Diritto e Fisco | Articoli

Si può sposare in Italia chi non ha il permesso di soggiorno?

18 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 marzo 2017



Sono un cittadino Italiano residente in Germania e vorrei sposare una ragazza della Repubblica Domenicana, entrata in Germania con permesso di soggiorno per l’ area Schengen (scaduto da alcuni mesi). Sposandoci in Italia lei potrebbe rientrare in Germania senza andare incontro a problemi a causa della sua clandestinità?

In Italia è senz’altro possibile per il cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno o con permesso scaduto sposarsi.

Documenti necessari per il matrimonio dell’extracomunitario in Italia

Allo scopo, è necessario che:

  • egli sia munito di un documento di riconoscimento valido (come ad esempio, il passaporto [1]);
  • abbia ottenuto dal Consolato o dall’Ambasciata del suo Paese (e quindi nel caso di specie, dalla Repubblica Dominicana) presente in Italia il nulla osta alle nozze, ossia una certificazione da parte dell’autorità competente che non vi siano impedimenti alle nozze (come, ad esempio, un precedente matrimonio);
  • una volta ottenuto il suddetto nulla osta, occorre che faccia autenticare la firma dell’ambasciatore o del console presso l’Ufficio legalizzazione della Prefettura.

Che succede se non viene rilasciato il nulla osta alle nozze?

Può darsi tuttavia, che le ambasciate o i consolati stranieri in Italia frappongano ostacoli al rilascio del nulla osta per i più diversi motivi (politici, religiosi o semplicemente burocratici dettati dalla mancanza del permesso di soggiorno).

Nel caso in cui l’autorità si rifiuti di procedere alla pubblicazione, questa dovrà motivare per iscritto le  ragioni proprio rifiuto; rifiuto contro il quale è possibile ricorrere al tribunale, che provvede in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero [2].

Il nulla osta rappresenta, infatti, un documento essenziale per compiere le necessarie pubblicazioni, pertanto, in caso di rifiuto, lo straniero dovrà recarsi nel Paese d’origine per richiederlo alle autorità competenti.

Se entrambi i futuri coniugi sono residenti all’estero (come nel caso in esame), per sposarsi in Italia, è necessario richiedere le pubblicazioni di matrimonio alla rappresentanza diplomatica o consolare italiana del Paese dove si risulta iscritti. La rappresentanza consolare, eseguite le pubblicazioni, delega alla celebrazione il Comune italiano scelto dagli sposi [3].

Che succede se lo straniero si sposa senza permesso di soggiorno?

Una volta sposato con un cittadino italiano, il cittadino straniero è comunque considerato irregolare, ma ha diritto al rilascio di un permesso di soggiorno per motivi familiari.

In particolare:

  • se possiede un permesso di soggiorno per qualsiasi altro motivo potrà richiedere la conversione del proprio permesso in un permesso per motivi familiari,
  • se, invece, non possiede alcun permesso di soggiorno o esso sia scaduto il cittadino straniero non può essere espulso e può comunque chiedere il permesso di soggiorno per motivi familiari recandosi direttamente in Questura, Ufficio Centrale, per richiedere il permesso.

Libertà di soggiorno e circolazione per il coniuge senza cittadinanza

Il permesso di soggiorno per motivi familiari gli permetterà di spostarsi nei Paesi dell’area Schengen per brevi periodi, non superiori a 3 mesi, ma non vi si potrà trasferire, salvo che non si tratti di paesi che consentono il ricongiungimento familiare. Tra questi vi è anche la Germania.

In particolare, il cittadino comunitario che risiede legalmente in Germania, disponendo di un alloggio e di un lavoro, può ottenere il ricongiungimento (cosiddetto Familiennachzug) con i propri familiari cittadini di paesi terzi (anche non appartenenti alla comunità europea) quando questi siano:

  • il coniuge o il partner,
  • i discendenti (figli, nipoti), che non abbiano raggiunto il 21 anno di età;
  • gli ascendenti (genitori, nonni) e parenti discendenti del cittadino comunitario, o del coniuge/partner.

