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Pensione con 15 anni di contributi, quale età?

8 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 marzo 2017



Quali sono i requisiti di età previsti per pensionarsi con 15 anni di contributi, fruendo della Legge Amato? 

Ho 58 anni e 25 anni di contributi: posso beneficiare della Legge Amato, quella della pensione con 15 anni di contributi, per uscire prima dal lavoro?

La possibilità di usufruire della pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi, nonostante sia stata prevista da una vecchia normativa (la cosiddetta Legge Amato[1]), è un’eccezione in vigore ancora oggi, come ha confermato l’Inps con una recente circolare [2]: in particolare, la Legge Amato stabilisce la possibilità di usufruire del trattamento di vecchiaia con questo ridotto requisito di contribuzione se si rientra in una delle tre particolari categorie previste dalla norma, cioè in una delle cosiddette tre deroghe Amato.

Pensione con 15 anni di contributi: prima deroga

Secondo la prima deroga, è possibile pensionarsi con 15 anni di contribuzione se si possiedono 15 anni di contributi (780 settimane) collocati prima del 31 dicembre 1992; sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione, nonché quelli versati all’estero, se si tratta di contribuzione versata in un Stato Europeo o legato all’Italia da una convenzione o da un accordo in materia di sicurezza sociale.

Per fruire della deroga è necessario poter far valere una posizione assicurativa nel Fondo lavoratori dipendenti (Fpld) o nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’Inps, o in ambedue. La deroga si applica anche agli iscritti ex Inpdap, ex Enpals, ex Ipost.

Pensione con 15 anni di contributi: seconda deroga

La seconda deroga Amato prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contribuzione, se si è ammessi al versamento dei contributi volontari con autorizzazione anteriore al 31 dicembre 1992.

La deroga vale per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps (Ago) e per gli iscritti ex Enpals (non per gli iscritti all’ex Inpdap ed all’ex Ipost).

Per pensionarsi con questo beneficio, è sufficiente che risulti l’autorizzazione al versamento della contribuzione volontaria anteriormente al 31 dicembre 1992, ma non è necessario che risultino versati dei contributi volontari. Per raggiungere i 15 anni di contribuzione, anche in questo caso, sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione, nonché quelli versati all’estero, se si tratta di contribuzione versata in un Stato membro dell’Unione Europea o convenzionato con l’Italia.

Pensione con 15 anni di contributi: terza deroga

La terza deroga Amato prevede infine la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, per i soli lavoratori dipendenti, iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della medesima, se si possiedono:

  • 25 anni di anzianità assicurativa (vale a dire che il primo contributo deve essere versato almeno 25 anni prima della data di maturazione dei requisiti per la pensione: può essere contato qualsiasi contributo, a tal fine, anche per attività di lavoro autonomo o svolte all’estero in un Paese Ue o convenzionato);
  • 15 anni di contribuzione: nel computo dei 15 anni valgono i soli contributi da lavoro dipendente versati all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della stessa;
  • almeno 10 anni lavorati discontinuamente, cioè per periodi inferiori alle 52 settimane; non sono considerati tali gli anni lavorati interamente in cui risultano meno di 52 contributi settimanali, a causa della mancata copertura del minimale contributivo; al contrario, un’annualità può risultare interamente coperta da contribuzione, ma non interamente lavorata, ad esempio a causa di un periodo di disoccupazione indennizzato durante il quale sono accreditati i contributi figurativi. Sono utili a tal fine anche gli anni in cui il lavoratore risulta iscritto negli elenchi dei lavoratori agricoli a tempo determinato (cosiddetti Otd).

Pensione con 15 anni di contributi: età

La Legge Amato, però, costituisce una deroga alla Legge Fornero soltanto per quanto riguarda gli anni di contributi utili alla pensione e non per quanto concerne l’età pensionabile.

Questa deroga, infatti, ha il vantaggio di far conseguire la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi, anziché con 20 anni (requisito valido per il trattamento di vecchiaia ordinario).

Il lettore, nel caso di specie, possiede già più di 20 anni di contributi, quindi la deroga non sarebbe per lui utile, in quanto l’unico anticipo che consente di ottenere è relativo al requisito contributivo e non a quello di età.

Per quanto riguarda i parametri di età per accedere alla pensione, difatti, secondo la già citata circolare Inps che ha confermato la validità della Legge Amato [2], non è possibile beneficiare dei requisiti precedenti alla Legge Fornero (per i dipendenti del settore privato, 60 anni di età per le donne e 65 per gli uomini), a meno che non siano stati conseguiti entro il 31 dicembre 2011 o non si rientri in una delle salvaguardie, ma è necessario utilizzare i requisiti stabiliti dalla Riforma.

Attualmente, dunque, è possibile pensionarsi con la Legge Amato:

  • con 66 anni e 7 mesi di età, se uomini o lavoratrici pubbliche;
  • con 65 anni e 7 mesi di età, se lavoratrici dipendenti del settore privato;
  • con 66 anni e 1 mese di contributi, se lavoratrici autonome.

Dal 1° gennaio 2018, i requisiti saranno uguali per tutti e pari a 66 anni e 7 mesi; nel biennio 2019-2020 non dovrebbero subire l’aumento automatico a 66 anni e 11 mesi, in quanto l’Istat, nell’ultimo anno, ha riscontrato dei decrementi dell’aspettativa di vita.

