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Patente ritirata, come avere un permesso di guida

5 marzo 2017


Patente ritirata, come avere un permesso di guida

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 marzo 2017



Una volta ritirata la patente per esaurimento punti, è possibile ottenere dal Prefetto un permesso di guida per lavoro o per assistenza a una persona disabile.

La polizia ti ha ritirato la patente per esaurimento di tutti i punti? Le multe prese ti hanno azzerato i punti senza lasciarti il tempo di frequentare un corso di recupero o di lasciar decorrere i due anni necessari a ottenere i punti persi per buona condotta? Niente panico: se per colpa di questa situazione non puoi andare a lavorare, hai la possibilità di presentare un’istanza al Prefetto e chiedere un permesso di guida per motivi di lavoro. Lo stesso diritto ti spetta se hai necessità di usare l’auto per assistere un familiare disabile dichiarato tale ai sensi della famosa “legge 104[1].

Questa possibilità, che ti spetta per legge, ti consentirà di tornare a guidare per il tempo strettamente necessario a raggiungere il posto di lavoro in attesa che la patente ti venga restituita a seguito dell’esame di guida. Ma procediamo con ordine e vediamo, in caso di ritiro della patente, come avere un permesso di guida per motivi di lavoro.

La prima cosa da fare se vuoi ottenere un permesso di guida per motivi di lavoro, è attivarti entro 5 giorni da quando ti è stata ritirata la patente. Entro tale termine devi inviare un’istanza al Prefetto secondo il modello che a breve riporteremo.

Per poter chiedere un permesso di guida per motivi di lavoro o di assistenza a disabili devono sussistere le seguenti condizioni:

  • dalla violazione commessa non deve essere derivato un incidente stradale;
  • il permesso può essere rilasciato solo per determinate fasce orarie;
  • il permesso non può avere una durata superiore a 3 ore al giorno;
  • la richiesta deve essere motivata e documentata;
  • il raggiungimento del posto di lavoro o di assistenza al disabile tramite mezzi pubblici deve risultare eccessivamente gravoso o impossibile;
  • il permesso può essere rilasciato per più di una volta. Quindi in caso di successive sospensioni della patente non è possibile ottenere lo stesso permesso di guida per motivi di lavoro o di assistenza;
  • il permesso non può essere rilasciato se la sospensione della patente deriva da una violazione di tipo penale collegata cioè alla commissione di un reato.

 

Il rilascio del permesso di guida per motivi di lavoro o di assistenza ha però un effetto negativo: allunga automaticamente il decorso della sospensione della patente. Di quanto lo allunga? Di parecchio: il periodo di sospensione è aumentato di un numero di giorni pari al doppio delle complessive ore per le quali è stata autorizzata la guida, arrotondato per eccesso. L’ordinanza, che eventualmente reca l’autorizzazione alla guida, determinando espressamente fasce orarie e numero di giorni, è notificata immediatamente all’interessato, che deve esibirla ai fini della guida nelle situazioni autorizzate.

 


Istanza al prefetto per un permesso di guida

Ill. mo sig. Prefetto di…

Oggetto: istanza per ottenere il permesso di guida ai sensi dell’art. 218 del decreto legislativo n. 285/1992.

Il sottoscritto sig… nato a… il … c.f…. in qualità di titolare della patente n… categoria B… rilasciata in data … dal Prefetto di … fa presente di:

– essere stato oggetto di provvedimento di ritiro della patente come riportato dal verbale della polizia stradale di … a seguito di esaurimento punti;

-a) di avere necessità di usare l’auto per recarsi sul lavoro posto che l’azienda si trova nel comune di … in via… e che detto luogo non è servito da mezzi pubblici, come da contratto di lavoro che si produce; l’orario di lavoro è dalle ore … alle ore…;

oppure

–b) di avere necessità di prestare assistenza alla sig.ra… madre del sottoscritto, portatrice di grave handicap di cui alla legge n. 104/1992, come da attestazione che si produce.

