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Condanna alle spese: il contributo va sempre risarcito

14 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 marzo 2017



Chi ha pagato il contributo unificato e vince la causa può sempre recuperare questa somma.

Può accadere che chi ha iniziato il giudizio vinca la causa ma la sentenza, pur condannando chi ha perso a pagare  le spese di giustizia alla parte vittoriosa, nulla dica circa la somma destinata all’acquisto del contributo unificato. La dimenticanza è grave: infatti, chi agisce in giudizio è costretto ad acquistare questa particolare marca da bollo [1] che può avere un valore molto alto e, dunque, quando vince il giudizio deve poter recuperare questa cifra dalla parte sconfitta; altrimenti, la sua sarebbe una vittoria dimezzata.

A questa situazione sta rimediando la Corte di cassazione.

Descriviamo il problema e vediamo la soluzione che i Supremi giudici propongono.

Il problema

La questione è la seguente.

Per legge [2] le spese processuali devono essere pagate da chi perde il giudizio: le spese processuali sono i compensi dell’avvocato e le somme destinate all’acquisto delle marche da bollo necessarie, fra cui appunto il contributo unificato (che è una particolare marca da bollo che chi inizia il giudizio deve comprare e poi depositare in cancelleria assieme agli atti processuali).

Molte volte chi ha iniziato il giudizio lo vince ma la sentenza, pur disponendo che la parte sconfitta deve rifondere a chi ha vinto i compensi professionali dell’avvocato, non stabilisce espressamente che anche la cifra pagata per comprare il contributo unificato va restituita.

In questi casi spesso si è reso necessario proporre al giudice istanza per la correzione della sentenza, in quanto la parte sconfitta – vedendosi richiedere anche la somma spesa per l’acquisto del contributo unificato – si opponeva contestando che il provvedimento non stabiliva espressamente la restituzione di questa somma.

La soluzione della Cassazione

Secondo l’orientamento più recente della Cassazione [3] quando la sentenza è favorevole alla parte che ha agito in giudizio e condanna lo sconfitto a restituirle le somme anticipate per iniziare il giudizio, la condanna al pagamento delle spese processuali comprende sempre l’importo pagato per l’acquisto del contributo unificato.

Secondo la Corte, infatti, il contributo unificato ha un valore facilmente determinabile: infatti, si calcola utilizzando i parametri forniti dalla legge in base al valore del giudizio, che a sua volta è dichiarato nell’atto che inizia il processo. Dunque, anche se il giudice nello scrivere la sentenza non ha considerato la somma pagata da chi ha iniziato il processo per acquistare il contributo unificato, la parte vittoriosa può sempre richiederla alla parte perdente perché si tratta di una somma certa e quantificata.

In questi casi, quindi, si può agire per recuperare questa somma sulla base della sentenza, senza doverla far correggere al giudice che l’ha emessa [4].

note

[1] Art. 13 del D.P.R. 115/2002.

[2] Art. 91 cod. proc. civ.

[3] Cass. ord. n. 23830/2015 del 20.11.2015.

[4] Cass. ord. 2691/2016 del 10 febbraio.

Autore immagine: Pixabay


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