascun genitore; in caso di dissenso tra i genitori si autorizza uno dei due a sottoscrivere i necessari consensi per sottoporre la minore ad accertamenti o a cure disposte dai sanitari dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù;

dispone che per gli altri problemi di natura medica della bambina e per le decisioni in relazione alle vaccinazioni i genitori seguano quanto indicato dal pediatra del Servizio Sanitario Nazionale, qualora il pediatra ritenesse opportuno sottoporre la minore a vaccinazioni il genitore più diligente sarà autorizzato a condurre la minore nelle strutture specializzate per eseguire le vaccinazioni indicate dal pediatra, e per sottoscrivere i relativi consensi anche in assenza del consenso dell’altro genitore, con onere di comunicazione all’altro di quanto effettuato;

dispone che la minore sia accompagnata anche solo da uno dei genitori qualora l’altro non accetti di recarsi alle visite fissate presso l’Ospedale pediatrico Bambin Gesù ovvero presso il pediatra di base;

ammonisce la signora (…) a far seguire alla minore le cure indicate dal Bambin Gesù e quelle che verranno prescritte dal pediatra del SSN disponendo che in mancanza verranno adottati provvedimenti di cui all’art. 709 ter cpc;

rinvia all’udienza già fissata del 12 giugno 2017 ore 13.00 Così deciso in Roma il 16 febbraio 2017.
Depositata in Cancelleria il 16 febbraio 2017.

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