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Isee e nuova Dsu: che cos’è, a che serve, come compilarlo

7 marzo 2017 | Autore:


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Guida alle novità sul modello Isee precompilato e la nuova Dsu per le agevolazioni su prestazioni sociali o servizi di pubblica utilità. Ecco cosa cambia.

L’Isee è un certificato che attesta la situazione economica delle famiglie. Dà accesso ad alcune agevolazioni su prestazioni sociali e servizi di pubblica utilità. Il beneficio è inversamente proporzionale al reddito: meno si guadagna, più agevolazioni ci sono, ad esempio, sulle tasse universitarie o sui servizi per le persone disabili. Per presentare l’Isee è indispensabile la dichiarazione sostitutiva unica, nota come Dsu, sulla quale vengono riportati i dati, il patrimonio ed il reddito di tutto il nucleo familiare. E, per rendere la vita più semplice ai contribuenti, oggi esiste anche l’Isee precompilato. Ma vediamo nel dettaglio, in questa guida, che cos’è l’Isee, a che cosa serve e come compilarlo.

Che cos’è l’Isee

L’Isee, dunque, è l’indicatore della situazione economica equivalente che consente ai cittadini di accedere ad alcune agevolazioni su prestazioni sociali o servizi di pubblica utilità. Che cosa vuol dire «equivalente»? Significa che l’Isee si ricava dal rapporto tra la situazione economica (cioè la somma dei redditi del nucleo familiare e del 20% del suo patrimonio mobiliare e immobiliare) ed il parametro tratto dalla scala di equivalenza con certe maggiorazioni.

Ecco i parametri previsti per i nuclei familiari fino a 5 persone:

Numero componenti famiglia
Parametro
1 1,00
2 1,57
3 2,04
4 2,46
5 2,85

Ed ecco le maggiorazioni a questi parametri:

  • maggiorazione di 0,35 per ogni ulteriore componente;
  • maggiorazione dello 0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente;
  • maggiorazione di 0,2 in caso di presenza nel nucleo di tre figli, 0,35 in caso di quattro figli, 0,5 in caso di almeno cinque figli;
  • maggiorazione di 0,2 per nuclei familiari con figli minori, elevata a 0,3 in presenza di almeno un figlio di età inferiore a tre anni compiuti, in cui entrambi i genitori o l’unico presente abbiano svolto attività di lavoro o di impresa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati. La maggiorazione si applica anche in caso di nuclei familiari composti esclusivamente da genitore solo non lavoratore e da figli minorenni. Ai soli fini della maggiorazione, fa parte del nucleo familiare anche il genitore non convivente, non coniugato con l’altro genitore, che abbia riconosciuto i figli, a meno che non ricorrano casi specifici.

Il componente del nucleo incrementa la scala di equivalenza, calcolata in sua assenza, di un valore pari ad 1 se:

  • è beneficiario di prestazioni socio-sanitarie residenziali a ciclo continuativo;
  • si trova in convivenza anagrafica;
  • non è considerato nucleo familiare a se stante.

A che cosa serve l’Isee

Come accennato, l’indicatore sulla situazione economica equivalente Isee serve ad accedere alle agevolazioni su alcune prestazioni sociali o servizi di pubblica utilità. Nello specifico, questo indicatore deve essere presentato per avere dei benefici economici su:

  • assegni per il nucleo familiare;
  • assegno di maternità e bonus bebè;
  • iscrizioni ad asili nido ed altri servizi educativi per l’infanzia;
  • mense scolastiche;
  • prestazioni scolastiche (libri di testo, borse di studio, ecc.);
  • agevolazioni per tasse universitarie;
  • prestazioni del diritto allo studio universitario;
  • servizi socio sanitari domiciliari;
  • servizi socio sanitari diurni, residenziali, ecc.;
  • servizi di pubblica utilità (luce, telefono, gas);
  • altre prestazioni economiche assistenziali.

Quali sono i tipi di Isee

Esistono diversi tipi di Isee a seconda delle prestazioni agevolate a cui di vuole accedere. In sintesi:

  • Isee Ordinario o standard: per agevolazioni fiscali a livello locale e per prestazioni sociali;
  • Isee corrente: certifica i redditi reali al momento della presentazione della certificazione. A differenza dell’Isee ordinario, fa riferimento alla situazione economica degli ultimi 12 mesi o, in certi casi, degli ultimi 2 mesi. Serve nel momento in cui c’è un significativo cambiamento del reddito (ad esempio quando il richiedente perde il lavoro);
  • Isee minorenni: serve per accedere alle agevolazioni per figli con genitori con coniugati e non convivente e tiene conto della situazione economica del genitore non convivente;
  • Isee università: in base all’entità delle tasse universitarie, tiene conto dei redditi del nucleo familiare anche per studenti non inclusi nello stato di famiglia (studenti fuori sede). Serve anche per accedere a borse di studio;
  • Isee socio-sanitario: serve per accedere alle agevolazioni su prestazioni socio-sanitarie come l’assistenza domiciliare di persone disabili o non autosufficienti;
  • Isee socio-sanitario residenze: serve per accedere ad agevolazioni in caso di ricoveri presso una struttura assistenziale o di accoglienza per persone anziane non autosufficienti (una casa di riposo, ad esempio).

Il modulo Isee precompilato

Dal 2017, il Governo ha deciso di semplificare la compilazione della dichiarazione Isee introducendo il modello Isee precompilato. L’Inps fornisce il modulo al cittadino e quest’ultimo dovrà soltanto inserirci le eventuali modifiche della sua situazione economica rispetto all’anno precedente (maggiore o minore reddito, variazione del nucleo familiare, ecc.).