Chiede pertanto di poter fruire del permesso di guida previsto dal comma 2 dell’art. 218 del Nuovo codice della strada per motivi di lavoro (oppure “per motivi di assistenza).

Ai fini della concessione del suddetto beneficio si fa presente che dalla violazione del codice della strada non sono derivati incidenti stradali e che la stessa non ha rilevanza penale.

Per i motivi su esposti si chiede un permesso di guida giornaliero dalle ore … alle ore… e dalle ore … alle ore… dal lunedì al venerdì (o altri giorni della settimana) per l’intera durata della sospensione della predetta patente di guida.

Luogo, data e firma

note

[1] Art. 33 L. 104/1992:

« – [1. La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, hanno diritto al prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa dal lavoro di cui all’articolo 7 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati.] (comma abrogato)

2.I soggetti di cui al comma 1 possono chiedere ai rispettivi datori di lavoro di usufruire, in alternativa al prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa, di due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del bambino.

3.A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa. Il predetto diritto non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità. Per l’assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente. Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti. (8) (8bis)

3-bis. Il lavoratore che usufruisce dei permessi di cui al comma 3 per assistere persona in situazione di handicap grave, residente in comune situato a distanza stradale superiore a 150 chilometri rispetto a quello di residenza del lavoratore, attesta con titolo di viaggio, o altra documentazione idonea, il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito.

4.Ai permessi di cui ai commi 2 e 3, che si cumulano con quelli previsti all’articolo 7 della citata legge n. 1204 del 1971, si applicano le disposizioni di cui all’ultimo comma del medesimo articolo 7 della legge n. 1204 del 1971, nonché quelle contenute negli articoli 7 e 8 della legge 9 dicembre 1977, n. 903.

5.Il lavoratore di cui al comma 3 ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede.

6.La persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità può usufruire alternativamente dei permessi di cui ai commi 2 e 3, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso.

7.Le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5 si applicano anche agli affidatari di persone handicappate in situazione di gravità.

7-bis. Ferma restando la verifica dei presupposti per l’accertamento della responsabilità disciplinare, il lavoratore di cui al comma 3 decade dai diritti di cui al presente articolo, qualora il datore di lavoro o l’INPS accerti l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a caricodella finanza pubblica».

Autore immagine: 123rf com

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3 Commenti

  1. salve
    mi hanno ritirato patente nel 2010, con tasso alcolico pari a 0.66, dopo 4 mesi con esami ok mi retituiscono patente, con validità 12 mesi.
    A distanza di poco tempo ricevo a casa un rinnovo da incollare sulla patente valido fino a novembre 2017, quindi ho circolato fino ad una settima fà,perchè?
    scaduta patente prenoto la visita ai scuola guida, dopo aver pagato 88 euro, mi dicono che c’è un ostativo,non posso guidare.
    Mi reco in motorizz ,mi informano che esiste questo ostacolo visto che non ho fatto la visita allo scadere dei 12 mesi,rispondo che loro mi inviarono un rinnovo sino al 2017,ma nulla, mi dicono di andare in c m l .
    Il giorno dopo la risposta fu’ di recarmi in commissione per nuovei esami per riavere la patente aggiornata. .(premetto la la patente è in mio possesso) ,il problema del problema è che il primo posto disponibile è a febbraio,quindi rimmarrei a piedi 4 mesi,ho detto 4 mesi.
    Vi informo che dal 2010 al 2017 sono stato fermato diverse volte da polizia ,carabinieri eppure finanza , ho effettuato etilometro altre volte con esito negativo,non ho mai avuto nessun tipo di problema , e risultato sempre a norma.
    Ilgiorno seguente mi recai in prefettura per ulteriori info,e nulla sempre la stessa risposta,quindi chiedo se pooso fare una richiesta di permesso di guida fino a febbraio almeno per lavoro,la risposta è stata un NO secco.
    Ma io mi chiedo , è possibile?

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