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Eccezione di inadempimento: chi prova cosa?

29 marzo 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 29 marzo 2017



In caso di eccezione di inadempimento, nell’ipotesi di inesatto adempimento dell’obbligazione, al creditore spetta provare l’inesattezza dell’adempimento e il debitore l’esatto adempimento.

In tema di prova dell’inadempimento di una obbligazione, il creditore che agisce per ottenere la risoluzione del contratto, il risarcimento del danno o l’adempimento deve provare la fonte del suo diritto (ad esempio, la stipulazione di un contratto) ed il relativo termine di scadenza, limitandosi poi ad allegare la circostanza dell’inadempimento della controparte. Il debitore convenuto, invece, deve provare il fatto estintivo dell’altrui pretesa, e cioè l’avvenuto adempimento. Stesso discorso nel caso di contratti a prestazioni corrispettive (quelli in cui le prestazioni dovute dalle parti sono tra loro connesse, al punto che l’una costituisce il corrispettivo dell’altra) [1] quando viene sollevata eccezione di inadempimento: in pratica, quando ciascuna delle parti può rifiutarsi di adempiere la propria obbligazione se l’altra parte non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente la propria. In tal caso risultano invertiti i ruoli delle parti in lite: il debitore eccipiente si limiterà ad allegare l’altrui inadempimento ed il creditore dovrà dimostrare il proprio adempimento o il fatto che l’obbligazione non è ancora scaduta. Anche quando sia dedotto l’inesatto adempimento dell’obbligazione, al creditore istante spetta la mera allegazione dell’inesattezza dell’adempimento, gravando ancora una volta sul debitore la prova dell’esatto adempimento, quale fatto estintivo della propria obbligazione [2]. Lo stabilisce il Tribunale di Lecce in una recente sentenza [3] relativa ad un’opposizione a decreto ingiuntivo con cui si ingiungeva a Alfa srl di versare a Beta srl una somma di denaro quale saldo per la fornitura di kit dei componenti per l’assemblaggio dei generatori eolici. Quest’ultima proponeva opposizione, negando di aver ricevuto la fornitura dei kit indicati, che era stato applicato un prezzo superiore a quello concordato, che alcuni kit erano stati forniti in modo incompleto e risultati, dunque, inutilizzabili.

Per legge, quando si solleva eccezione di inadempimento di un’obbligazione, il debitore convenuto può limitarsi ad allegare l’altrui inadempimento. Sarà, invece, onere del creditore che si è costituito nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo provare il proprio adempimento, e ciò anche nel caso in cui non sia contestato l’inadempimento totale ma solo il non esatto adempimento. In sostanza è sufficiente che il debitore, alleghi semplicemente tale inadempimento a carico della controparte; sarà poi il creditore che, a fronte di eccezione di inadempimento, dovrà allegare sia il proprio adempimento che l’inesattezza dell’altrui adempimento; a questo punto sarà nuovamente onere del debitore provare il proprio corretto adempimento.

Nel caso in esame, parte opposta avrebbe dovuto provare di aver eseguito correttamente la propria prestazione nei termini previsti e di aver applicato il prezzo concordato. Prova che risulta mancante, dal momento che Beta srl non ha depositato alcun tipo di documentazione, mentre Alfa srl ha provato di aver versato un acconto e  l’inadempimento della controparte, nonostante non vi fosse tenuta, deducendo che il prezzo applicato per i kit non era corrispondente a quello oggetto di accordo tra le parti, depositando un dettagliato elenco dei componenti mancanti per ciascun kit rappresentando che la controparte, pur sollecitata, non ha provveduto a completare l’ordine. Dal canto suo, Alfa srl non ha riscontrato tali contestazioni.

Per tali ragioni, il giudice ha accolto l’opposizione e revocato il decreto.

note

[1] Art. 1460 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 826 del 20.01.2015.

[3] Trib. Lecce sent. n. 115 del 18.01.2017.

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