Pensione con 15 anni di contributi: salvaguardia

Per quanto riguarda la possibilità di fruire della Legge Amato in combinazione con la salvaguardia, è necessario che il lavoratore:

  • appartenga a una delle particolari categorie tutelate (lavoratori in mobilità, contributori volontari, cessati dal servizio, lavoratori a termine, fruitori di congedo nel 2011 per l’assistenza di figli disabili gravi);
  • abbia compiuto 65 anni di età (più gli adeguamenti alla speranza di vita) entro la data prevista (differente per ciascuna categoria; esclusi gli appartenenti alla categoria dei collocati in mobilità, la decorrenza della pensione non può essere posteriore al 6 gennaio 2019, quindi il lettore non può rientrare, ammesso che appartenga a una categoria tutelata, nell’Ottava Salvaguardia).

Attualmente i termini per rientrare nella salvaguardia sono scaduti. Non si sa se in futuro ci saranno altre salvaguardie e quali saranno i requisiti previsti: senz’altro, bisognerebbe prima analizzare la possibilità di rientrare in una delle categorie tutelate e, in secondo luogo, la possibilità di rientrarvi con una pensione di anzianità (con le quote), dato che i requisiti di età della pensione di vecchiaia in salvaguardia non consentono un notevole anticipo, almeno per gli uomini, rispetto ai requisiti Fornero.

Ape con 15 anni di contributi

L’anticipo pensionistico, noto con la sigla Ape, consente di anticipare la pensione di vecchiaia sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi.

In pratica, consente di uscire dal lavoro a 63 anni anziché a 66 anni e 7 mesi, grazie all’erogazione di un’indennità (erogata tramite prestito bancario) sino alla data di maturazione del requisito di età pensionabile per la vecchiaia.

È però necessario, alla data della domanda, possedere almeno 20 anni di contributi: allo stato attuale, quindi, la normativa non contempla la possibilità di fruire dell’Ape con 15 anni di contribuzione, quindi di combinare Ape e Deroga Amato.

note

[1] Dlgs 503/1992.

[2] Inps Circ. n. 16/2013.


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14 Commenti

  1. L unico commento che posso fare che la fornero e tutti quelli che hanno organizzato questo possano spendere le loro pensioni in medicine e che muoiano lentamente

  2. Danny, non ti preoccupare, chi ha fatto queste leggi (fornero e simili) le ha fatte x farci morire prima della pensione,non serve augurare loro del male, ma solo metterli in manovia di tomaificio, 8 ore, 480 minuti, 480 pezzi scarpe da cucire… ora di sera sei con ginocchia e caviglie gonfie, schiena e collo doloranti e poi ti dicono “”ma lavori seduta”capito!!!

  3. Mi associo a quello che a detto Denni e che la fornero e tutti gli altri scagnozzi come lei che non possano avere un secondo di bene e spero che presto si arrivi alla rivoluzione e che queste persone possano essere ghigliottinate gigi

  4. Ho 58 anni e sono disoccupato dal gennaio 2016 con 35 anni di contributi già versati.chiedi ma nessuno mi sa dare risposte chiare.in quanto disoccupato con già 35 anni di versamenti contributi ho maturato i requisiti per la pensione.? In altri termini coloro che perdono il lavoro e non possono accedere al versamento dei contributi sono ibridi? Non sarebbe più logico farli rientrare nei parametri per accedere alla pensione visto che non potranno versare altri contributi? Grazie

  5. La Fornero e i suoi simili non sanno cosa vuol dire lavorare, comunque sia a loro non gli interessa il malessere che hanno causato allungando il periodo lavorativo anche perché loro la pensione d’oro ce l’hanno, la famiglia sistemata anche ,quindi dei poveri disgraziati bloccati come noi non gliene frega nulla

  6. Anche gli altri politici non sono meglio della Fornero dobbiamo scendere in piazza ,far valere le nostre ragioni bloccando il paese .lamentarsi senza manifestare non serve a nulla!

  7. Lascio questo comento perche noi stranieri abbiamo fatto 50 anni di lavoro è lavoriamo ancora perché nessuno non pensa per noi

  8. Ma quasi tutto quello che volevo dire già è stato detto. Io dico e spero che quelli che anno alzato l’età della pensione quando andranno in in ospedale per curarsi debbano trovare una infermiera di 75 anni a fargli punture i nipoti insegnanti di 75 anni.

  9. Sono Iscritto Enpals dal 1980 categoria 20(attore) lavoratore INPS dal 1977 .Secondo i calcoli ENPALS ho 49 anni di contributi ma secondo il patronato non posso accedere alla pensione di anzianità in quanto devono passare 42 anni e 10 mesi solari dall’inizio dell’attività lavorativa .Ho controllato l’ultima circolare INPS/ExEnpals ma degli anni solari non parla …qualcuno è nella mia stessa situazione

    1. Il problema è che noi diciamo tante cose contro la Fornero e Crica. Loro non si ammalano vivono senza ansia o tachicardia e di noi con 20 _40 anni di contributi non prenderemo mai siamo tutti stressati malattie che non possiamo pagare quei contributi che abbiamo versato non li danno mica si nostri nipoti come succede a loro mi auguro che si scateni una rivoluzione che vengano condannati a morte. …ma forse sto sognando ..,…..

  10. O lavorato in italia 14anni di lavoro e 29anni in svizzera in sono in pensione da maggio 2017 eta 64 2018 normalmente dovrei andare in pensione 65 anni ma sembra checabiano le leggi come cabiare un vestito mettendo tutti ghi anni di contributi so 43 anni di lavoro non so sebisognia lavorare fino alla morte ,vorrei una risposta grazie.

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