Questi dati possono essere inseriti anche on line tramite il sito dell’Inps, se si possiede il codice Pin di accesso al portale dell’Istituto oppure lo Spid, il servizio di identità unica digitale. In questo modo, è possibile compilare direttamente la Dsu e inviarlo all’Istituto previdenziale.

Se, invece, il contribuente preferisce affidarsi al Caf, deve tenere conto che la procedura per avere l’attestazione dura circa 10 giorni lavorativi: i dati, infatti, vanno inviati all’Inps e all’Agenzia delle Entrate, i quali effettuano dei controlli incrociati per verificare la correttezza delle informazioni e, poi, inviano il documento al Caf.

Che cos’è la Dsu, la dichiarazione sostitutiva unica?

La Dsu è la dichiarazione sostitutiva unica che contiene i dati anagrafici, il reddito ed il patrimonio del nucleo familiare. E’ fondamentale per poter avere l’attestazione Isee.

Una parte delle informazioni riportate sulla Dsu viene autodichiarata. E’ quella che riguarda i dati anagrafici e i beni patrimoniali posseduti al 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui si presenta l’Isee. Chi compila questa parte si assume la responsabilità, anche penale, di quanto dichiarato. Ciò che riguarda il reddito complessivo del nucleo familiare ai fini Irpef ed i trattamenti previdenziali, assistenziali ed indennitari che non rientrano nel reddito Irpef viene, invece, acquisita rispettivamente dall’Agenzia delle Entrate e dall’Inps.

Che cosa cambia con la nuova Dsu?

Dal 16 gennaio 2017 è necessario predisporre o richiedere la nuova Dsu, la dichiarazione sostitutiva unica ai fini del modello Isee. Da quella data, infatti, bisogna fare il nuovo calcolo tenendo conto che tutti i dati che riguardano la situazione reddituale del nucleo familiare sono quelli dei due anni precedenti. Pertanto, non serve più attendere la nuova certificazione unica dell’azienda per cui si lavora, ma occorre presentare i documenti relativi alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.

La dichiarazione unica sostitutiva può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno all’Ente che eroga la prestazione agevolata, al Comune, al Caf o all’Inps per via telematica, accedendo con il proprio codice Pin oppure con lo Spid, il servizio di identità digitale.

Quali documenti servono per la Dsu?

Per poter compilare la Dsu, la dichiarazione sostitutiva unica, è necessario riportare sul sito on line dell’Inps o presentare al Caf questi documenti del nucleo familiare:

  • stato di famiglia;
  • codice fiscale;
  • documento d’identità valido;
  • ultima dichiarazione dei redditi (modello UNICO o modello 730) oppure certificazione dei redditi (Certificazione Unica, ex CUD);
  • eventuale contratto d’affitto e copia dell’ultimo canone versato;
  • mutui o case di proprietà;
  • saldo contabile dei depositi bancari e postali;
  • estratti conto con giacenza media annuale dei depositi bancari e postali al 31 dicembre dell’anno precedente;
  • eventuali azioni o quote detenute presso società od organismi di investimento collettivo di risparmio;
  • dati patrimonio immobiliare così come risultanti da visura catastale;
  • eventuale contratto di assicurazione sulla vita;
  • targa o estremi di registrazione al Pra. e/o al Rid. di autoveicoli e motoveicoli di cilindrata pari o superiore a 500 cc, di navi e imbarcazioni da diporto, posseduti alla data di presentazione della dichiarazione.

Inoltre, per poter usufruire delle agevolazioni previste con il modello Isee e con la Dsu serve:

  • l’eventuale certificato di invalidità;
  • la documentazione che certifichi compensi (anche da enti musicali), indennità, trattamenti previdenziali e assistenziali, redditi esenti ai fini Irpef, redditi prodotti all’estero, borse e/o assegni di studio, assegni di mantenimento per coniuge e figli, compensi erogati per prestazioni sportive dilettantistiche.

Se nel nucleo familiare è presente un soggetto portatore di handicap, bisogna aggiungere:

  • certificazione dell’handicap (denominazione dell’ente che ha rilasciato la certificazione, numero del documento e data del rilascio);
  • spese pagate per il ricovero in strutture residenziali durante l’anno precedente a quello di presentazione della Dsu e/o per l’assistenza personale (detratte/dedotte nella dichiarazione dei redditi del secondo anno precedente a quello di presentazione della Dsu).

Quando viene erogata l’Isee?

L’Inps, dopo aver calcolato l’Isee sulla base delle informazioni autodichiarate, di quelle acquisite dall’Agenzia delle entrate e di quelle reperite nei propri archivi, rende disponibile l’attestazione al dichiarante entro 10 giorni lavorativi dalla ricezione della Dsu [1]. L’Istituto comunica l’attestazione al contribuente mediante accesso all’area servizi del portale web muniti di Pin o di Spid, posta elettronica certificata, sedi territoriali competenti oppure, in presenza di delega scritta dal dichiarante, tramite lo stesso Ente al quale è stata presentata la dichiarazione.

Se il dichiarante non ha ricevuto l’attestazione entro 15 giorni lavorativi dalla data di presentazione della Dsu, è possibile compilare apposito modulo per autodichiarare i dati per il calcolo dell’Isee ed ottenere un’attestazione provvisoria, valida fino al momento del rilascio dell’attestazione precedentemente richiesta.

Se i termini per l’accesso ad una prestazione sociale agevolata dovessero scadere in tempi immediati, i componenti del nucleo familiare possono presentare la relativa richiesta accompagnata dalla ricevuta di presentazione della Dsu.

note

[1] Fonte: Inps.

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