Diritto e Fisco | Articoli

Se sono praticante avvocato posso svolgere altri lavori?


Se sono praticante avvocato posso svolgere altri lavori?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 marzo 2017



Sono una praticante avvocato e socia di capitale presso una srl e una sas. C’è incompatibilità? Durante il tirocinio posso tenere corsi di formazione emettendo ricevuta di prestazione occasionale?

Per rispondere al quesito è necessario fare riferimento alle disposizioni che regolano l’accesso alla professione di avvocato, così come disciplinati dalla legge professionale [1] e dal codice deontologico forense.

La prima elenca, infatti, una serie di situazioni di incompatibilità con lo svolgimento della professione di avvocato che è incompatibile con:

  1. lo svolgimento di qualsiasi altra attività di lavoro autonomo svolta in modo continuativo e professionale;
  2. l’esercizio di qualsiasi attività di impresa commerciale svolta in nome proprio o in nome o per conto altrui;
  3. la qualità di socio illimitatamente responsabile o di amministratore di società di persone, aventi quale finalità l’esercizio di attività di impresa commerciale, in qualunque forma costituite;
  4. la qualità di amministratore unico o consigliere delegato di società di capitali, anche in forma cooperativa, nonché con la qualità di presidente di consiglio di amministrazione con poteri individuali di gestione (fatto salvo il caso in cui l’attività di gestione abbia ad oggetto l’amministrazione di beni, personali o familiari, oppure venga prestata nell’interesse di enti e consorzi pubblici e per le società a capitale interamente pubblico);
  5. lo svolgimento di qualsiasi attività di lavoro subordinato anche se con orario di lavoro limitato.

La professione di avvocato non può invece ritenersi incompatibile con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo a carattere scientifico, letterario, artistico e culturale.

L’esercizio della professione di avvocato è compatibile con l’insegnamento o la ricerca in materie giuridiche nell’università, nelle scuole secondarie pubbliche o private parificate e nelle istituzioni ed enti di ricerca e sperimentazione pubblici.

La presenza di una situazione di incompatibilità non consente pertanto l’iscrizione all’Albo degli Avvocati e può essere causa di cancellazione [2], potendo peraltro anche costituire un illecito disciplinare. Gli avvocati hanno, infatti, il dovere di evitare situazioni di incompatibilità ostative alla permanenza nell’Albo. Può costituire infrazione disciplinare l’avere richiesto l’iscrizione all’albo in pendenza di cause di incompatibilità, non dichiarate, ancorché queste siano venute meno.

Quanto finora detto può riguardare anche lo svolgimento del tirocinio professionale svolto dal praticante presso lo studio di un avvocato, a condizione che si verifichino determinati presupposti. Lo svolgimento del tirocinio professionale utile per conseguire il certificato di compiuta pratica e necessario per acquisire successivamente l’abilitazione professionale, previo superamento del relativo esame, richiede previamente l’iscrizione presso il registro dei praticanti che viene tenuto presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ed il superamento del periodi di tirocinio professionale. L’iscrizione nel registro dei praticanti avvocati è soggetta alle medesime disposizioni, in quanto compatibili, stabilite per l’iscrizione all’Albo degli Avvocati.

Con particolare riferimento alle situazioni di possibile incompatibilità, la legge professionale non incide però sulla figura del praticante che svolge il tirocinio professionale, il quale può essere peraltro svolto contestualmente ad attività di lavoro subordinato pubblico e privato, purché con modalità e orari idonei a consentirne l’effettivo e puntuale svolgimento e in assenza di specifiche ragioni di conflitto di interesse. Ciascun Consiglio dell’Ordine degli Avvocati adotta poi un proprio regolamento per lo svolgimento della pratica professionale a cui occorre fare riferimento.

In linea generale, tuttavia, per quanto concerne la possibile presenza di situazioni di incompatibilità, i regolamenti prevedono che alla domanda di iscrizione al registro dei praticanti, deve essere allegata una dichiarazione dell’aspirante praticante in cui, sotto la propria personale responsabilità, deve precisare:

  1. se svolge una qualsiasi attività lavorativa, anche autonoma, al di fuori del tirocinio forense, indicandone giorni ed orari;
  2. se detta attività si svolga alle dipendenze di datore di lavoro privato o pubblico, fornendone specifica indicazione;
  3. se svolge il tirocinio per l’accesso ad altre professioni.

