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Società a responsabilità limitata

3 marzo 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 3 marzo 2017



La Srl (artt. 2462-2483 cod. civ.): la responsabilità limitata dei soci per le obbligazioni sociali; il capitale sociale.

La società a responsabilità limitata è una società di capitali dotata, al pari della s.p.a., di personalità giuridica e di autonomia patrimoniale perfetta.

Le partecipazioni dei soci (o quote) non possono essere rappresentate da azioni e non possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari. Si tratta di un modello societario intermedio tra quello delle società di capitali e quello delle società di persone: pur avendo la responsabilità limitata, infatti, i soci hanno ampia libertà di stabilire le regole di funzionamento della società, avvicinandola all’uno o all’altro tipo. La riforma del diritto societario del 2003, in particolare, ha attribuito alla s.r.l. una disciplina quasi completamente autonoma rispetto a quella della s.p.a. (mentre nella regolamentazione previgente la s.r.l. era «creata» sulla falsariga della s.p.a. ed era considerata una sorta di «piccola s.p.a.») ed ha accentuato il carattere personalistico della società, mutuando alcune regole di amministrazione da quelle previste per le società di persone.

Nozione

La società a responsabilità limitata è una società di capitali che consente alle imprese sociali di ridotte dimensioni di fruire del beneficio della responsabilità limitata dei soci.

La s.r.l. deve costituirsi con atto pubblico, ed il suo capitale sociale non può essere inferiore a 10.000 euro.

La L. 99/2013, di conversione del D.L. 76/2013 (Decreto Lavoro) ha introdotto la possibilità, per tutte le s.r.l., di determinare l’ammontare del capitale in misura inferiore ad euro 10.000, pari almeno ad 1 euro, con conferimenti esclusivamente in denaro. In tal caso sorge l’obbligo per la società di accantonare una somma da dedurre dagli utili netti risultanti dal bilancio pari almeno ad un quinto degli stessi e tale obbligo permane sino a che riserva e capitale non abbiano raggiunto l’ammontare di 10.000 euro. La riserva può essere utilizzata solo per imputazione a capitale e per copertura di eventuali perdite con obbligo di sua reintegrazione laddove essa sia diminuita.

Nella denominazione sociale possono anche non comparire i nomi dei soci, ma essa deve sempre contenere l’indicazione di «società a responsabilità limitata» o di «s.r.l.».

Per quanto riguarda la disciplina dei conferimenti è ammessa, in via generale, la possibilità di conferire in società «tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica» (art. 2464, 2° comma). In forza di tale norma, non solo potranno essere conferiti (sempre qualora l’atto costitutivo consenta conferimenti diversi dal denaro) il know-how, le esperienze professionali, il nome, il marchio, il brevetto, i diritti personali di godimento, etc., ma viene in tal modo superato il divieto di conferimento di prestazioni di opera e servizi che era dettato per la società per azioni ed esteso a tutte le società di capitali.

Il conferimento di opera o di servizi (finora riservato alle sole società di persone) è però ammesso a condizione che il socio presti alla società una polizza assicurativa o una fideiussione bancaria a garanzia degli obblighi assunti e per l’intero valore ad essi assegnato; se l’atto costitutivo lo prevede, la polizza o la fideiussione possono essere sostituite dal socio prestando alla società una cauzione di importo corrispondente.

Per quanto riguarda il procedimento di costituzione, si applicano le stesse regole della società per azioni, per quanto riguarda:

— la sottoscrizione integrale del capitale sociale;

— i conferimenti dei soci in danaro e in natura. Non trovano applicazione, invece, le nuove norme dettate per la s.p.a. in materia di conferimenti in natura o crediti senza relazione di stima introdotte dal D.Lgs. 142/2008;

— il versamento di almeno il 25% dei conferimenti in danaro. La L. 99/2013, di conversione del D.L. 76/2013 ha previsto che il versamento del 25% dei conferimenti in denaro avvenga direttamente all’organo amministrativo nominato nell’atto costitutivo, in luogo della banca, con indicazione dei mezzi di pagamento;

— la stima dei conferimenti in natura. La disciplina è semplificata rispetto alla s.p.a., infatti, non è necessario che l’esperto sia designato dal presidente del tribunale, ma è sufficiente che la stima sia redatta da un esperto o da una società di revisione iscritti nell’apposito registro.

La s.r.l., al pari della s.p.a., acquista la personalità giuridica con l’iscrizione nel registro delle imprese.

