L’esperto | Articoli

La parcella dell’avvocato: quali sono le voci da inserire?

7 marzo 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 7 marzo 2017



L’imposta sul valore aggiunto, il contributo previdenziale e il rimborso spese forfettario sono oneri accessori dovuti per legge dal cliente all’avvocato.

Spesso, ricevuta la fattura (o la parcella) dal proprio avvocato per il pagamento delle prestazioni professionali svolte, il cliente si trova di fronte ad alcune voci di spesa (intese quali ulteriori costi da sostenere) che, di fatto, incidono in misura considerevole sull’importo totale da pagare al professionista per la prestazione che questi ha svolto nell’interesse del proprio assistito.

Oltre al pagamento dell’onorario e dei diritti (per esempio e per comodità ipotizziamo mille euro) in fattura dovranno essere inserite alcune ulteriori voci: la prima sarà, chiaramente, quella relativa alle cosiddette «spese vive». Per spese vive si devono intendere tutti quei costi che l’avvocato ha effettivamente sostenuto, anticipandoli nell’interesse del cliente, nello svolgimento della propria prestazione professionale. Si pensi, ad esempio, ai costi in marche da bollo, fotocopie, corrispondenza e quant’altro.

Sin qui nessun problema: l’avvocato ha anticipato dei costi ed è assolutamente comprensibile e giusto, nell’ottica del cliente, che gli vengano rimborsati. Oltre al rimborso delle «spese vive» sostenute (che rappresentano, quando documentate, delle spese non imponibili, cioè delle somme sulle quali non vanno pagate imposte)  la parcella conterrà un ulteriore voce di rimborso spese, cosiddetto «rimborso spese generali» pari al 15% dell’imponibile (nell’esempio che si sta facendo pari a euro 150 cioè al 15% di 1000).

La peculiarità di questa voce di spesa sta nel fatto che essa è dovuta a prescindere dalla effettiva dimostrazione che quei costi sino stati concretamente sostenuti e, secondo la Cassazione [1] anche a prescindere da un loro formale riconoscimento e attribuzione nella sentenza. Mi spiego meglio.

Com’è noto, in tema di spese di giudizio, vige la cosiddetta «regola della soccombenza», la quale, in buona sostanza, prevede che la parte che perde la causa è, in genere, condannata al pagamento delle spese che l’altra parte ha dovuto sostenere per affrontare il processo. Anche se nella sentenza non dovesse essere specificamente riportata la voce rimborso forfettario al 15%, queste somme sarebbero comunque da conteggiare.

Sulla cifra risultante dalla somma delle due voci precedenti (onorario e spese generali al 15%) va poi applicato un contributo del 4% quale c.p.a  (Cassa previdenziale degli avvocati) e, infine, l’Iva (imposta sul valore aggiunto) al 22% sulla cifra risultante dopo aver applicato l’aumento per il contributo previdenziale.

Volendo schematizzare possiamo riportare i dati come segue:

Voce

Misura 

Importo
1) Spese vive (esenti se documentate: ad es. marche da bollo, fotocopie, corrispondenza) 250€
2) Diritti e onorari 1.000 €
3) Rimborso forfettario del 15% 15% calcolato sulla voce sub 2) 150 €
4) Imponibile


2) + 3) 1.150 €
5) Cassa avvocati (CPA) 4% su valore sub 4) 46 €
6) Iva 22% su sub 4) + 5) 263,12 €
TOTALE 1.709,12 €


Quello proposto è il caso di cliente privato senza partita iva. Per il caso, invece, di fattura emessa nei confronti di possessore di partita iva vi è una ulteriore voce, la  cosiddetta «ritenuta di acconto» pari al 20% che si detrae dall’imponibile dopo aver applicato l’Iva.

Com’è evidente, a fronte del pagamento di un onorario professionale di mille euro, i costi che il cliente si troverà effettivamente a dover sostenere sono considerevolmente più alti, a causa dell’operare degli  «accessori di legge» e del carico fiscale.

note

[1] Cass. Sent. n. 17046/2015


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI