Isa: cosa sono e come funzionano

9 marzo 2017


Isa: cosa sono e come funzionano

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 marzo 2017



Al posto degli studi di settore, arrivano i nuovi indicatori sintetici di affidabilità: l’Agenzia delle entrate dà un voto a ogni contribuente.

Ad ogni contribuente corrisponderà un voto di buona condotta sulla pagella: a darlo sarà l’Agenzia delle Entrate con i nuovi Isa, gli indicatori sintetici di affidabilità che sostituiscono gli studi di settore e premiano chi ha un alto indice di affidabilità fiscale. È questa la riforma destinata a mutare il rapporto tra il contribuente e l’amministrazione finanziaria. Ma procediamo con ordine e vediamo cosa sono gli Isa e come funzionano.

Le ultime riforme hanno definitivamente detto addio agli studi di settore, ritenuti non sempre affidabili e che non pochi grattacapi hanno procurato al fisco per via delle numerose contestazioni sollevate dai contribuenti, finite tutte sotto la lente di ingrandimento dei giudici. Al loro posto, arrivano gli Isa, acronimo che sta per «indicatori sintetici di affidabilità». Proprio come le pagelle scolastiche, anche gli Isa attribuiscono voti di buona condotta che vanno da 1 a 10. I giudizi vengono elaborati da un software che prende a riferimento una serie di indici applicati ai contribuenti. Il voto non è altro che l’espressione dell’affidabilità fiscale dell’impresa o del professionista monitorato. Chi verrà promosso con il massimo dei voti avrà anche un premio: un regime fiscale di favore con alcuni vantaggi il cui contenuto pratico, però, ad oggi non è stato reso noto.

Come funzionano gli Isa

Destinatari degli Isa sono gli stessi soggetti cui, fino a ieri, si sono applicati gli studi di settore: autonomi, professionisti e imprenditori.

Il software che elabora gli Isa verifica, sulla scorta di una serie di indicatori, le eventuali anomalie sui dati presentati dal contribuente e sulla sua contabilità. Il risultato è il grado di affidabilità del contribuente: tanto più questi appare «affidabile» tanto meno subisce il rischio di accertamenti. Insomma, il principio è «tanto più risulti attendibile, tanto più puoi dormire su sette cuscini». Non parleremo quindi più di contribuenti «congrui» e «non congrui», bensì di contribuenti «virtuosi» e «non virtuosi»: solo i primi godranno di una serie di agevolazioni (da definire con un provvedimento apposito ancora da emanare).

Invece, se l’Agenzia delle entrate dovesse riscontrare elementi anomali il voto scenderà e per il contribuente potrebbe scattare il rischio di una verifica (ad esempio, rimanenze iniziali di un anno diverse da quelle finali dell’anno precedente, costo del venduto negativo eccetera).

Rispetto agli studi di settore, l’analisi del reddito del contribuente sarà più completa e non si fermerà solo all’esame di ricavi/compensi. Ad esempio, secondo quanto reso noto dalla Sose e riportato questa mattina sulle pagine del Sole 24 Ore, «si stimeranno anche il valore aggiunto ed il reddito per addetto, la durata delle scorte, la consistenza delle rimanenze finali, il controllo del numero delle giornate retribuite. Altro elemento di novità riguarda il periodo di monitoraggio. Il meccanismo sembra si reggerà su un’analisi che abbraccerà un arco temporale lungo (gli esempi diffusi da Sose sono tarati sul periodo 2007-2014 e quindi 8 anni) anziché la singola annualità».

note

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Mi risulta che vi occupate anche di consigli e controlli sulle gestioni dei condomini.
    Siccome la mia nuova amministrazione sta introducendo norme che mi mettono tanti dubbi, vorrei sapere come fare per avere la certezza che queste norme siano legali.
    Per avere la vostra assistenza bisogna iscriversi e se si quanta è la quota. Io sono una condomina di un condominio di 20 appartamenti. Leggo libri sugli argomenti che però non mo chiariscono le idee. Grazie.

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