È possibile costituire una s.r.l. con atto unilaterale?

La società a responsabilità limitata unipersonale non costituisce una novità introdotta dalla riforma societaria, in quanto già il D.Lgs. 88/1993 aveva introdotto nel nostro ordinamento, in controtendenza rispetto alla disciplina della s.p.a., la società a responsabilità limitata con socio unico.

Pertanto, qualunque soggetto giuridico capace di partecipare a società può costituire unilateralmente una s.r.l. ed allo stesso modo una s.r.l. pluripersonale può trasformarsi in unipersonale in seguito ad una riunione delle quote sociali in unica mano. La relativa disciplina si applica in ogni caso e senza tener conto se l’unipersonalità è originaria (perché la società è stata costituita con atto unilaterale) o successiva (per il venir meno della pluralità dei soci).

La riforma ha, tuttavia, in parte modificato il regime della s.r.l. unipersonale. Le principali innovazioni riguardano la disciplina delle ipotesi di deroga alla limitazione della responsabilità dell’unico azionista: la regola generale rimane, infatti, che per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo patrimonio, ma sono circoscritte le ipotesi di assunzione della responsabilità illimitata da parte dell’unico socio, in caso di insolvenza della società, esclusivamente alla ricorrenza dei seguenti presupposti:

a) mancato versamento dell’intero ammontare dei conferimenti in danaro all’atto della costituzione ovvero, in caso di unicità sopravvenuta, mancata effettuazione dei versamenti ancora dovuti dal socio ormai unico entro il termine di 90 giorni;

b) mancata attuazione della pubblicità dei dati relativi all’unico socio, sia esso persona fisica o giuridica, mediante iscrizione nel Registro delle imprese.

Caratteri delle quote e status di socio

La «quota» è la misura della partecipazione di un soggetto al capitale, non può essere rappresentata da azioni e non può costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari (art. 2468).

I certificati di quota sono documenti rilasciati ai soci e svolgono funzione non costitutiva, ma meramente probatoria; in essi la situazione di socio non è incorporata come nelle azioni, ma solo menzionata.

Carattere naturale della quota è la sua trasferibilità (artt. 2469-2470).

Le «partecipazioni» sono liberamente trasmissibili per atto tra vivi e per successione a causa di morte, salvo contraria disposizione dell’atto costitutivo che può prevedere clausole che ne limitano la circolazione (di mero godimento, di prelazione) o che addirittura ne vietano la circolazione.

L’atto di trasferimento deve essere redatto per iscritto con firme autenticate dal notaio, il quale provvederà, entro trenta giorni, a depositare lo stesso ai fini dell’iscrizione nel Registro delle imprese.

A questa regola è stata posta un’alternativa dal D.L. 112/2008, conv. in L. 133/2008, secondo cui l’atto di trasferimento può essere sottoscritto con firma digitale, nel rispetto della normativa anche regolamentare riguardante la sottoscrizione dei documenti informatici, ed è depositato, entro trenta giorni, presso l’ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale, a cura di un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 31, comma 2quater della L. 340/2000. Il deposito ai fini dell’iscrizione nel registro delle imprese, in questo caso, può essere fatto esclusivamente in via telematica, tramite un professionista iscritto all’albo dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali, muniti della firma digitale.

Il passaggio finale era rappresentato dall’iscrizione dell’atto di trasferimento nel libro dei soci, da farsi documentando l’esistenza dell’atto di trasferimento e la sua iscrizione presso il registro delle imprese.

Nell’ottica della semplificazione e della riduzione dei costi amministrativi delle imprese, il D.L. 185/2008 (cd. decreto anticrisi), conv. in L. 2/2009 ha disposto l’abolizione del libro dei soci nella società a responsabilità limitata, nel quale dovevano essere annotati il nome del socio, la partecipazione ad esso spettante, i versamenti eseguiti e le variazioni intervenute.

L’abrogazione del libro dei soci comporta numerose conseguenze, tra le quali la più rilevante emerge nell’ipotesi di trasferimento delle partecipazioni sociali.

Successivamente alle modifiche apportate dal decreto anticrisi, infatti, l’effetto del trasferimento delle quote tra le parti continua ad essere immediato, mentre nei confronti della società si determina dal momento in cui viene depositato l’atto presso il registro delle imprese. A decorrere dal momento in cui viene depositato l’atto, il soggetto che acquisisce le quote sociali assume la veste di socio con la relativa legittimazione ad esercitare i diritti sociali.

