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Lo sai che? Diritto di prelazione fondi confinanti: conviene mediare?

Lo sai che? Pubblicato il 29 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 marzo 2017

Non ho adempiuto al diritto di prelazione agraria. Il mio ex confinante mi ha chiuso la strada per raggiungere i miei terreni. Siamo andati in causa senza mai voler mediare. Mi conviene farlo?

Le diatribe passate con l’ex confinante non esonerano il lettore dall’obbligo di avviso in caso di vendita del suo terreno, al fine di dare la possibilità a quest’ultimo di esercitare quel diritto di prelazione [1] previsto dalla legge che altrimenti non potrebbe essere fatto valere. Il diritto di prelazione – tra gli altri – è previsto nei confronti del coltivatore diretto proprietario di terreni confinanti con fondi offerti in vendita, purché sugli stessi non siano insediati mezzadri, coloni, affittuari, compartecipanti od enfiteuti coltivatori diretti. Pertanto, affinché il confinante possa rivendicare il suo diritto di prelazione ed esercitare il relativo diritto di riscatto occorre che lo stesso sia al contempo proprietario e coltivatore diretto del fondo confinante, che i fondi siano contigui e che sul fondo posto in vendita non esista un coltivatore diretto sulla base di un titolo riconosciuto dalla legge.

Inoltre, per esercitare questo diritto, il riscattante deve possedere altri requisiti previsti dalla legge [2] e cioè:

  • che la coltivazione del fondo si sia protratta per almeno due anni;
  • che non abbia venduto, nel biennio precedente, altri fondi rustici di imponibile fondiario superiore alle vecchie lire mille, salvo il caso di cessione a scopo di ricomposizione fondiaria (requisito oramai obsoleto vista l’irrisorietà del prezzo indicato);
  • che il fondo per il quale intende esercitare la prelazione in aggiunta ad altri eventualmente posseduti in proprietà od enfiteusi non superi il triplo della superficie corrispondente alla capacità lavorativa della sua famiglia.

Relativamente allo stato di coltivatore diretto, come ribadito dalla giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione, non è rilevante il dato formale della qualifica, quanto piuttosto l’effettivo esercizio dell’attività agricola con lavoro prevalentemente proprio e della propria famiglia [3]. Nel caso in cui i requisiti sopra elencati siano tutti rispettati, il termine del coltivatore per esercitare il riscatto è di un anno dal giorno in cui è stato trascritto l’atto di compravendita che ha interessato il fondo (e che ha leso il suo diritto di prelazione).

Tanto premesso, se il lettore dovesse verificare che il riscattante abbia tutti i requisiti sopra elencati e che, pertanto, egli prima di vendere avrebbe dovuto inviare la raccomandata in questione, allora incomberanno su di lui anche i relativi costi notarili sostenuti dal terzo acquirente poiché era su di lui che incombeva l’onere di avvertire il soggetto avente diritto alla prelazione. Il procedimento di mediazione, obbligatorio in materia agraria [4] è stato o introdotto autonomamente dall’ex confinante o disposto dal giudice che è stato (già) chiamato in causa dal suo avversario in quanto, secondo l’orientamento costante della giurisprudenza, spetta a questi verificare che sia stato adempiuto l’onere del preventivo tentativo obbligatorio di conciliazione dinanzi all’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura. Pertanto, quello che si consiglia è di presenziare all’invito di mediazione ricevuto sia perché un’eventuale assenza potrebbe non essere valutata positivamente dal giudice nel corso del giudizio, sia perché alle volte questi incontri possono aprire la porta a possibili risoluzioni consensuali della vicenda.

Dopodiché, laddove non si trovi una soluzione conciliativa, al lettore non resterebbe che difendersi nel giudizio che si andrà a formare a seguito dell’incontro di mediazione al fine di dimostrare che il suo ex confinante non aveva diritto alla prelazione che oggi rivendica.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla

note

[1] Art. 7 l. n. 817 del 14.08.1971.

[2] Art. 8 l. n. 590 del 26.05.1965.

[3] Cass. sent. n. 7445 del 01.06.2001.

[4] Art. 46 1. n. 203 del 03.05.1982.


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