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Come fare per non perdere la casa in cui ho sempre vissuto?

31 Marzo 2017
Come fare per non perdere la casa in cui ho sempre vissuto?

Vivo in una casa di riposo e sono sposata con un uomo che dice di essere proprietario della casa dove vivevo e che non vi abita da 10 anni. Ho sempre pagato le bollette a lui intestate e ho le chiavi. Cosa fare per non perderla?

Il primo consiglio è quello di verificare se effettivamente il marito della lettrice sia o meno il proprietario dell’immobile di cui chiede lo sgombero e, in caso negativo, verificare a che titolo lei e il marito, finchè rimase in casa, abitavano quell’appartamento (se, cioè, vi fossero semplicemente ospitati oppure vi fosse a loro favore un contratto di comodato o altro ancora). Se, infatti, il marito non fosse il proprietario dell’appartamento egli non potrebbe pretendere che la moglie lo sgomberi. Nel caso in cui, invece, egli fosse il proprietario e se

  • l’appartamento di cui si discute fosse quello in cui i coniugi stabilirono la residenza della famiglia andandovi a vivere assieme [1] e se
  • i coniugi fossero separati solo di fatto, ma non legalmente,

allora, se queste due circostanze corrispondessero alla realtà dei fatti e se il marito fosse il proprietario, vi è da dire che la migliore dottrina [2] ha affermato che l’accordo fra i coniugi che fissò in un dato immobile la residenza familiare non può essere sciolto per una decisione unilaterale di uno di loro perché da quello stesso accordo con cui i coniugi decisero di stabilire la propria residenza in un immobile è sorto per il coniuge (che non sia il proprietario dell’immobile) un diritto personale ad abitarvi.

Se, quindi, l’appartamento di cui si discute fu la casa coniugale dei coniugi e i due fossero attualmente solo separati di fatto, il marito (ammesso che sia il proprietario dell’immobile) non può pretendere che la moglie lo sgomberi e se ne vada.

Si valuti anche il fatto che, se effettivamente il marito mettesse in atto il proposito di cambiare la serratura dell’appartamento, quest’azione legittimerebbe sicuramente la lettrice ad agire con azione possessoria di reintegrazione [3] allo scopo di tornare nel possesso dell’appartamento.

Il consiglio, quindi, è innanzitutto, di verificare celermente chi effettivamente sia il proprietario di quest’appartamento e, quindi, sulla base dell’esito di questo accertamento, rispondere alla missiva del marito in cui, in ogni caso, lo stesso dovrà essere diffidato dal porre in essere la minacciata sostituzione della serratura, dichiarando altresì che, essendo l’appartamento in questione quello in cui i coniugi fissarono di comune accordo la loro residenza familiare (ammesso che così effettivamente fu), la lettrice ha il diritto di abitarvi ed il marito non può legalmente pretendere che sua moglie se ne allontani sgomberandolo.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte


note

[1] Ai sensi di ciò che dispone l’art. 144 cod. civ.

[2] M. Sesta, in Comunione di vita e di “diritti” sulla casa familiare – appunti per una relazione – dagli Atti del Convegno del Csm, sul tema Famiglia, convivenza, possesso del 22.11.2012 in Roma.

[3] Art. 1168 cod. civ.


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