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Multe, conviene rottamarle o contestare la prescrizione?

31 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 marzo 2017



Se una cartella contiene multe prescritte e non, al trasgressore conviene pagare con la rottamazione o eccepire la prescrizione?

 

Nella cartella di Equitalia appena notificata ho diverse multe stradali, alcune notificate nel 2011, altre nel 2012: vorrei capire se sono prescritte, oppure se mi conviene rottamarle.

La prescrizione delle multe indicate nella cartella di Equitalia dipende dalla data di notifica della cartella stessa: in particolare, se la notifica è avvenuta nel 2017 e la notifica dei verbali è avvenuta nell’anno 2011, le multe sono prescritte. Secondo  il codice della strada [1], infatti, la prescrizione delle multe è quinquennale, cioè avviene dopo il 5° anno a partire dall’ultimo atto notificato al contribuente.

Attenzione però: per verificare la prescrizione si deve considerare la data in cui l’atto da notificare è stato consegnato alla posta dall’ente notificante (ad esempio, per le multe della polizia municipale, il comune) e non quella in cui è stata ricevuto dal destinatario. Ad esempio, se la data di prescrizione dell’atto è il 31 dicembre 2016, questo è stato consegnato alla posta entro il 31 dicembre 2016 e ricevuto dall’utente nel dicembre 2017, la prescrizione non è intervenuta.

Per poter fare ricorso, invece, il termine parte dalla data della consegna al destinatario dell’atto (perché solo con la consegna questi ha avuto possibilità di prendere visione dell’atto).

Multe: nullità della cartella

Esiste poi un’ulteriore disposizione che prevede che le somme non possono essere riscosse da Equitalia, se sono trascorsi più di due anni dalla ricezione del ruolo da parte del Comune che le ha irrogate [2].

Il termine di 2 anni, però, non è un termine di prescrizione, ma di decadenza dall’azione di recupero crediti tramite Equitalia. In parole semplici, Equitalia deve notificare la cartella esattoriale entro 2 anni dalla data in cui il Comune le ha consegnato il ruolo con la multa: se non rispetta questo termine, decade dalla possibilità di riscuotere la multa e quindi di notificare la relativa cartella.

Questo non comporta, comunque, la nullità della multa, ma solo quella della cartella: se la multa non è ancora prescritta, il comune può infatti richiederla al debitore attraverso un’azione di recupero crediti tradizionale e cioè rivolgendosi al giudice (e non più all’agente per la riscossione).

Rottamazione multe

Per quanto riguarda la rottamazione delle cartelle contenenti violazioni del codice della strada, non si azzerano le sanzioni, come avviene nella maggior parte dei casi di definizione agevolata: si azzerano soltanto interessi moratori e maggiorazioni.

Le maggiorazioni, in particolare, sono pari al 10% della sanzione per ogni semestre compiuto, a partire da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile e fino a quello in cui il ruolo è trasmesso all’esattore. Di fatto, la maggiorazione sostituisce quasi del tutto gli interessi di mora veri e propri, che sono dovuti solo per il periodo che inizia alla scadenza del termine entro il quale il debitore deve normalmente pagare la cartella.

La sanatoria riguarda dunque sia la maggiorazione sia gli interessi di mora; non sono invece rottamabili:

  • il raddoppio della sanzione, che scatta 60 giorni dopo la notifica del verbale;
  • le violazioni di carattere penale, che in materia stradale sono poche ma pesantemente sanzionate:

o             guida in stato di ebbrezza a partire da 0,81 grammi/litro;

o             guida sotto l’effetto di droghe;

o             rifiuto di sottoporsi ai test su droga e alcol;

o             gare clandestine su strada;

o             fuga dopo incidente con danni a persone;

o             omissione di soccorso a feriti in incidente;

o             guida senza patente (se commessa dal 6 febbraio 2016, solo in caso di recidiva nel corso di un biennio).

Inoltre, per quanto riguarda le multe non possono essere dedotti della definizione gli importi già pagati a titolo interessi di mora: pertanto, per chi ha già pagato gran parte degli interessi dovuti, la convenienza della rottamazione è limitata.

La facoltà di sanatoria è ammessa per i debiti oggetto di iscrizione a ruolo affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2016: pertanto, se le multe non sono state affidate entro tale data a Equitalia, o al diverso agente della riscossione, la definizione agevolata non è possibile.

Come funziona la sanatoria delle multe

La sanatoria delle cartelle contenenti sanzioni per violazioni del codice della strada, come abbiamo visto, consente di azzerare i soli importi di interessi moratori e maggiorazioni. Per aderire alla rottamazione è necessario inviare un’apposita domanda a Equitalia, o al diverso agente della riscossione, entro il termine da questo stabilito.

La sanatoria consente di pagare il debito in un’unica soluzione (entro luglio 2017) o in 5 rate. Le rate devono essere saldate nei mesi di luglio, settembre e novembre 2017 e nei mesi di aprile e settembre 2018. La prima rata è pari al 24% del totale, la seconda e la terza al 23%, mentre le ultime due al 15%; in caso di rateazione, sono dovuti gli ordinari interessi di dilazione.

Multe: sanatoria o prescrizione?

Se nei ruoli dell’agente della riscossione sono presenti delle multe già prescritte, conviene aderire alla rottamazione oppure eccepire la prescrizione delle sanzioni? Non esiste una risposta valida per tutti, in quanto dipende dall’ammontare delle sanzioni prescritte, che vanno confrontate con l’ammontare di interessi e maggiorazioni azzerabili con la definizione agevolata.

In ogni caso, è opportuno valutare attentamente se la prescrizione è realmente intervenuta, quindi accertarsi che non ci siano state precedenti notifiche e verificare la data esatta di tutte le notifiche intervenute.

note

[1] Art. 28, L. 689/1981.

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