A prescindere pertanto dalla situazione riguardante il possibile lo svolgimento di un’attività di lavoro subordinato o autonomo che deve essere dichiarata all’atto di iscrizione, ma che può essere prestata anche in concomitanza con il tirocinio professionale, le ulteriori situazioni di incompatibilità non rilevano ai fini dell’ammissione nel registro dei praticanti avvocati.

Nel periodo di svolgimento del tirocinio professionale, il praticante avvocato, decorsi sei mesi dall’iscrizione nel registro dei praticanti può esercitare (la scelta è dunque facoltativa) attività professionale in sostituzione dell’avvocato presso il quale svolge la pratica e comunque sotto il controllo e la responsabilità dello stesso anche se si tratta di affari non trattati direttamente dal medesimo, in ambito civile di fronte al tribunale e al giudice di pace, e in ambito penale nei procedimenti di competenza del giudice di pace, in quelli per reati contravvenzionali e in quelli che rientravano nella competenza del pretore. Si tratta della figura del praticante avvocato abilitato al patrocinio, il quale può dunque svolgere attività difensiva equiparabile a quella dell’avvocato sebbene con alcune limitazioni sotto il profilo delle materie e del valore delle cause che possono essere oggetto di trattazione (fino a euro 25.000). Per la figura del praticante avvocato abilitato al patrocinio valgono, invece, tutte le cause di incompatibilità previste per gli avvocati. Nella domanda per ottenere l’abilitazione al patrocinio, il praticante deve difatti dichiarare, sotto la propria personale responsabilità, di non trovarsi in alcuno di casi di incompatibilità.

Si può dunque affermare che:

  • l’iscrizione nel registro dei praticanti non abilitati e il conseguente svolgimento del tirocinio professionale può ritenersi compatibile con il possesso di quote partecipazione sociale in una società a responsabilità limitata o in una società in accomandita semplice; è altresì possibile svolgere durante il tirocinio professionale un’attività di lavoro subordinato o autonomo a condizione che tale situazione venga dichiarata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati all’atto di iscrizione nel registro dei praticanti abilitati;
  • l’iscrizione nel registro dei praticanti abilitati al patrocinio e l’iscrizione all’Albo degli Avvocati può, invece, in linea di massima, ritenersi compatibile con il possesso di quote di partecipazione sociale in una società a responsabilità limitata, visto che nella società a responsabilità limitata per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio; è tuttavia essenziale che il socio di una srl non assuma cariche di amministrazione della società che risulterebbero incompatibili con l’iscrizione nel registro dei praticanti abilitati al patrocinio ed all’Albo degli Avvocati;
  • l’iscrizione nel Registro dei praticanti abilitati al patrocinio e l’iscrizione all’Albo degli Avvocati può, a seconda dei casi, risultare invece preclusa nel caso del possesso di quote di partecipazione in una società in accomandita semplice in quanto i soci accomandatari rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali, mentre i soci accomandanti rispondono limitatamente alla quota conferita (i soci accomandatari sono inoltre investiti della funzione di amministrazione della società); è pertanto compatibile con l’iscrizione nel registro dei praticanti abilitati al patrocinio ed all’Albo degli Avvocati soltanto il possesso di quote di partecipazione sociale in una società in accomandita semplice purché la persona che chiede l’iscrizione partecipi alla società nella qualità di socio accomandante, essendo invece preclusa al socio accomandatario, il quale oltre a rispondere illimitatamente per le obbligazioni sociali acquisisce anche la carica di amministratore della compagine sociale;
  • l’iscrizione nel registro dei praticanti abilitati al patrocinio e l’iscrizione all’Albo degli Avvocati deve inoltre ritenersi incompatibile con qualsiasi attività di lavoro subordinato anche se con orario di lavoro limitato; sotto il profilo dell’iscrizione nel registro dei praticanti avvocati non si ritiene inoltre preclusa la possibilità per il tirocinante di svolgere attività di docenza in corsi di formazione professionale, giacché tale tipo di attività risulta essere esercitata come attività di lavoro autonomo svolto con carattere di occasionalità e non di periodicità, sebbene sia prudenzialmente consigliabile farne menzione all’atto della domanda di iscrizione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Leonardo Serra

note

[1] L. n. 247 del 31.12.2012.

[2] Art. 17 l. n. 247 del 31.12.2012.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI