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Lo sai che? Bonifico non autorizzato: che fare se la banca non rimborsa?

Lo sai che? Pubblicato il 25 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 marzo 2017

Sul mio conto risulta un bonifico che avrei eseguito a favore di una persona che non conosco. Ho contattato la mia banca, secondo cui la richiesta di rimborso è stata rifiutata da parte dell’altra banca. Cosa sta succedendo?

La legge [1] stabilisce in modo molto chiaro che nel caso in cui un’operazione non sia stata autorizzata dal cliente, la banca è tenuta a rimborsare immediatamente l’importo dell’operazione stessa (ripristinando l’eventuale conto di pagamento nell’importo precedente all’operazione non autorizzata). Le uniche eccezioni a questa regola sono rappresentate dai casi (che tocca comunque alla banca dimostrare) in cui il cliente sia coinvolto nella frode o non abbia adottato tutte le cautele nell’utilizzo della carta alle quali si è obbligato quando ha sottoscritto il contratto con la banca.

Nel caso in questione risulta anche che il lettore abbia immediatamente comunicato alla banca (come prevede la legge) l’uso non autorizzato dello strumento di pagamento (provvedendo anche alla denuncia all’Autorità di polizia). Pertanto non risulta attualmente giustificato il ritardo della banca nel provvedere al rimborso.

Il consiglio pratico che, a questo punto, si può dare è di fare reclamo alla banca (a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento), descrivendo dettagliatamente i fatti nella loro successione cronologica, allegando copia della denuncia presentata agli organi di polizia ed anche la mail di risposta del funzionario, contestando la condotta del funzionario e, quindi, della banca che non ha provveduto al rimborso e chiedendo, quindi, che si provveda all’immediato rimborso della somma relativa all’operazione non autorizzata.

Il reclamo deve essere inviato all’ufficio reclami della banca il cui recapito è indicato nel sito della banca stessa e dovrebbe essere specificato anche nei fogli informativi che la banca deve aver fornito all’atto della conclusione del contratto che regola i rapporti del cliente con l’istituto (solitamente le banche predispongono dei moduli per la presentazione dei reclami: il lettore potrà, se vuole, utilizzare questi moduli reperibili nelle sedi della banca stessa, ma dovrà comunque spedirli a mezzo di raccomandata a.r.). A quel punto, la banca avrà trenta giorni di tempo per fornire motivata risposta. Se la risposta non dovesse pervenire entro il termine di trenta giorni oppure essere negativa, il lettore avrà la possibilità di portare il caso dinanzi all’Arbitro Bancario e Finanziario.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Art. 11, d. lgs. n. 11 del 27.01.2010.


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