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Lo sai che? Che fare se la vicina allaccia il gas sulla mia proprietà?

Lo sai che? Pubblicato il 26 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 marzo 2017

Sono proprietaria di passaggio pedonale; non mi è stata chiesta autorizzazione per l’allacciamento gas per la mia vicina. Posso essere risarcita? C’è una servitù di passaggio?

La problematica riferita riguarda, come correttamente intuito, la disciplina delle servitù prediali [1]. La servitù prediale è definita quale il peso imposto sopra un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario, sicchè l’apposizione di tubazioni (sia che queste riguardino i collegamenti fognari o la distribuzione di acqua o gas) rientrano all’interno della disciplina rappresentando un “peso” che il fondo deve sopportare.

Il suddetto diritto reale deve, tuttavia, essere concesso dal proprietario del fondo, per cui la lettrice ha ragione nel lamentarsi circa l’esecuzione di lavori di cui non è stata informata né ha autorizzato. La sua vicina, nonché la ditta erogatrice del servizio, avrebbero dovuto, pertanto, proporle la costituzione di una servitù di passaggio ai fini della posa delle tubazioni, previo pagamento di un corrispettivo per l’aggravio arrecato al suo fondo.

È estremamente difficile calcolare il prezzo equo da richiedere ai fini della costituzione della servitù, si tratta di attività di pertinenza di tecnici quali geometri e/o ingegneri a fronte della visione e dello studio dei luoghi. Comunque, si indica genericamente che in tali casi va considerata, quale criterio di calcolo, la minore utilità che può derivare al fondo dalla imposizione della servitù in relazione al valore venale della porzione di terreno occupata.

Ciò posto, le azioni esperibili nella suddetta fattispecie sono in primo luogo:

  • la richiesta di rimozione delle tubazioni illegittimamente posate sul fondo;
  • il risarcimento dei danni.

Ma non è tutto. Gli eventi riportati sembrano integrare anche il reato di invasione di terreni o edifici [2]: chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da 103 euro a 1032 euro.

Se così stanno le cose, la lettrice ha dunque la possibilità non solo di adire il giudice ordinario ai fini di cui sopra, ma altresì quello di sporgere una querela nei confronti della ditta. La lettrice dovrà invitare le controparti a riconoscerle un giusto prezzo a fronte della servitù di fatto esistente al momento, cercando dapprima una soluzione bonaria della controversia che le farebbe guadagnare tempo e denaro.

Quanto alla servitù di passaggio pedonale, l’usucapione, seppur oggetto di una possibile eccezione, deve essere accertata in un giudizio e statuita con sentenza di un giudice. Sino ad allora, e sia pure in caso di compravendita, a meno che non voglia essere costituita per comune intento delle parti, non vi sarà alcun obbligo di formalizzazione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Alessandro Dini

note

[1] Artt. 1027 ss. cod. civ.

[2] Art. 633 cod. pen.


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