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Voglio pagare ma non so dove trovare il creditore: che fare?

1 aprile 2017


Voglio pagare ma non so dove trovare il creditore: che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 aprile 2017



Sono un dentista. Dopo un processo con un paziente il giudice stabilisce che devo restituirgli l’acconto versato. All’inizio ho pagato ma ora sono disoccupato. Vorrei versargli una piccola somma al mese ma non so come.

L’esecuzione forzata, salvo casi eccezionali indicati dalla legge, deve sempre essere preceduta dalla notifica del titolo esecutivo e dell’atto di precetto [1]. Il titolo esecutivo è il documento con cui viene accertato il diritto del creditore. Nel caso descritto dal quesito, il titolo esecutivo è rappresentato dal provvedimento (presumibilmente una sentenza) con cui il giudice ha condannato il lettore alla restituzione dell’acconto in favore del paziente. Il precetto, invece, è un atto che viene notificato contestualmente o successivamente al titolo esecutivo e che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante da quest’ultimo (nel caso di specie l’obbligo di pagamento) entro un termine che non può essere inferiore a 10 giorni, nonché il conteggio di tutte le somme dovute (capitale, interessi, spese legali, spese di notifica, spese di registrazione del titolo esecutivo, ecc…). Soltanto dopo che sono trascorsi 10 giorni dal ricevimento da parte del debitore della notifica dell’atto di precetto il creditore potrà dare inizio ad una procedura esecutiva ed esperire, pertanto, un tentativo di pignoramento mobiliare, immobiliare o presso terzi.

Nel caso di specie, è già stato eseguito nei confronti del lettore un pignoramento presso terzi avente ad oggetto il quinto dell’importo di cui alle fatture che egli emetteva in favore dello studio con cui collaborava. Pertanto, prima dell’inizio di tale procedura, il lettore avrà senz’altro ricevuto la notifica della sentenza di condanna e dell’atto di precetto con cui gli veniva intimato il pagamento.

A quanto risulta dal quesito, tale procedura esecutiva si è interrotta lasciando una parte del debito ancora insoluta. Conseguentemente, per ottenere il residuo, il suo creditore potrà iniziare una nuova procedura esecutiva, consistente ancora una volta in un pignoramento presso terzi nei confronti di suoi eventuali debitori, in un pignoramento mobiliare (automobili, arredi della casa, ecc…), oppure anche in un pignoramento dei beni immobili a lui intestati. Tuttavia, prima di poter dare inizio ad una nuova procedura esecutiva, il suo creditore dovrà notificargli un nuovo atto di precetto, con il quale gli verranno concessi altri 10 giorni di tempo per pagare e con il quale verrà effettuato un nuovo conteggio delle somme residue dovute, previa sottrazione di quelle già riscosse mediante il precedente pignoramento presso terzi. Non sarà, invece, necessaria una nuova notifica della sentenza di condanna. Come anticipato, dal momento in cui riceverà la notifica dell’atto di precetto, il lettore avrà a disposizione almeno 10 giorni di tempo per pagare o proporre al suo creditore un diverso piano di rientro prima che quest’ultimo possa dare inizio ad una nuova esecuzione forzata (mobiliare, immobiliare o presso terzi). Sull’atto di precetto troverà tutti i recapiti del creditore ma soprattutto quelli del suo avvocato.

Il timore del lettore relativo alla possibilità che vengano aggrediti i beni immobili a lui intestati è fondato, tuttavia, dato l’importo non elevato delle somme dovute e data la sua volontà di continuare a corrispondere delle somme periodiche, un pignoramento immobiliare dovrebbe ritenersi senz’altro non conveniente neppure per il suo creditore. Infatti, il costo che il creditore dovrebbe anticipare per l’espletamento di tale procedura è molto elevato ed i tempi sono molto lunghi. Pertanto, dinanzi ad una concreta e seria proposta del lettore volta a proseguire il pagamento periodico del debito residuo, è difficile che il suo creditore propenda per dare inizio ad una procedura esecutiva immobiliare. Inoltre, nella denegata e non creduta ipotesi in cui ciò dovesse avvenire, il lettore avrà la possibilità di chiedere la conversione del pignoramento immobiliare, ossia la sostituzione dei beni pignorati con una somma di denaro. Per ottenere la conversione sarà sufficiente il versamento immediato di una somma pari ad 1/5 dell’intero credito residuo, dopodiché il giudice potrà disporre un pagamento rateale per la durata massima di 18 mesi e sino ad estinzione del debito.

Ciò premesso, se l’intenzione del lettore è quella di continuare a pagare il debito, potrebbe risultare conveniente al fine di non accumulare ulteriori spese (in particolare nuovi interessi e spese legali) non attendere la notifica di un nuovo atto di precetto da parte del creditore, bensì anticiparlo e prendere contatto con lui o con il suo difensore per proporre un piano di rientro. Se è ancora in possesso della sentenza, del primo atto di precetto, oppure dell’atto di pignoramento presso terzi che gli sono stati notificati, su di essi troverà apposti il nome ed i recapiti della sua controparte (il paziente) e dell’avvocato da cui egli era assistito. Ove venisse chiesto al dentista di firmare un atto di transazione o comunque un qualsiasi impegno scritto, potrà decidere liberamente di farsi assistere da un legale di fiducia che tuteli i suoi interessi nella formulazione delle condizioni transattive. Nell’ipotesi in cui non fosse personalmente in possesso della documentazione di cui sopra e sia stato assistito da un avvocato nel processo che si è concluso con la sua condanna, potrà contattarlo per farsi assistere nella formulazione di un piano di rientro in favore del suo creditore o semplicemente per ottenere i recapiti di quest’ultimo e del suo legale e poi procedere personalmente a contattarli. Se anche questa possibilità non risulta concretamente esperibile, ove sia a conoscenza del nome, del cognome e del Comune di residenza del paziente, potrà chiedere all’Ufficio Anagrafe del Comune il rilascio di un certificato di residenza, dal quale ricavare l’indirizzo esatto.

Come già anticipato, nell’ipotesi in cui non riesca in alcun modo a reperire il creditore per formulare una proposta di rientro, può confidare nel fatto che, prima di qualsiasi nuova azione esecutiva, dovrà ricevere la notifica di un altro atto di precetto, sul quale peraltro troverà tutti i recapiti del creditore e del suo avvocato.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Massimo Bacci

note

[1] Art. 479 cod. proc. civ.


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