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Lo sai che? La sentenza del giudice tributario è immediatamente esecutiva

Lo sai che? Pubblicato il 8 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 marzo 2017

Immediata esecutività della sentenza che annulla in tutto o in parte la pretesa del Fisco: no alle misure cautelari di riscossione anche se la sentenza non è ancora definitiva.

Definitivo chiarimento da parte delle Sezioni Unite della Cassazione [1]: la sentenza della Commissione Tributaria ha efficacia immediatamente esecutiva anche se non è ancora passata in giudicato.

La Suprema Corte è stata chiamata a dirimere il contrasto giurisprudenziale sulla seguente questione: se la pronuncia del giudice tributario in senso (totalmente o parzialmente) favorevole al contribuente, sia pure ancora soggetta ad impugnazione, possa sospendere la misura cautelare dell’iscrizione nei ruoli straordinari, oppure se questa resti insensibile alla statuizione giudiziale e i suoi effetti perdurino fino all’eventuale sopravvenire del giudicato negativo del credito.

Più in generale, si trattava di specificare, una volta per tutte, se la sentenza favorevole al contribuente possa avere già immediata efficacia esecutiva o sia, invece, necessario attendere il suo passaggio in giudicato.

Si tratta di una questione di notevole importanza nel rapporto tra contribuenti e Fisco, se solo si pensa a tutte le sentenze che, accogliendo il ricorso dei primi, annullano in tutto o in parte le pretese fiscali. Il mancato riconoscimento dell’esecutività immediata di tali pronunce, bloccherebbe la posizione del contribuente, esposto ai rischi della riscossione coattiva fino all’esaurimento di tutti i gradi di impugnazione, fino a quando, cioè, non giunga una pronuncia definitiva di accertamento negativo del credito.

Ebbene le Sezioni Unite, hanno affermato l’immediata esecutività delle sentenze tributarie favorevoli, totalmente o parzialmente, al contribuente.  L’immediata esecutività è stata peraltro espressamente prevista e ampliata dalla recente riforma del processo tributario [2].

Prima ancora di tale intervento, però, l’immediata efficacia rinveniva la sua specifica base normativa nella disposizione [3] che prevede l’obbligo dell’Amministrazione di rimborsare entro breve termine al contribuente quanto versato in eccedenza rispetto alla sentenza di accoglimento totale o parziale del ricorso , nonché in quella che disciplina la riscossione frazionata e graduale del tributo e dei relativi interessi sempre sulla base delle statuizioni della sentenza.

Di conseguenza, se quanto già eventualmente riscosso in più va (celermente) restituito, non può configurarsi la riscossione di un credito la cui esistenza sia stata negata dalla pronuncia del giudice.

Inoltre, in tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, la legge prevede espressamente che le sentenze delle commissioni tributarie concernenti provvedimenti di irrogazione delle sanzioni sono “immediatamente esecutive” [4].

Se, dunque, il giudice tributario annulla, totalmente o parzialmente, l’atto impositivo (pur se in via non definitiva in attesa dell’eventuale giudizio di impugnazione), quest’ultimo, rispettivamente in toto o nei limiti della parte annullata, non può che perdere efficacia e non può più legittimare, in radice, l’inizio o la prosecuzione di un’azione di riscossione provvisoria, anche avente natura cautelare.

Non si potrebbe riconoscere alla misura cautelare dell’iscrizione nei ruoli straordinari una capacità di resistenza alla sentenza di annullamento dell’avviso di accertamento che ne costituisce il presupposto di base: tale riconoscimento non ha fondamento normativo e non risponde ad un equo bilanciamento degli interessi contrapposti.

La pronuncia in esame precisa poi che il processo tributario è annoverabile non tra quelli di “impugnazione-annullamento” bensi’ tra quelli di “impugnazione-merito“, in quanto è diretto, non alla mera eliminazione dell’atto impugnato, ma, estendendosi al rapporto d’imposta, alla pronuncia di una decisione di merito sostitutiva sia della dichiarazione del contribuente sia dell’accertamento dell’amministrazione [5].

Da ciò discende la necessità di riconoscere immediata esecutività alla sentenza favorevole al contribuente che annulli in tutto o in parte la pretesa fiscale.

note

[1] Cass. Sez. Unite, sent. n. 758 del 13.01.2017.

[2] D.Lgs n. 156/2015.

[3] Art. 68 D.Lgs n. 546/1992.

[4] Art. 18 D.Lgs. n. 472/1997.

[5] Cass. sentt. n. 4280/2001, 3309/2004, 6918/2013, 19750/2014.


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