Quali sono i diritti e gli obblighi dei soci di s.r.l.?

I diritti dei soci della s.r.l. si riassumono in:

a) diritti di partecipazione «lato sensu» all’amministrazione della società e più precisamente:

— diritto di intervento all’assemblea;

— diritto di voto: salvo diversa disposizione statutaria, il voto di ogni socio vale in misura proporzionale alla sua partecipazione;

— diritto di informazione e di controllo sulla gestione societaria;

b) diritti di partecipazione patrimoniale e più precisamente:

— diritto agli utili: la ripartizione degli utili ai soci è fatta in misura proporzionale alla partecipazione da ciascuno posseduta, salvo diversa disposizione statutaria;

— diritto alla quota di liquidazione;

— diritto di opzione sulle nuove quote in caso di aumento del capitale.

Gli obblighi dei soci sono sostanzialmente analoghi a quelli dei soci delle s.p.a.; è prevista qualche differenza solo per quanto riguarda la mora del socio nel versamento dei conferimenti.

Recesso ed esclusione del socio

Al socio spetta il diritto di recedere dalla società mediante una manifestazione unilaterale di volontà:

— nei casi previsti dall’atto costitutivo;

— nei casi specificamente previsti dalla legge.

L’art. 2473 stabilisce che l’atto costitutivo determina quando il socio può recedere dalla società e le relative modalità.

Il diritto di recesso, inoltre, spetta ai soci che non hanno acconsentito al cambiamento dell’oggetto sociale o del tipo di società, alla sua fusione o scissione, alla revoca dello stato di liquidazione, al trasferimento della sede all’estero, all’eliminazione di una o più cause di recesso previste dall’atto costitutivo e al compimento di operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto della società o una rilevante modificazione dei diritti attribuiti ai soci.

Sono previste, inoltre, ulteriori ipotesi di recesso, le quali non sono collegate a specifiche decisioni prese dagli altri soci ma sono dirette ad impedire che il socio sia costretto a rimanere in società anche contro la sua volontà:

— se la società è stata contratta a tempo indeterminato, il socio può recedere in ogni momento, con un preavviso di centottanta giorni;

— se, invece, la società è contratta a tempo determinato, il socio ha diritto di recedere in ogni momento se le quote sono intrasferibili o se il trasferimento è subordinato al gradimento degli organi sociali e non siano previste condizioni e limiti all’esercizio del gradimento stesso.

I soci che recedono dalla società hanno diritto di ottenere il rimborso della propria quota in proporzione del patrimonio sociale, tenendo conto del valore di mercato di quest’ultimo. In caso di disaccordo, la determinazione è compiuta tramite una relazione giurata di un esperto nominato dal tribunale su domanda del socio o della società.

L’autonomia dei soci, secondo la riforma del diritto societario, può spingersi fino a prevedere casi di esclusione dei soci, motivati dalla sussistenza di una giusta causa. In tal caso, il legislatore ha disposto l’applicazione della disciplina dettata in tema di recesso del socio, tranne per quanto concerne il rimborso della partecipazione mediante riduzione del capitale sociale.

Titoli di debito e finanziamenti dei soci

Un’importante novità prevista dalla riforma del diritto societario consiste nella possibilità della s.r.l. di emettere titoli di debito come forma di finanziamento societaria, superando così lo storico divieto stabilito per queste società di emettere obbligazioni, permesse fino ad ora solo nelle s.p.a. I titoli di debito possono essere emessi solo previa previsione dell’atto costitutivo, che attribuisce la relativa competenza ai soci o agli amministratori.

Ulteriore significativa novità della riforma è l’introduzione di un’apposita disciplina dei finanziamenti dei soci, finalizzata a regolamentare i diffusi fenomeni di sottocapitalizzazione delle società che operano con rilevanti finanziamenti a titolo di capitale di prestito da parte dei soci.

In questi casi, il socio diventa un creditore della società ed ha, quindi, diritto alla restituzione delle somme prestate.

L’art. 2467, al fine di tutelare i creditori sociali, ha previsto che:

— il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della società deve essere postergato rispetto alla soddisfazione degli altri creditori;

— se il rimborso è avvenuto nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento della società, questo deve essere restituito alla società.

Tale disciplina, però, si applica solo ai finanziamenti, in qualsiasi forma effettuati, che siano stati concessi in un momento in cui, anche in considerazione del tipo di attività esercitata dalla società, risulta un eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto, oppure una situazione finanziaria societaria nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento.

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