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Lo sai che? La cartella è nulla se la notifica è invalida

Lo sai che? Pubblicato il 8 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 marzo 2017

La Commissione Tributaria di Napoli conferma la nullità delle cartelle invalidamente notificate. Non conviene la rottamazione.

Mancano ancora pochi giorni alla “rottamazione” (vero e proprio condono) delle cartelle esattoriali relative al periodo che va dal 2000 al 2016. Entro il 31 marzo prossimo, i cittadini interessati dovranno depositare una specifica istanza ad Equitalia per usufruire di tale opportunità. In alcuni casi il risparmio potrebbe rivelarsi notevole, visto che, ad esempio, per le imposte accertate e non pagate non saranno dovute le previste sanzioni.

Tuttavia ci sono molte situazioni in cui la predetta “rottamazione” non conviene assolutamente. Uno di questi è la prescrizione del tributo, del contributo previdenziale o della multa contemplati nella cartella o nelle cartelle da rottamare. In questo caso, infatti, la scadenza del termine previsto dalla legge per la prescrizione degli oneri richiesti dall’agente della riscossione, impone al cittadino di fermarsi. Equitalia non può pretendere il pagamento in oggetto e se lo dovesse fare, avete tutto il diritto di fare ricorso e di ottenere una sentenza che estingue il vostro debito e condanna la controparte alle spese.

Altra ipotesi non meno frequente è quella della cartella esattoriale notificata invalidamente. Molti cittadini hanno ricevuto o ricevono degli atti di intimazione che contengono alcune cartelle mai ricevute oppure, esaminando il proprio estratto di ruolo, notano la presenza di cartelle a loro sconosciute. Ebbene, negli esempi appena riportati, con buona probabilità questi atti sono annullabili, poiché mai recapitati validamente. Anche in questo caso, non conviene assolutamente “rottamare” (sarebbero soldi buttati), ma eventualmente fare ricorso per ottenere ragione.

Se la notifica è invalida, posso fare ricorso?

Assolutamente si, anche se normalmente c’è un termine da rispettare per fare ricorso:

  • 30 giorni per le cartelle aventi a oggetto una multa;
  • 40 giorni per le cartelle aventi a oggetto un contributo previdenziale;
  • 60 giorni per cartelle aventi a oggetto un tributo (iva, irpef, bollo auto, canone rai, ecc).

Ebbene, nel caso di una cartella mai recapitata validamente, non c’è termine per proporre ricorso e per ottenerne l’annullamento, con la conseguente condanna dell’agente della riscossione. Tale conclusione è stata chiaramente precisata dalla Suprema Corte di Cassazione [1], secondo la quale i termini per fare causa ….non possono che decorrere dalla (valida) notificazione dell’atto …. e che …ove l’atto non risultasse (validamente) notificato, i termini non hanno neppure iniziato a decorrere. La Corte, inoltre aggiunge che ….l’omessa comunicazione, nei modi di legge, del provvedimento recettizio (nella specie l’atto tributario) comporta il mancato decorso dei termini d’impugnativa e impedisce che l’atto diventi inoppugnabile…

In altre parole, se non avete mai ricevuto la cartella, essa vi è stata recapitata in modo non valido. Per tale ragione, avete tutto il diritto di fare ricorso e non c’è un termine limite per depositarlo.

Posso fare ricorso contro una cartella vista nell’estratto di ruolo?

Se consultando il vostro estratto di ruolo, notate che c’è qualche cartella a voi sconosciuta, con molta probabilità non vi è stata mai recapitata validamente. In questo caso avete tutto il diritto di fare ricorso, come già precisato in precedenza.

Anche tale conclusione è confermata dalla Cassazione citata in nota, secondo la quale ….è ammissibile l’impugnazione della cartella (e/o del ruolo) che non sia stata (validamente) notificata e della quale il contribuente sia venuto a conoscenza attraverso l’estratto di ruolo…..

A tal proposito, recentemente, la Commissione Tributaria Provinciale di Napoli [2] ha esaminato un’ipotesi del genere, accogliendo il ricorso del contribuente proposto contro delle cartelle esattoriali mai ricevute validamente e contenute nell’estratto di ruolo del medesimo. In particolare, nel caso esaminato dalla Commissione, le cartelle erano state depositate presso la casa comunale, poiché il destinatario era risultato temporaneamente assente. Tuttavia egli non era stato informato del predetto deposito con la dovuta successiva lettera raccomandata, così come impone la legge [3].

La Commissione, rilevati i descritti vizi, ha annullato le cartelle e condannato Equitalia al rimborso delle spese di giudizio.

note

[1] Cass. Sez. Un. sent. n. 19704 del 02.10.2015.

[2] CTP di Napoli sent. n. 3523.2017.

[3] Art. 140 cod. proc. civ.


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