Nello specifico, una direttiva del Parlamento e del Consiglio europeo [4] sancisce il diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri; essa si applica a qualsiasi cittadino di un paese terzo, familiare di un cittadino dell’Unione il quale accompagna o raggiunge il cittadino dell’Unione in uno Stato membro diverso da quello di cui egli ha la cittadinanza, e gli conferisce diritti di ingresso e di soggiorno in questo Stato membro, senza fare distinzioni secondo che il detto cittadino di un paese terzo abbia già soggiornato legalmente, o meno, in un altro Stato membro.

Secondo la Corte di Giustizia delle Comunità europee tale direttiva dev’essere interpretata nel senso che il cittadino di un Paese terzo, coniuge di un cittadino dell’Unione che soggiorna in uno Stato membro di cui non ha la cittadinanza, il quale accompagni o raggiunga il detto cittadino dell’Unione, gode delle disposizioni della detta direttiva, a prescindere dal luogo e dalla data del loro matrimonio nonché dalla modalità secondo la quale il detto cittadino di un paese terzo ha fatto ingresso nello Stato membro ospitante [5]. Situazione che rappresenta perfettamente il  caso del lettore.

In altre parole, i familiari cittadini di paesi terzi godono di un diritto di libero soggiorno e circolazione derivato, qualora risiedano assieme al cittadino comunitario.

Il diritto di residenza in Germania per il coniuge extracomunitario

Essi ottengono d’ufficio il permesso di soggiorno (cosiddetto Aufenthaltserlaubnis-EU), e accedono al mercato del lavoro alla pari dei cittadini tedeschi.

In caso di matrimonio i coniugi hanno il diritto di venire in Germania se il partner si trova già nel paese come un valido Aufenthaltserlaubnis (come nel caso del lettore).

I diritti di residenza rimangono anche in caso di separazione tra i coniugi ammesso che il matrimonio duri almeno due anni dopo l’arrivo in Germania. Se una coppia divorzia prima di questi due anni, i diritti di residenza individuali si permettono solo in alcuni casi.

Va detto, comunque che nell’ambito del ricongiungimento dei coniugi cittadini di Paesi terzi, la Germania subordina, in linea di massima, il rilascio di un visto ad alcune condizioni (che vanno verificate presso gli uffici di competenza del luogo di residenza) finalizzate a facilitare l’integrazione dei nuovi arrivati in Germania e a contrastare il fenomeno dei matrimoni forzati.

Nello specifico:

  • il possesso di un’età minima fissata a 21 anni per entrambi i coniugi;
  • le dimensioni dell’alloggio, adeguate alle esigenze della famiglia ricongiunta;
  • la possibilità del familiare extracomunitario di mantenersi economicamente o comunque di ricevere il sostegno economico da parte del residente in Germania;
  • la capacità del familiare (coniuge) che intenda beneficiare del ricongiungimento di parlare la lingua tedesca almeno in modo semplice, anche per iscritto dimostrando di possederne, prima di entrare nel Paese, conoscenze basilari: allo scopo, il Ministero degli Esteri e il Ministero dell’Interno della Repubblica Federale di Germania richiedono generalmente la certificazione del superamento dello “Start Deutsch 1” del Goethe-Institut.

Per tutto quanto esposto, ritengo che la compagna del lettore possa senz’altro fare rientro in Germania dopo il matrimonio celebrato in Italia, ma il consiglio è comunque quello di richiedere, prima di compiere questo passo, informazioni più precise e dettagliate presso le sedi del Consolato, dell’Ambasciata e l’ufficio dell’Immigrazione del luogo di residenza in quanto è possibile che comunque vengano a crearsi dei problemi legati sia al rilascio del nulla osta alla celebrazione delle nozze che a specifiche condizioni richieste dalle autorità locali per il ricongiungimento familiare dopo il matrimonio.

note

[1] Ai sensi dell’art. 51, comma 1, del DPR 396/2000.

[2] Art. 98 cod. civ.

[3] Art. 109 cod. civ.

[4] Art. 3 Direttiva 29 aprile 2004, 2004/38/Ce.

[5] Cfr. Sent. 25.07.2008, causa C-127/08 – Pres. Skouris – Rel. Ilesˇic – Metock ed altri c. Minister for Justice, Equality and Law Reform.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI