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Se nel negozio vendono lo stesso oggetto che ho in borsa

25 Marzo 2017 | Autore:
Se nel negozio vendono lo stesso oggetto che ho in borsa

La maggior parte dei negozi è provvista di vigilanza o di appositi sistemi di allarme volti ad evitare i furti che, a volte, possono creare delle situazioni imbarazzanti.

Ti è mai capitato di trovare, in un negozio, lo stesso oggetto che hai in borsa o in tasca? Cosa succederebbe se il negoziante dovesse sostenere che lo hai rubato dal suo emporio? E come potresti difenderti?

In passato le botteghe erano ambienti molto piccoli in cui si entrava per fare la spesa, acquistare il giornale, commissionare un abito su misura. I prodotti sugli scaffali erano pochi e il controllo del negoziante evitava qualsiasi pensiero malevolo. Con il passare degli anni, i punti vendita, soprattutto quelli relativi alla grande distribuzione alimentare, si sono ampliati sempre più con corridoi infiniti e scaffali pieni di ogni tipo di prodotto. L’aumento delle dimensioni ha comportato non solo un aumento della clientela ma anche, purtroppo, un incremento dei furti ai danni di negozi e supermercati. La necessità di arginare questo fenomeno insieme allo sviluppo della tecnologia nel settore, ha permesso di introdurre nella maggior parte dei negozi dei sistemi antifurto e antitaccheggio, con telecamere a circuito chiuso e, in taluni casi, degli addetti alla sicurezza adibiti al controllo di eventuali malintenzionati.

I sistemi antifurto nel corso del tempo hanno subito una vera e propria evoluzione, diventando ad oggi estremamente efficienti. Consistono, generalmente in sensori collocati davanti le vie d’uscita dei punti vendita e in moderne telecamere.

I prodotti in vendita, ad esempio posti sugli scaffali nei supermercati o sugli stand nei negozi di abbigliamento, scarpe o profumerie, sono provvisti di un talloncino adesivo, con un’anima di metallo che, se non rimosso o annullato in cassa all’atto del pagamento della merce, con il passaggio dal varco munito di sensori, attiva un allarme. In altre parole, se si tenta di rubare un prodotto nascondendolo ad esempio in borsa, l’impianto antifurto e antitaccheggio farà azionare il sistema di sicurezza. In caso di allarme, i commessi del negozio o le guardie giurate presenti sono autorizzati a chiedere al cliente di aprire la borsa e di mostrarne il contenuto, e, logicamente di avvisare immediatamente le forze dell’ordine.

Nonostante si tratti di sistemi molto sofisticati, in taluni casi possono provocare delle situazioni di disagio ai danni dei clienti. Se, ad esempio, dopo avere pagato l’oggetto, l’addetto alla vendita non provvede alla rimozione del talloncino antifurto, al passaggio del varco verrà azionato l’allarme, ma in questo caso basterà esibire alla guardia o agli altri addetti semplicemente lo scontrino appena emesso per spiegare il malinteso.

Se, invece, si entra in un negozio in cui si vende lo stesso oggetto che si ha in borsa, il sistema, con ogni probabilità, non rileverà il furto, in quanto regolarmente pagato precedentemente e con talloncino rimosso o annullato in cassa, quindi non sarà necessario addurre spiegazioni né mostrare il contenuto della borsa appena entrati nel negozio.

Se, ancora, malauguratamente il sistema di allarme dovesse rilevare un’irregolarità, facendo suonare l’allarme del negozio, si dovrà mostrare lo scontrino, se tuttora nella disponibilità, oppure, in alternativa, si potrà evidenziare agli addetti come l’oggetto in questione sia già usato e privo di targhette o etichette.

Nonostante si tratti di situazioni abbastanza imbarazzanti, in cui indirettamente ed ingiustamente si subisce il sospetto di essere accusati di furto, è sempre preferibile mantenere la calma e permettere alla vigilanza e ai commessi di svolgere il loro lavoro e verificare la natura del disguido.



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