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Lo sai che? Cosa rischia chi va a prostitute?

Lo sai che? Pubblicato il 7 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 marzo 2017

La prostituzione in Italia è lecita: di conseguenza, andare a prostitute non è un reato. Possibile, però, che non vi sia alcuna conseguenza? Vediamo.

Come già esposto in Andare a prostitute è legale?, la prostituzione in Italia è lecita: di conseguenza, andare a prostitute non è un reato. Stesso discorso per chi compia atti osceni in luogo pubblico (a meno che non ci siano minori nelle vicinanze), cioè per chi consuma un rapporto sessuale in auto con una prostituta, in un luogo che sia affacciato sulla pubblica via o facilmente visibile da altri (ad esempio, nel parcheggio di un supermercato) [1]. Si prevede, infatti, solo una sanzione amministrativa che oscilla tra i 5.000 e i 10.000 euro. La fedina penale, quindi, resta immacolata e ciò vale anche per la prostituta che va in giro vestita succintamente o con abiti che possano offendere il decoro pubblico, fermo restando, però, che non deve commettere atti contrari al pubblico pudore: in pratica, il suo abbigliamento non deve essere tale da destare turbamento tra la gente (ad esempio, scoprendo seno e sedere). Anche in tal caso, comunque, si è in presenza di un semplice illecito amministrativo. Solo una bella multa ma non di più.

Cosa rischia chi va a prostitute?

Ma allora cosa comporta effettivamente andare a prostitute? Nessun reato, questo è assodato: il soggetto, quindi, non può essere schedato dalla polizia, non può essere pedinato, non gli si possono chiedere le generalità, i documenti o i dati personali, non può essere portato in commissariato né interrogato.

Da un punto di vista civilistico, il contratto stipulato con la escort è nullo: ciò in quanto l’accordo della donna con il cliente con cui essa si impegna – dietro pagamento – a eseguire una prestazione (anche a domicilio) ha oggetto l’effettuazione di una prestazione sessuale che si considera contraria al buon costume. Tuttavia, non si deve pensare che tale nullità comporti grosse conseguenze a livello giudiziario: semplicemente, se il cliente o la prostituta non dovessero adempiere, rifiutandosi di eseguire la propria prestazione, non gli si potrebbe chiedere l’esecuzione forzata del contratto o il risarcimento del danno. E ciò vale anche per chi paga una escort e poi resta insoddisfatto della prestazione: non potrà chiedere a un giudice la restituzione di quanto pagato. Dal lato contrario, la prostituta che, al termine del rapporto non venga pagata, non può chiedere un decreto ingiuntivo al cliente.

Prostituzione: è sempre legale?

Dunque, se la prostituzione non è reato, passare la serata o la giornata in compagnia di una escort è pienamente legale. Ma ciò non significa che qualche conseguenza negativa non vi sia comunque.

Si pensi a Tizio che si ferma a bordo strada per far salire in auto la escort o per accordarsi sul prezzo. Il codice della strada parla chiaro: il conducente che abbassa il finestrino ai margini del marciapiede può costituire un pericolo o un intralcio per la circolazione e può essere sanzionato con una multa.

Ancora: ipotizziamo che Caio, affezionato cliente, quotidianamente accompagni la lucciola sul marciapiede, suo “luogo di lavoro” [2]. Ancora una volta, nessun reato, ma un giudice potrebbe ipotizzare che tale condotta integri un’ipotesi di sfruttamento della prostituzione, facendo scattare la condanna penale.

Da un punto di vista civilistico invece l’eventuale contratto – scritto o verbale – con la prostituta è nullo. Questo significa solo che se il cliente non è soddisfatto della prestazione sessuale o non la riceve nei termini concordati non può fare causa alla prostituta per ottenere indietro i soldi o il risarcimento per la serata rovinata. Sono queste le uniche conseguenze della nullità del contratto con la prostituta.

Il discorso finora fatto cambia completamente se la prostituzione di svolge in luoghi in cui siano presenti minorenni (scuole, parchi, palestre, ecc.) se la escort, per qualsiasi ragione, si rifiuti di avere il rapporto concordato, anche se già iniziato: se costretta, si tratterebbe di violenza sessuale, indipendentemente dal fatto che vi sia stato prima un accordo verbale.

