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Le Guide Come fare causa contro una cartella per tributi

Le Guide Pubblicato il 14 marzo 2017

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> Le Guide Pubblicato il 14 marzo 2017

Volete fare ricorso contro una cartella per tributi? Ecco come fare. Termini, modalità e caratteristiche del ricorso.

Quando arriva una cartella esattoriale oppure, ad esempio, un atto di intimazione con più cartelle o semplicemente quando consultate il vostro estratto di ruolo, la prima cosa che dovete fare è verificare che tipo di onere è compreso nella cartella o nelle cartelle. Se si tratta di tributi, diretti o indiretti (ad esempio Irpef o Iva), statali o locali (ad esempio, rifiuti o bollo auto) per fare causa dovete ricorrere alla Commissione Tributaria Provinciale competente per territorio.

Qual è la Commissione Tributaria Provinciale competente per territorio?

La legge [1] dice che il ricorso va proposto dinanzi alla Commissione Provinciale, nella cui circoscrizione territoriale, hanno sede gli enti impositori oppure l’agente della riscossione. La Cassazione ha precisato [2], che nel caso di cartella esattoriale emessa dall’agente della riscossione, prevale la sede dello stesso. Non mancano alcune decisioni che, invece, danno prevalenza alla residenza del contribuente [3], sostenendo che una lettura costituzionalmente orientata della norma, debba far propendere per quest’ultima soluzione.

Entro che termini posso fare ricorso contro una cartella per tributi?

Il termine ordinario è di 60 giorni dal ricevimento della cartella oppure, ad esempio, dell’atto di intimazione che la contiene. Se invece, esaminando l’estratto di ruolo, vi accorgete che ci sono cartelle da voi mai ricevute, allora non ci sono termini per fare ricorso. Infatti, secondo la Cassazione [4], i termini per fare causa possono decorrere soltanto da una valida notifica, in mancanza della quale essa non è mai avvenuta.

Posso fare ricorso contro una cartella per tributi senza avvocato?

La legge [5] dice che per fare causa contro una cartella per tributi non è necessario rivolgersi ad un avvocato, se la controversia ha un valore inferiore ai 3000 euro. La norma precisa che per stabilire il valore della causa bisogna far riferimento all’importo del tributo, al netto di interessi ed eventuali sanzioni previste per il mancato pagamento dello stesso.

Detto ciò, la tecnicità e la complessità dell’attività da compiere, suggeriscono di rivolgersi, in ogni caso, ad un legale o ad un soggetto abilitato.

Come inizia una causa contro una cartella per tributi?

Dopo aver prontamente fatto esaminare la situazione ad una persona esperta, accertato che ci sono i presupposti per fare causa (ad esempio, si tratta di una cartella prescritta oppure di una mai ricevuta e conosciuta soltanto attraverso l’estratto di ruolo), sarà necessario preparare il ricorso, all’interno del quale saranno spiegate e formalizzate le ragioni per cui volete impugnare la cartella ed ottenere l’annullamento della stessa.

Completato il ricorso, esso dovrà essere spedito alla controparte (ad esempio, l’agente delle riscossione) tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno, ma senza imbustarlo. Attualmente, con l’introduzione del processo tributario telematico, che con il tempo sarà attivo in tutta Italia, in alcuni casi è anche possibile inviarlo tramite pec.

Per le cause di valore inferiore ai 20.000 euro, il ricorso in questione ha anche la funzione di un reclamo. Ciò significa che il destinatario, prima che la causa sia iscritta a ruolo, potrà eventualmente concordare con il ricorrente una soluzione stragiudiziale della vicenda.

Come si svolge la causa contro una cartella per tributi?

Entro 30 giorni dal ricevimento del ricorso [6], il ricorrente, per mezzo del suo legale, dovrà procedere all’iscrizione a ruolo della causa, mediante il deposito della copia dell’atto, della ricevuta d’invio dello stesso, della cartella o delle cartelle impugnate, degli eventuali altri documenti. Se si tratta di una causa di valore inferiore ai 20.000 euro, il termine in questione è sospeso per 90 giorni, allo scopo di consentire l’eventuale mediazione.

Per l’iscrizione a ruolo dovrà prepararsi un documento, chiamato nota d’iscrizione a ruolo, che conterrà tutti i dati della causa (nome delle parti, atti impugnati, valore della controversia, ecc). Sarà inoltre necessario versare il contributo unificato, che è la tassa dovuta per affrontare il contenzioso. Il valore della stessa varia a seconda dell’importo del tributo contestato e parte da un minimo di 30 euro per ogni cartella impugnata.

Dopo aver depositato il tutto, dovrete attendere che la Commissione investita del ricorso fissi la data di discussione dello stesso. Nell’udienza stabilita, che di regola sarà trattata pubblicamente, il vostro legale illustrerà verbalmente, quanto contenuto e scritto all’interno del ricorso. Successivamente, la Commissione già riunitasi per decidere, comunicherà l’esito della causa, emettendo una sentenza. A quel punto il procedimento sarà concluso (si spera con un decisione di accoglimento del vostro ricorso).

note

[1] Art. 4 L. 546/1992.

[2] Cass. sent. n. 4682/2012.

[3] Ctp di Salerno sent. n. 1343/2014.

[4] Cass. Sez. Un. sent. n. 19704 del 02.10.2015.

[5] Art. 12 L. 546/1992.

[6] Art. 16, co. 5 L. 546/1992 – Cass. sent. n. 14010/2012.


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