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Autonomi, mai più pagamenti oltre 60 giorni fattura

10 Marzo 2017
Autonomi, mai più pagamenti oltre 60 giorni fattura

Job Act dei lavoratori autonomi: nulle le clausole di contratto che prevedono il saldo della fattura dopo 60 giorni dalla sua consegna.

Mai fatture pagate dopo molti giorni dalla loro emissione, anche se a prevederlo è lo stesso contratto. Arrivano, infatti, le nuove tutele degli autonomi contenute nel Job Act 2.0 approvato ieri dalla Camera. Ma procediamo con ordine e vediamo quali importanti novità prevede il testo di legge per i lavoratori autonomi in materia di pagamento di fatture.

Uno dei problemi principali per il lavoratore autonomo è il rischio che il proprio cliente non adempia al debito contratto e non onori la prestazione ricevuta: così, prevedere un pagamento a distanza di numerosi giorni dall’emissione della fattura, potrebbe aumentare le possibilità che il debitore si trovi in difficoltà economiche, inizialmente non preventivate, e rimanga moroso. Con il risultato che il lavoratore autonomo viene costretto a un lungo, estenuante e spesso inutile procedimento di recupero dei crediti. Ecco perché il nuovo Job Act dei lavoratori autonomi stabilisce la nullità di tutte le clausole contrattuali, anche se firmate da ambo le parti, che stabiliscono il saldo del pagamento a distanza di oltre 60 giorni data fattura. Dunque, il termine massimo per saldare la fattura diventa di 60 giorni dalla emissione del documento fiscale. Eventuali clausole contrarie si considerano abusive e, come tali, nulle; pertanto al lavoratore autonomo sarà dovuto il risarcimento del danno.

In caso di pagamento in ritardo della fattura rispetto a quanto concordato, all’autonomo saranno dovuti in automatico gli interessi moratori nella misura stabilita nel contratto. Se il contratto non prevede l’ammontare degli interessi moratori si applica la misura degli interessi legali di mora che ammontano al tasso legale di riferimento (oggi pari a zero) più l’8%.

Il limite di questa nuova norma, però, sta nel fatto che non si applica a tutti i contratti, ma solo a quelli stipulati con le imprese o con le pubbliche amministrazioni. Quindi, nel caso di un ingegnere che abbia stipulato un contratto con un privato cittadino, per la ristrutturazione della casa, la tutela della legge non scatta.

Altra novità riguarda il caso della lavoratrice autonoma che, nel corso dell’esecuzione del mandato, scopra di essere incinta. La legge, prevede, infatti, che, in caso di maternità, previo consenso del committente, la lavoratrice autonoma avrà la possibilità di farsi sostituire da un collega di fiducia in possesso dei necessari requisiti professionali.

I lavoratori autonomi potranno, inoltre, partecipare ad appalti e bandi pubblici e saranno equiparati alle Pmi per l’accesso ai fondi europei.

Per tutti gli altri diritti leggi la nostra guida sul Job Act sui lavoratori autonomi.


note

Autore immagine:123rf com


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1 Commento

  1. Salve, scusi ho una perplessità sul suo articolo che trovo molto interessante….

    La nuova Job Act dei lavoratori autonomi ritiene nulle le clausole di contratto che prevedono il saldo della fattura dopo 60 giorni dalla sua consegna.
    Lei afferma che: ” il termine massimo per saldare la fattura diventa di 60 giorni dalla emissione del documento fiscale.”
    Ma la data di consegna molto spesso non coincide con la data di emissione…

    Mi chiedo dunque:
    1) cosa fa fede ai fini del conteggio dei giorni per stabilire il termine:la dta di emissione o la data di effettiva ricezione della stessa fattura?
    2) Esiste qualche riferimento legale/fiscale che chiarisca questo dubbio?
    Grazie anticipatamente

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