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Tari, come ottenere una riduzione dell’imposta sui rifiuti

6 marzo 2017


Tari, come ottenere una riduzione dell’imposta sui rifiuti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 marzo 2017



Se il servizio di raccolta della spazzatura non funziona, il contribuente può chiedere uno sconto dell’80% sulla Tari dovuta per l’anno d’imposta.

Se il servizio di raccolta della spazzatura non funziona e, in città, i sacchetti dell’immondizia non vengono ritirati, con disagi per tutti i cittadini, è possibile ottenere una riduzione dell’80% sulla Tari dovuta. Non c’è bisogno di dimostrare di aver subito un danno: è sufficiente documentare l’effettivo blocco della gestione del servizio rifiuti. È quanto prevede una recente sentenza della Commissione Tributaria provinciale di Vibo Valentia con una recente sentenza [1]. Ma procediamo con ordine e vediamo come, alla luce di quanto prevede la normativa che istituisce la Tari, come ottenere una riduzione dell’imposta sui rifiuti.

Come ottenere una riduzione della Tari

Partiamo da quello che prevede la legge. La normativa istitutiva dell’imposta unica comunale (Iuc) prevede [2], con riferimento all’imposta sui rifiuti (Tari), quanto segue:

«La Tari è dovuta nella misura massima del 20 per cento della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente».

In altre parole, la legge stabilisce la possibilità, per ogni contribuente, di ottenere una riduzione della Tari pari all’80% dell’importo normalmente dovuto se questi riesce a dimostrare:

  • che, nella propria città, non è stato svolto il servizio di raccolta dei rifiuti;
  • oppure che il servizio, benché effettuato, è stato svolto in modo non corretto (si pensi alla violazione della disciplina sulla raccolta differenziata) o non completo (come nel caso in cui la raccolta avvenga a singhiozzo), anche se per motivi di sciopero o per altri impedimenti imprevedibili di tipo organizzativo. È necessario, però, che tale inadempimento abbia comportamento una situazione – riconosciuta dall’Asl o dalle altre autorità sanitarie – di emergenza ambientale o un pericolo alla salute delle persone.

Si tratta di un’evenienza tutt’altro che rara nelle nostre città, dove spesso si assiste a un vero e proprio collasso del sistema raccolta e gestione dei rifiuti, con accumulo di tonnellate di immondizia ai margini della strada, accanto ai cassonetti o vicino alle abitazioni dei contribuenti o, ancora, nelle zone verdi, provocando il proliferare di insetti, topi, esalazioni di cattivi odori e intollerabilità dell’aria, ecc. Ancora più frequenti sono i casi di violazione delle regole sulla raccolta differenziata da parte degli incaricati al servizio di raccolta dei sacchetti dell’immondizia, prima ancora che da parte dei cittadini.

Ebbene, tutte le volte in cui si verificano situazioni di questo tipo, con grave danno o all’ambiente o alla salute pubblica, danno documentato dall’Autorità sanitaria, tale situazione di mancato svolgimento del servizio rappresenta il presupposto per ottenere la riduzione dell’80% sulla tariffa della Tari.

Secondo la sentenza in commento, il Comune non può evitare la condanna a restituire la Tari ai cittadini (o ad accordare lo sconto del’80%) sostenendo di aver adottato un’ordinanza con cui obbliga la società di gestione della raccolta dei rifiuti a proseguire coattivamente la raccolta. Né è necessario che l’Autorità sanitaria abbia emanato un vero e proprio provvedimento formale che attesti la situazione di reale pericolo o danno per la persona o la salute pubblica. Basterebbe anche un sollecito indirizzato al Comune per evitare il rischio.

Condizioni per ottenere uno sconto sulla Tari

È vero che il presupposto della Tari è la semplice istituzione del servizio e non la materiale fruizione dello stesso; ma è anche vero che – per come abbiamo accennato in apertura – la normativa consente a ogni contribuente di ottenere una riduzione della Tari al ricorrere di due condizioni alternative:

  • il mancato svolgimento del servizio o lo svolgimento in grave violazione della disciplina di riferimento;
  • l’interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione di danno o pericolo per persone o ambiente.

Basta anche uno solo dei due predetti presupposti per garantire a ogni contribuente la possibilità di richiedere una riduzione dell’imposta sui rifiuti pari almeno all’80% del dovuto. Il cittadino peraltro non deve neanche dimostrare di aver subito un effettivo danno alla salute o di essere rimasto con le finestre di casa chiuse per via della puzza; né deve fornire prove di altri pregiudizi come la presenza di topi attorno al palazzo o per le strade, ecc. È sufficiente che il servizio non rispetti i basilari elementi che dovrebbero caratterizzarlo, anche per cause per le quali il Comune non ha alcuna colpa.

note

[1] Ctp Vibo Valentia sent. n. 931/2/2016.

[2] Art. 1 co. 656 L. 147/2013; art. 37 regolamento Iuc.

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