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Come non pagare il canone Rai dopo la riforma

6 marzo 2017


Come non pagare il canone Rai dopo la riforma

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 marzo 2017



Nonostante l’addebito diretto del canone Rai sulla bolletta della luce è possibile non pagare l’abbonamento tv dotandosi di un video che capti il digitale terrestre.

Se sei tra quei contribuenti che ritengono il cosiddetto abbonamento tv un’imposta «socialmente ingiusta», non solo per le sue modalità di riscossione, ma anche perché volta a finanziare trasmissioni di scarsa qualità (le reti pubbliche), ecco che arriva un suggerimento per non pagare il canone Rai.

All’alba della nuova normativa introdotta l’anno scorso, che prevede la riscossione dell’imposta sugli apparecchi televisivi tramite addebito automatico nella bolletta della luce, sono in molti i contribuenti che si sono chiesti come sia possibile sfuggire a questa tassazione. La legge indica un solo modo: dichiarare con un’autocertificazione di non possedere alcuna televisione e farlo entro «tempi tecnici» stabiliti dalla legge: termini che, una volta scaduti, non possono essere più recuperati neanche rivolgendosi al giudice e dimostrando, comunque, che dentro la propria casa non c’è alcuna televisione.

Su internet esistono diversi siti che consigliano come non pagare il canone Rai ma in pochi sono ormai aggiornati alla riforma e, anzi, con le nuove regole, sembra che tutti si siano messi un po’ «l’anima in pace», costretti a dover subire il salasso sulle fatture elettriche per 10 mesi l’anno. Invece esiste ancor oggi un metodo del tutto legittimo e legale, senza alcun rischio di accertamenti fiscali, che consente di non vedersi addebitare il canone Rai. Ecco come.

Il canone Rai è dovuto solo sulla detenzione di apparecchi «atti o adattabili a ricevere onde audio-video». Insomma, la classica scatola televisiva dotata di sintonizzatore. Dunque il monitor di un computer o qualsiasi altro schermo a cui non può essere attaccato il classico «cavo dell’antenna» non scontano l’abbonamento tv.

In sostanza le cose stanno così. Innanzitutto il canone non è il pagamento per un servizio ma una tassa di possesso per un apparecchio in grado di ricevere un segnale radio-televisivo. Che tu lo usi o meno poco importa: se è nelle tue disponibilità paghi, anche se poi la tv la vedi sul pc.

L’altra discriminante non è dove vedi la tv ma da dove prendi il segnale. Se il segnale arriva da Internet non paghi; se arriva dall’etere paghi. Se guardi la tv su un monitor, ma il monitor è collegato a un decoder o a un pc che prende il segnale del digitale terrestre allora paghi (perché usi un decoder collegato all’antenna o un tuner tv sempre collegato all’antenna). Se vedi le tv con una connessione dati – ossia su internet – non paghi, che sia uno schermo, un pc, un portatile, un tablet, uno smartphone o altro. La discriminante insomma è da dove proviene il segnale.

Pertanto, se guardi la tv in streaming non paghi, ma non dovresti avere in casa nessun apparecchio atto a ricevere un segnale radio-televisivo. Che lo usi o meno poco importa, se è nelle tue disponibilità paghi.

Esiste un ulteriore metodo per non pagare il canone Rai dopo la riforma e, nello stesso tempo, non privarsi dell’intrattenimento: la televisione in streaming. Un esempio recente è Netflix. Tutte le reti televisive su internet infatti non richiedono un apparecchio «atto o adattabile a ricevere onde audio-video», necessitando solo di una connessione wi-fi.

Chiaramente in tutte queste ipotesi, per non pagare il canone Rai dovrai comunicare, all’Agenzia delle Entrate, di non possedere alcuna televisione a casa, né potrai effettivamente possederla. Dovrai cioè limitarti a utilizzare schermi su cui non sia possibile agganciare il cavo antenna. A tal fine dovrai spedire, in via digitale, il nuovo modello di autocertificazione in cui dichiarerai al fisco, sotto tua personale responsabilità penale, la non detenzione di alcuna tv (ovviamente non possono detenerla neanche i familiari con te conviventi).


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5 Commenti

  1. Chi guarda i programmi RAI è giusto che paghi il canone. Pagare tutti per pagare meno. Altro discorso è la qualità dei programmi e dei notiziari. RAI e TV private hanno programmi di bassa qualità, pieni di volgarità, scadenti sotto molto aspetti. I Giornalisti molto spesso sono spudoratamente schierati e fanno programmi populisti, scandalosi per i (non) contenuti.

    1. dimmi come mai media 7 va avanti e mamma rai ha bisogno del canone sarà per sprecare o regalarsi di più sveglia

  2. Forse chi ha scritto l’articolo è l’unico in Italia a pagare il canone Rai sulla bolletta del telefono. Tutti gli altri pagano sulla bolletta dell’energia elettrica.

  3. Pagare tutti per pagare meno… non hai capito allora il punto della faccenda: pagare una tassa di proprietà dopo che hai acquistato un bene e pagata l’iva non è giusto per principio… quante volte lo stato deve prendere il pizzo su quello che facciamo/compriamo?
    Per principio secondi me le tasse sono in cambio di un servizio; il bollo auto se usi le strade, non se vai a lavorare all’ estero e la macchina resta in garage dei genitori per due anni… La rai prende i soldi dalle pubblicità? e allora è una televisione commerciale, per cui niente canone.

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