Diritto e Fisco | Articoli

Opposizione a decreto ingiuntivo e inattività dell’opponente

4 marzo 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 4 marzo 2017



La mancata opposizione a decreto ingiuntivo, così come pure la mancata costituzione in giudizio nei termini di legge, producono la definitività del decreto ingiuntivo.

Definitività del decreto ingiuntivo

La mancata costituzione in giudizio delle parti, non produce gli effetti di cui all’art. 171 c.p.c., secondo il quale «Se nessuna delle parti si costituisce nei termini stabiliti, si applicano le disposizioni dell’articolo 307, primo e secondo comma.

Se una delle parti si è costituita entro il termine rispettivamente a lei assegnato, l’altra parte può costituirsi successivamente fino alla prima udienza, ma restano ferme per il convenuto le decadenze di cui all’articolo 167.

La parte che non si costituisce neppure in tale udienza è dichiarata contumace con ordinanza del giudice istruttore, salva la disposizione dell’articolo 291».

La mancata costituzione dell’opponente, infatti, non viene in alcun modo sanata dalla eventuale tempestiva costituzione dell’opposto, per essere nelle more intervenuta decadenza [1].

L’unica possibilità che può ritenersi concessa all’opponente per sanare la situazione sembra essere quella del rinnovo della notifica della citazione, qualora, nel frattempo, non siano ancora decorsi i termini per l’opposizione stessa. La giurisprudenza si è, infatti, espressa in tal senso: «L’opponente a decreto ingiuntivo che abbia proposto opposizione non seguita da costituzione in giudizio, ovvero seguita da ritardata costituzione, può legittimamente riproporre l’opposizione entro il termine fissato nel decreto ingiuntivo ai sensi dell’art. 641, primo e secondo comma, c.p.c., accompagnata da rituale e tempestiva costituzione in giudizio. Ne consegue che il giudice del giudizio di opposizione nel quale l’opponente non si è costituito o si è costituito tardivamente, nel caso in cui sia intervenuta una seconda tempestiva opposizione seguita da rituale costituzione in giudizio, e sempre che di tale seconda tempestiva e rituale opposizione sia messo a conoscenza, non può dichiarare esecutivo il decreto ingiuntivo opposto, ma, ove non possa o non ritenga di procedere alla riunione dei due giudizi, dovrà limitarsi a dichiarare la improcedibilità dell’opposizione non seguita da costituzione o seguita da costituzione tardiva; né, sul presupposto che la proposizione della seconda opposizione, seguita da rituale e tempestiva costituzione da parte dell’opponente, abbia sanato la prima opposizione, può decidere nel merito l’opposizione improcedibile. Siffatta possibilità è preclusa, altresì, al giudice dell’appello investito del gravame avverso il provvedimento del giudice che erroneamente abbia dichiarato improcedibile l’opposizione a decreto ingiuntivo e abbia dichiarato esecutivo il decreto opposto» [2].

Rinuncia o revoca del procuratore costituito

Non viene ritenuta inattività dell’opponente la rinuncia o la revoca del procuratore costituito. In proposito la Cassazione si è infatti espressa in tal senso: «Poiché la revoca della procura al difensore o la rinuncia dello stesso al mandato non hanno effetto nei confronti dell’altra parte, né comportano «de plano» il venir meno dell’attività processuale svolta in favore della parte, la mancata nomina di un nuovo difensore in sostituzione di quello dimissionario o revocato non incide sulla costituzione in giudizio della parte. Qualora pertanto, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il procuratore dell’opponente abbia dichiarato di rinunziare al mandato, e l’opponente non abbia provveduto alla sua sostituzione, né sia comparso nella successiva udienza, tale inattività non giustifica la dichiarazione di esecutorietà del decreto opposto ai sensi dell’art. 647 c.p.c.» [3].

note

[1]    Cass. civ., sez. III, 14-6-2006, n. 16117: «Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la tardiva costituzione dell’opponente va equiparata alla sua mancata costituzione, con la conseguenza della improseguibilità della opposizione per effetto del semplice decorso del termine, a nulla rilevando che il creditore opposto si sia poi costituito nel termine assegnatogli, atteso che, una volta verificatasi, detta improseguibilità non può essere eliminata con lo svolgimento di un’attività che interviene oltre il termine previsto».

[2] Cass. civ., sez. I, 23-10-2008, n. 25621.

[3] Cass. civ., sez. III, 4-8-2005, n. 16336.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI