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La ex nuora può impossessarsi del denaro dei suoceri?

25 marzo 2017


La ex nuora può impossessarsi del denaro dei suoceri?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 marzo 2017



Mio fratello sta divorziando; possono i miei genitori prelevare in contanti i loro risparmi o fare a me una donazione in modo che la ex di mio fratello non se ne appropri?

La legge prevede una regolamentazione ben precisa per la gestione dei rapporti economici tra i coniugi a seguito di separazione e conseguente divorzio.

Senza soffermarsi sugli aspetti tecnici, poco rilevanti per la risposta al quesito in oggetto, qualunque sia il provvedimento giudiziario di regolamentazione economica assunto dal giudice in fase di rottura del matrimonio, le eventuali disposizioni giudiziali poste a favore o a carico di uno dei due coniugi, quali assegni di mantenimento per addebito o di mantenimento per la prole non ancora autosufficiente economicamente o quant’altro, vanno ad incidere solo ed esclusivamente sul patrimonio personale del coniuge onerato dal provvedimento.

Nel caso in questione, posto che la decisione del giudice sia volta a favorire le tasche della ex moglie, questa – laddove non riuscisse a soddisfarsi economicamente di quanto disposto dal giudice in sentenza – potrà rivalersi esclusivamente su quest’ultimo, sia penalmente che civilmente, ma non potrà di certo intaccare i risparmi dei suoi genitori, parti terze ed estranee al rapporto di matrimonio.

Viceversa, se la  preoccupazione de lettore risiede in un eventuale giudizio intrapreso dalla ex moglie e finalizzato ad ottenere l’assegnazione di quei beni caduti in comunione legale col marito in costanza di matrimonio (sempre che di comunione si tratti nel caso di specie), anche qui ad essere interessati sarebbero solo i beni acquisiti dai due coniugi durante la vita matrimoniale, senza coinvolgimento di terzi.

Non solo. La legge prevede ulteriori limitazioni all’istituto della comunione, in quanto non tutti i beni acquisiti in costanza di matrimonio dai due coniugi ricadono all’interno di questo istituto (la comunione legale dei beni, per l’appunto). Ad esempio, tra i beni non rientranti vi sono i cosiddetti beni personali, tra i quali i beni acquisiti durante il matrimonio per donazione o successione, a meno che nella donazione o successione non sia specificato che essi sono attribuiti alla comunione. Conseguentemente, anche nell’ipotesi in cui il fratello del lettore avesse ricevuto dai suoi genitori quelle somme ad oggi depositate nel loro conto corrente a titolo di donazione o (nell’ ipotesi della loro morte durante il rapporto di connubio) a titolo di successione, queste non sarebbero, comunque, cadute in comunione con la ex moglie che non avrebbe il diritto di pretenderle.

Pertanto, il lettore non dovrà preoccuparsi dei risparmi dei suoi genitori, né avrà la necessità di disporne un trasferimento all’interno del suo conto bancario per sfuggire alle pretese della oramai ex cognata, poiché quest’ultima non avrà alcun diritto di prelevarli, né di pignorarli.

Viceversa, i rapporti patrimoniali saranno così regolati:

  • se il giudice dovrà pronunciarsi sull’assegno di mantenimento da dare ad uno dei due coniugi o al figlio minorenne (come sembra nel caso), dovrà basarsi sulle sole capacità economiche dei due ex coniugi, che dal punto di vista reddituale sembrano equivalersi nella fattispecie;
  • se il giudizio riguarderà l’assegnazione dei beni caduti in comunione legale (sempre che all’atto di matrimonio non sia stata scelta la separazione dei beni, in questo caso il problema manco si porrebbe visto che i beni sin dal principio resterebbero di proprietà dei singoli proprietari), bisognerà dapprima quantificare le proprietà acquistate dai due coniugi in costanza di matrimonio e poi procedere alla loro divisione, ferme restando le eccezioni previste dalla legge, come quella sopra descritta e relativa alla categoria dei beni personali che viene sottratta alla comunione.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla

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