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Facebook: cosa rischio se uso un nome di fantasia?

26 marzo 2017


Facebook: cosa rischio se uso un nome di fantasia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 marzo 2017



Per fare commenti politici uso un profilo Fb con un nome di fantasia che è stato associato a un politico del mio paese che non c’entra nulla e che vuole accertare il vero autore del profilo. Cosa rischio?

Partiamo con il dire un fatto che potrà sembrare ovvio: il lettore ha tutto il diritto di gestire una pagina facebook e di darle il nome che più ritiene opportuno. Ha il diritto di pubblicare sulla sua pagina facebook le notizie e le informazioni che ritiene utili al suo sacrosanto diritto di manifestazione del pensiero e di critica politica.

Detto questo, è altrettanto evidente, che il diritto di critica e di cronaca incontri dei limiti volti a salvaguardare, in buona sostanza, la reputazione e l’onorabilità altrui. È per questo motivo che la giurisprudenza, particolarmente ricca in tema di diffamazione a mezzo stampa (a cui va equiparato facebook) ha evidenziato delle regole di comportamento sintetizzabili in:

  1. la verità della notizia;
  2. l’interesse alla conoscenza della stessa;
  3. il modo di espressione che non deve essere ingiurioso e/o offensivo.

In buona sostanza, per quel che riguarda i nostri fini, se è vero, come il lettore dice, che non ha mai utilizzato nei confronti del consigliere (o di chiunque altro) espressioni volgari, diffamatorie (chiamandolo ad esempio ladro) limitandosi a raccogliere notizie già pubbliche e a esprimere, rispetto alle stesse, commenti politici anche sprezzanti, egli non ha commesso e non sta commettendo alcun tipo di reato. I diritti di critica e di libera manifestazione del pensiero sono diritti di rango costituzionale la cui compressione è giustificata solo in funzione di analoghi diritti altrui. Questo significa che sino a quando non diffamerà o calunnierà la persona o le persone in oggetto (accusandole, ad esempio, di commettere dei reati o offendoli sul piano personale) o non utilizzerà, per esprimere un suo legittimo pensiero, un linguaggio inutilmente volgare, il lettore non corre alcun rischio di ricevere sanzioni di tipo penale.

Non c’è, quindi, alcuna necessità di chiudere il profilo facebook: il lettore non sta facendo nulla di penalmente rilevante. Le valutazioni politiche e la critica a quello che un personaggio pubblico, com’è il consigliere comunale, afferma o fa, è del tutto lecita, legittima e di interesse pubblico.

Il consigliere può chiaramente richiedere tutti gli accertamenti che ritiene necessari, sporgendo formale denuncia-querela, evidenziando quei fatti che, a suo dire, configurano reati. Spetterà poi alla magistratura valutare se, ed eventualmente quali, accertamenti fare. Spetterà agli inquirenti valutare l’opportunità e l’utilità di richiedere – cosa teoricamente possibile – a facebook di svelare l’identità dell’amministratore della pagina.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Antonio Ciotola


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