Tassa fissa di 100mila euro per rientrare in Italia

8 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 marzo 2017



Il Fisco offre una flat-tax a chi risiede all’estero da almeno 9 periodi di imposta ed ha un patrimonio molto alto. Ma anche ai suoi familiari (con lo sconto).

«Mi dai 100mila euro di tasse all’anno e non se ne parla più». E’ la proposta, operativa da oggi, che lo Stato italiano fa ai Paperoni residenti all’estero per rientrare in Italia e mettersi a posto con il Fisco. Si tratta di un’imposta forfettaria offerta dall’Agenzia delle Entrate a chi intende trasferire la propria residenza fiscale nel nostro Paese, ovvero una «flat-tax», nel senso di imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero.

Naturalmente, questa tassa fissa di 100mila euro per rientrare in Italia non è rivolta a chiunque ma a chi ha un reddito tale da trovare conveniente pagare quella cifra. Soprattutto considerando che di questo beneficio, da versare in un’unica soluzione, possono usufruire anche i familiari dei Paperoni: potranno pagare una tassa forfettaria di «appena» 25mila euro.

Per aderire alla proposta del Fisco, diventata immediatamente operativa, è necessario compilare un modulo da allegare alla domanda. Ma vediamo nel dettaglio che cosa bisogna fare per accedere alla tassa fissa di 100mila euro e quali sono i requisiti.

Flat-tax di 100mila euro: i requisiti

La tassa fissa di 100mila euro per rientrare in Italia interessa soltanto chi è residente all’estero da almeno 9 periodi di imposta negli ultimi 10 anni. Facile pensare che il Fisco punti agli investitori stranieri, più che agli italiani che si sono trasferiti all’estero, ma si sa: le porte dell’Agenzia delle Entrate sono aperte a chiunque abbia il portafoglio generoso. Tanto generoso da possedere grosse somme di denaro o ricchi patrimoni mobiliari o immobiliari. Altrimenti, il gioco non vale la candela. L’obiettivo del Fisco, insomma, sono i cosiddetti High net worth individual, cioè chi ha un patrimonio davvero molto alto.

Ma per poter usufruire della flat-tax basta anche essere un familiare del contribuente che abbia il requisito sopra citato. La cifra forfettaria da pagare in questo caso da ciascuno di loro sarà di 25mila euro.

Come aderire all’opzione della tassa fissa di 100mila euro

Accettare la proposta del Fisco di pagare una tassa fissa di 100mila euro per rientrare in Italia è piuttosto semplice. Lo si fa nel momento in cui viene presentata la dichiarazione dei redditi che riguarda il periodo di imposta in cui è stata trasferita la residenza fiscale in Italia o quello immediatamente successivo. Ma è possibile anche anticipare i tempi, presentando domanda a mano, via raccomandata o tramite posta elettronica certificata (Pec) alla Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate.

La domanda dovrà riportare:

  • dati anagrafici del contribuente e codice fiscale (se già attribuito);
  • indirizzo di residenza in Italia;
  • status di non residente in Italia per almeno 9 periodi di imposta nei 10 anni precedenti l’inizio di validità dell’opzione;
  • la giurisdizione o le giurisdizioni in cui ha avuto l’ultima residenza fiscale;
  • gli Stati esteri nei quali non intende avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva;
  • la «check list», per verificare il presupposto dell’assenza di residenza fiscale in 9 di 10 periodi d’imposta prima dell’ingresso nella flat tax.

 

Fino a quando si paga la tassa fissa di 100mila euro?

L’adesione alla proposta di pagare una tassa fissa di 100euro per rientrare in Italia si intende tacitamente rinnovata di anno in anno. Ma non dura in eterno: gli effetti cessano decorsi 15 anni dal primo periodo d’imposta di validità.

Il versamento della flat-tax dev’essere fatto, come detto, in un’unica soluzione per ciascun periodo di imposta ed entro la data prevista per il saldo delle imposte sui redditi.

note

Autore immagine: 123rf.com


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