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Lo sai che? Tutor, ci deve essere il cartello con l’avviso?

Lo sai che? Pubblicato il 8 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 marzo 2017

Prima della rilevazione della velocità automatica con il tutor l’automobilista deve essere avvisato con il cartello stradale.

Come per l’autovelox, anche il tutor deve essere segnalato con congruo anticipo. È necessario cioè il cartello stradale che avvisi gli automobilisti del controllo elettronico della velocità. Diversamente la multa è nulla. Né la conoscenza della presenza del tutor può essere presunta solo perché nota a tutti gli automobilisti che, giornalmente, percorrono quella determinata strada. L’automobilista che ritiene di essere stato fotografato dal tutor senza essere stato prima avvisato dal cartello stradale può contestare la multa deducendo tale circostanza nel ricorso al giudice di pace; spetta poi all’amministrazione resistente dimostrare il contrario con prove mirate e specifiche (ad esempio la foto con la segnaletica stradale). In mancanza di tale dimostrazione, la p.a. non può appellarsi al fatto che è notorio a tutti la circostanza secondo cui, su una delle reti autostradali più trafficate (nel caso di specie, la A1 Milano-Bologna), la velocità è controllata elettronicamente. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente ordinanza [1].

La segnaletica che avvisa gli automobilisti della presenza del tutor non solo deve essere presente e posta in modo visibile (non oscurata da piante o da altri cartelli), ma va anche dimostrata in un eventuale giudizio di impugnazione della multa. Dimostrazione che va data con documenti e non sulla base di presunzioni, per il semplice fatto che è notorio l’utilizzo del tutor sull’autostrada. Dunque, la carenza della segnaletica stradale può consentire l’opposizione alla multa contro il tutor.

Secondo la Cassazione, l’esistenza di cartelli sulla carreggiata, che avvisano i conducenti della possibilità di «controllo elettronico della velocità» tramite tutor non può mai essere data per scontata. E ciò anche se «tutti gli automobilisti … sanno che sulla principale arteria autostradale italiana (la ‘A1’), in uno dei tratti di maggiore intensità del traffico (Milano-Bologna) esistono cartelli verticali che segnalano la rilevazione della velocità tramite “Safety Tutor”».

Il cartello, insomma, deve essere effettivo e documentabile. Altrimenti la multa è nulla.

note

[1] Cass. ord. n. 5530/17 del 6.03.2017.

Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 20 gennaio – 6 marzo 2017, n. 5530
Presidente Petitti – Relatore Cosentino

Fatto e diritto

rilevato che:
M.F. ha proposto ricorso, sulla scorta di tre motivi, per la cassazione della sentenza con cui il tribunale di Lodi, confermando la sentenza del giudice di pace Codogno, ha rigettato l’opposizione da lui proposta avverso il verbale del 28/4/2009 con cui la polizia stradale di Milano gli aveva contestato, sulla scorta di una accertamento effettuato mediante tutor, la violazione dell’articolo 142, ottavo comma, cod. strada, per eccesso di velocità sull’autostrada (…) nel territorio del Comune di (…);
il Ministero dell’Interno ha resistito con controricorso;
considerato che:
preliminarmente va giudicato ultroneo il richiamo alla sentenza della Corte costituzionale n. 113/2015 contenuto nella memoria depositata dal ricorrente in prossimità dell’adunanza della camera di consiglio; nel ricorso, infatti, non è stato specificamente impugnato il capo della sentenza del tribunale – sul quale si è conseguentemente formato il giudicato – che ha dichiarato l’eccezione dell’opponente relativa alla mancata verifica periodica della taratura del dispositivo di misurazione della velocità inammissibile (perché tardivamente proposta) e, comunque, infondata (alla stregua del l’esame dei documenti prodotti dall’Amministrazione);
i primi due motivi di ricorso censurano la sentenza gravata – il primo sotto il profilo della violazione degli articoli 142, comma 6 bis, cod. strada, 2697 c.c. e 115 c.p.c. e il secondo nuovamente sotto il profilo della violazione dell’articolo 115 c.p.c., oltre che sotto il profilo dell’insufficienza motivazionale – per aver disatteso l’eccezione dell’opponente relativa alla mancata dimostrazione dell’esistenza di una segnaletica che avvisasse gli utenti della strada della rilevazione a distanza della velocità dei veicoli; i motivi, da esaminare congiuntamente, vanno giudicati fondati in relazione alla dedotta censura di violazione di legge; l’affermazione della sentenza gravata secondo cui il giudice di pace avrebbe argomentato correttamente l’esistenza di cartelli sulla carreggiata ricorrendo al fatto notorio, giacché “tutti gli utenti della strada lombardi, infatti, sanno che sulla principale arteria autostradale italiana (la …) in uno dei tratti di maggiore rilevanza intensità del traffico ((omissis) ) esistono cartelli verticali che segnalano la rivelazione della velocità tramite SafetuTutor, sicché l’autorità non doveva dare la specifica prova dell’esistenza di cartelli che tutti sanno presenti” (pag. 3 della sentenza), contrasta con il disposto del secondo comma dell’articolo 115 c.p.c., che consente al giudice di porre a fondamento delle decisioni, senza bisogno di prova, le nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza; il tribunale ha infatti adottato una inesatta nozione di notorio, giacché l’articolo 115, secondo comma, c.p.c. fa riferimento ad eventi di carattere generale ed obiettivo, che proprio perché tali (come, ad esempio, la svalutazione monetaria, oppure un evento bellico) non hanno bisogno di essere provati nella loro specificità, e non prevede che, ai fini probatori previsti da detta norma, si possa generalizzare una situazione particolare (cfr. Cass. 2379/06); anche se la considerazione della notorietà può essere limitata ad una cerchia sociale o territoriale ristretta (tra le tante, Cass. 16165/01), per tale deve intendersi un insieme di persone aventi tra loro una comunanza di interessi, cosi da far assurgere all’alveo del notorio anche nozioni sicuramente esorbitanti da quella cultura media che rappresenta il naturale parametro della nozione in oggetto (Cass. 5809/01), e tale comunità ristretta non può ravvisarsi con carattere territoriale (come ritenuto nel riferimento del tribunale agli “utenti della strada lombardi“) per far assurgere al notorio specifiche caratteristiche di una sede stradale che, come un’autostrada, è per definizione destinata ad un traffico non locale;
l’accoglimento dei primi due mezzi di ricorso implica l’assorbimento del terzo, dovendo il giudice di rinvio procedere ad una nuova regolazione delle spese giudiziali in relazione all’esito finale della controversia.

P.Q.M.

accoglie i primi due motivi di ricorso, dichiara assorbito il terzo, cassa la sentenza, rinvia al tribunale di Lodi, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.


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