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Gli attestati di credito della SIAE sono titolo esecutivo

25 settembre 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 settembre 2012



L’attestato di credito emesso dalla S.I.A.E. è titolo idoneo a procedere ad esecuzione forzata contro i debitori.

Albergatori, ristoratori, organizzatori di serate danzanti, di concerti o di eventi pubblici: ricevere un “attestato di credito” della S.I.A.E. preannuncia l’avvio di un’esecuzione forzata, pur senza che esso sia stato preceduto da una regolare causa o da un decreto ingiuntivo. Questo perché l’attestato di credito è già considerato un “titolo esecutivo”, ossia un documento che può fondare un’espropriazione.

In caso di pubblica utilizzazione di opere protette dai diritti d’autore senza l’autorizzazione della S.I.A.E. (o in caso in cui sia stata violata l’autorizzazione concessa dalla S.I.A.E.), quest’ultima redige un atto di constatazione (ossia un verbale di accertamento dell’illecito). Dopo di ciò, la Società degli Autori invia una diffida per ottenere il pagamento della sanzione e, in caso di mancato pagamento, emette d’ufficio un attestato di credito. Sulla base di tale attestato, l’avvocato della S.I.A.E. procede a notificare al debitore un atto di precetto e, quindi, ad avviare l’esecuzione forzata contro di esso

La contestazione spesso mossa alla S.I.A.E. è l’inesistenza di un titolo per avviare il procedimento esecutivo.

L’eccezione tuttavia non è giuridicamente valida. Spesso si ignora infatti che i tribunali hanno sempre riconosciuto all’attestato di credito il valore di “titolo esecutivo[1].

La S.I.A.E. è l’ente pubblico economico che ha il monopolio della intermediazione, tra autori e utilizzatori, nella raccolta dei proventi economici derivanti dalle utilizzazioni delle opere di ingegno.

Proprio per la rilevanza costituzionale del diritto d’autore (la proprietà intellettuale viene infatti considerata patrimonio comune del Paese [2]) e della sua facile ledibilità per l’immaterialità del suo oggetto, la legge ha previsto speciali strumenti di tutela, sia in ambito civile che penale. Così, la legge sul diritto d’autore ha attribuito alla S.I.A.E. lo strumento dell’attestato di credito, al fine di meglio tutelare i diritti patrimoniali degli autori. Uno strumento che, come detto, le dà la possibilità di agire direttamente in esecuzione forzata senza prima dover ricorrere a un tribunale per fare accertare il proprio credito.

Non solo.

Quanto dichiarato nell’attestato di credito è dotato di una particolare forza probatoria (“fede privilegiata”), sufficiente a dimostrare tanto l’esistenza del credito ivi riportato, quanto i fatti in esso dichiarati e, quindi, il suo ammontare.

Tale fede privilegiata di cui gode l’attestato di credito determina l’obbligo per il debitore di provare i fatti che egli assume essere contrari a quanto indicato nell’attestato stesso.

L’attestato, in altre parole, determina un’inversione dell’onere della prova a carico dell’opponente [3].

 

 

note

[1] Art. 164 n. 3 L. 633/41.

[2] Cass. sent. n. 361 del 04.02.1969; Cass. sent. n. 863 02.03.1972; Cass. S.U. sent. n. 7841 del 15.07.1993; Cass. S.U. sent. n. 2431 del 19.03.1997.

[3] Cass. sez. lav. sent. n. 2734 del 24.04.1980.

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