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Quali sono i limiti di pignoramento di una pensione?

11 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 marzo 2017



Un’agile guida per conoscere  quali siano i limiti oltre i quali il creditore non può pignorare la pensione del proprio debitore. 

Soprattutto nei periodi di crisi economica le esposizioni debitorie, anche di piccoli risparmiatori e pensionati, costituiscono un serio problema con risvolti talora drammatici. Intere famiglie si ritrovano infatti con pesanti debiti sulle spalle spesso nei confronti di istituti bancari e/o di società finanziarie nei confronti delle quali si sono esposte per l’acquisto di una casa oppure per l’acquisto a rate di beni di consumo. Oppure, in altri casi, il debito è di natura fiscale o contributiva non essendo stato possibile onorare, nei tempi imposti dalla legge, il pagamento di tasse, statali o locali, imposte e contributi. In questi casi è assai importante conoscere entro quali limiti il creditore potrà agire nei confronti del debitore il quale, per legge [1], risponde con i propri beni (mobili e/o immobili) presenti e futuri. Insomma, esistono dei limiti di pignoramento? In questo articolo ci occuperemo proprio di questo e, in particolare, dei limiti di pignoramento di una pensione.

Per quello che concerne le pensioni di cui il debitore sia titolare, la legge [2] stabilisce limiti precisi.

Infatti le regole attualmente in vigore stabiliscono che:

  • le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà;
  • la parte che supera questo ammontare è pignorabile:
    1. nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato se il creditore vanta crediti cosiddetti alimentari (si tratta dei crediti a prestazioni anche economiche che per legge [3] spettano, a chi versa in stato di bisogno e non sia capace di provvedere al proprio sostentamento, nei confronti di persone a cui è legato da vincoli di parentela, adozione o affinità);
    2. nella misura di un quinto se il creditore è, per somme dovute a titolo di tributi, lo Stato o la provincia o il comune, oppure per ogni altro tipo di credito che vanti qualsiasi altro creditore;
    3. comunque nella misura massima della metà quando concorrano insieme più creditori.

Ciò significa che fino alla cifra di Euro 672,10 (importo massimo dell’assegno sociale aumentato della metà) la pensione non è pignorabile.

Se la pensione supera, però, l’importo di Euro 672,10, e soltanto per la parte che supera questa cifra, la pensione sarà pignorabile non oltre i limiti indicati al paragrafo precedente (al numero 2), lettere a), b) e c).

Per meglio chiarire quanto detto, illustriamo con un esempio quello che la legge stabilisce.

Se il cittadino gode di una pensione di euro 1.000,00 mensili, la quota pari ad Euro 672,10 non sarà pignorabile, mentre sulla parte che supera i 672,10 Euro, cioè su Euro 327,90, il pignoramento sarà possibile con i limiti indicati e cioè:

  • nella misura autorizzata dal presidente del tribunale, se il credito è alimentare;
  • non oltre un quinto – che nell’esempio sarebbe un quinto di euro 327,90, cioè non oltre euro 65,58 – per i tributi o per ogni altro tipo di credito;
  • e non oltre comunque la metà – che nell’esempio sarebbe la metà di euro 327,90 e cioè non oltre euro 163,95 – se vi sono simultaneamente più creditori.

La legge, infine [4], stabilisce che se la pensione è accreditata su un conto corrente bancario o postale intestato al debitore, i limiti al pignoramento sono i seguenti:

  • se gli accrediti sul conto sono precedenti alla data in cui avviene il pignoramento, sarà pignorabile l’intera somma che risulta sul conto (fino a concorrenza del credito) ma solo nella parte che supera il triplo dell’assegno sociale (ciò vuol dire che fino all’importo di euro 1.344,21 non vi potrà essere pignoramento);
  • se gli accrediti sul conto avvengono nella stessa data del pignoramento o dopo il pignoramento, il pignoramento di questi accrediti sarà possibile alle stesse condizioni e con gli stessi limiti che sono stati prima illustrati al numero 2), lettere a), b) e c) e con l’esempio chiarificatore.

Infine, occorre sottolineare che tutto quello che è stato finora detto vale anche se è Equitalia che intende pignorare una pensione.

Infatti, le norme contenute in leggi speciali [5] che prevedono limiti diversi per i pignoramenti eseguiti da Equitalia non si applicano quando Equitalia intende aggredire crediti pensionistici.

Ciò vuol dire che anche ad Equitalia, per il pignoramento delle pensioni, si applicheranno le norme che sono state illustrate in questo articolo e che sono valide per ogni creditore.

note

[1] Art. 2740 Cod. civ.

[2] Art. 545 Cod. proc. civ.

[3] Art. 433 Cod. civ.

[4] Art. 545 Cod. proc. civ.

[5] Art. 72 bis del d.p.r. n. 602 del 1973.

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