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Malattia scuola, come funziona la trattenuta Brunetta?

5 marzo 2017 | Autore:


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Periodo di malattia fino a 10 giorni: come si calcola la trattenuta Brunetta, quando è dovuta, quando il dipendente ne è esente.

Sei un docente e devi assentarti dal lavoro perché sei malato? Il periodo di astensione dal lavoro è minore o pari a 10 giorni? Sappi che non avrai diritto a nessuna indennità o emolumento ma che, nei primi 10 giorni di assenza per malattia (di qualunque durata), secondo la cosiddetta Legge Brunetta [1], ti sarà corrisposto esclusivamente il trattamento economico fondamentale.

Trattenuta Brunetta: come funziona

In pratica, la cosiddetta trattenuta Brunetta funziona in questo modo: nei primi 10 giorni di assenza dal lavoro per malattia, lo stipendio dell’insegnante viene privato di ogni indennità o emolumento e di ogni altro trattamento economico accessorio. Ai fini della decurtazione si fa riferimento ad ogni episodio di malattia che colpisce il dipendente, anche della durata di un solo giorno, in ogni caso per tutti i primi dieci giorni di malattia.

Secondo il Dipartimento della Funzione Pubblica [2], questa disposizione si sovrappone ai regimi contrattuali attualmente in vigore.

Assenza per malattia: trattenute giornaliere

La decurtazione della retribuzione prevista dalla legge Brunetta è valida per tutte le fasce retributive previste dai contratti collettivi, in caso di assenza per malattia.

Oltre a questa norma, c’è da considerare che i vigenti contratti collettivi già disciplinano delle riduzioni dello stipendio, che sono però di diversa entità a seconda dei periodi di assenza. Queste decurtazioni non sono state affatto soppresse dalla nuova disciplina legale, anzi, permangono, ma la trattenuta in riferimento alla norma Brunetta opera per i primi 10 giorni di malattia, sovrapponendosi al regime contrattuale.

Per fare chiarezza in merito alle trattenute da operare in caso di assenza, il Ministero dell’economia e delle finanze, con una informativa [3], ha precisato che per il personale della scuola si riducono:

  • la retribuzione professionale docenti (RPD);
  • il compenso individuale accessorio;
  • l’indennità di direzione del Dsga.

Inoltre la decurtazione retributiva va calcolata in trentesimi.

Le assenze per cui non si procede alla decurtazione economica

Vi sono comunque alcune eccezioni, secondo le quali, nel momento in cui si verificano particolari situazioni che richiedono l’assenza per malattia, non si procede alla decurtazione economica.

Vediamo quali sono i casi:

  • assenze dovute ad infortuni sul lavoro riconosciuti dall’Inail;
  • assenze per malattia dovute a causa di servizio riconosciuta dal Comitato di verifica per le cause di servizio;
  • ricovero ospedaliero, in strutture pubbliche o private; l’assenza su prognosi rilasciata da un pronto soccorso non è assimilabile al ricovero e pertanto è soggetta alle trattenute;
  • ricovero domiciliare certificato dall’Asl o da un’altra struttura sanitaria competente, purché sostitutivo del ricovero ospedaliero;
  • day-hospital o macroattività in regime ospedaliero;
  • assenze dovute a gravi patologie che richiedono terapie salvavita (inclusa la chemioterapia);
  • assenze dovute alle conseguenze certificate delle terapie;
  • assenze per visite specialistiche di controllo relative a gravi patologie;
  • periodi di assenza per convalescenza, che seguono senza soluzione di continuità un ricovero o un intervento effettuato in regime di day-hospital o macroattività in regime ospedaliero; in queste ipotesi, è sufficiente una certificazione rilasciata anche dal medico curante pubblico o privato.

Esenzione dalla visita fiscale

In tutti questi casi, peraltro, come precisato dal Dipartimento della Funzione Pubblica [4], il dipendente pubblico è esente dall’obbligo di reperibilità per la visita fiscale.

Per essere esonerato dalla visita fiscale, il dipendente deve aver trasmesso all’amministrazione di appartenenza tutta la documentazione formale, che può consistere:

  • nella documentazione relativa alla causa di servizio;
  • nell’accertamento legale dell’invalidità;
  • nella denuncia di infortunio;
  • nel certificato di malattia che giustifica l’assenza dal servizio e che indica la causa di esenzione.

In virtù anche di una riduzione di spesa, la visita fiscale può essere predisposta solo se il periodo di riposo o di convalescenza post ricovero sia certificato dal medico curante e non se predisposto direttamente dall’ente ospedaliero.

Inoltre, per i dipendenti per i quali è stata già effettuata la visita fiscale, il controllo medico non può essere previsto per due volte per lo stesso evento morboso. Se invece viene prolungata la prognosi, o interviene una ricaduta, può essere prevista una successiva visita medica di controllo.

note

[1] Art.71 Dl 112/2008.

[2] Dip. Funz. Pubblica, Circ. n. 8/2008.

[3] Mef, Informativa 30/07/2008.

[4] Dip. Funz. Pubblica, parere n.12567 del 15/03/2010.


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