Posso affittare casa a una escort?

Nessun divieto (a meno che il regolamento di condominio approvato all’unanimità  non disponga il contrario) per chi voglia affittare casa a una prostituta, anche con la consapevolezza che la donna eserciterà il mestiere al suo interno. Attenzione, però: se il canone di affitto è troppo alto rispetto alla media dei prezzi del luogo, è lecito il sospetto che il locatore partecipi  agli utili percepiti dalla donna e dietro un semplice affitto, si nasconda, in realtà, un’ipotesi di sfruttamento della prostituzione.

Posso aprire un sito di annunci di escort?

Possibile anche aprire e gestire un sito che contenga annunci di escort, a condizione che prostitute e i clienti siano lasciati liberi di incontrarsi e di organizzare come credono i propri appuntamenti. Ancora una volta, occorre fare attenzione a non sconfinare in attività illecite: se, infatti, il titolare del sito internet aiuti le prostitute a trovare i clienti, impegnandosi con servizi di varia natura (come foto sexy, video hard, ecc…) ad agevolarne gli affari, ancora una volta è sfruttamento della prostituzione.

Posso denunciare una prostituta?

Se la prostituta svolge il suo mestiere rispettando il decoro e con senso del pudore (vestita in maniera decente e non tenendo comportamenti troppo osè o che mirino solo ad adescare clientela), sia che lo faccia in un appartamento sia che lavori per strada, non si vede perché la si debba segnalare o denunziare. Tuttavia, è chiaro che, se il riposo dei vicini viene disturbato dalla sua attività, con ansimi e sospiri o rumori superiori alla soglia della normale tollerabilità, essi potranno agire per chiedere un risarcimento.

Per ulteriori approfondimenti sul tema, si legga Escort: da oggi pagheranno le tasse.

note

[1] Non vale il fatto che la strada sia cieca o poco frequentata. Bisogna rendersi assolutamente non visibili per i passanti, non bastando i fogli di giornale sui finestrini dell’auto.

[2] Cass. sent. n. 1716 del 2005.


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5 Commenti

  1. Affermo che con le Sentenze n. 37129/2003, 6340/2006 e 30242/2011 della Cassazione, almeno la fattispecie dolosa degli atti osceni in luoghi esposti al pubblico (art. 527 Codice Penale) può essere evitata se i vetri di un’autovettura alcova sono interamente appannati o coperti, con tutte le rispettive portiere chiuse ermeticamente, anche se il suddetto veicolo è parcheggiato su suolo pubblico.

  2. Salve a tutti,
    un giorno ho fatto la follia di recarmi presso una escort, all’uscita c’era un Carabiniere in borghese che mi ha preso i documenti e mi ha portato nell’antistante caserma per schedarmi.
    Cosa avrei dovuto fare ? se mi fossi opposto avrei aggravato la mia posizione ?
    All’inizio ho provato a dire che non avevo fatto nulla di male, ma il Carabiniere mi ha detto di stare tranquillo poiché si trattava di un normale controllo di routine, però mi hanno fatto raccontare i particolari dell’incontro, dove avessi contattato la escort e quale fosse il numero.
    Mi sono sentito umiliato, era la prima volta che entravo in una caserma.
    Grazie a tutti per un’opinione.
    Sabatino

    1. Allora non ho capito bene , perche’ spesso le forze dell’ordine chiudono il luogo di prostituzione visto che non e’ reato come recita questo articolo ?

  3. Che poi le generalità le forze dell’ordine le possono chiedere a chiunque, anche a chi sta passeggiando per una semplice camminata. Non solo, ma qualora il soggetto in questione non avesse con sé un documento di riconoscimento, lo possono trattenere (non arrestare) per 48 ore al fine di svolgere accertamenti.
    Ma chi li scrive questi articoli????

  4. Curate i clienti tramite consultori. La prostituzione è un male sociale tramandato da antiche cattive abitudini.

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